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	<title>Lavori - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<description>Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</description>
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	<title>Lavori - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<item>
		<title>Cassettiera veneta del  ‘600 in noce</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/cassettiera-veneta-del-600-in-noce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2023 22:02:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccolo cassettone in noce con motivi ornamentali tipicamente veneti.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/ihmkLQm3Ezk?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
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<div class="column">
<p><strong>Descrizione<br />
</strong>Piccolo cassettone in noce con motivi ornamentali tipicamente veneti. Il fronte è scandito  da eleganti formelle in massello  che risaltano sulle lastronature. Esiste al  Museo Civico di Belluno un mobiletto a tre cassetti del tutto simile per lavorazione e misure, integro (vedi ultima diapositiva). Quello che abbiamo restaurato ha subito degli adattamenti nel tempo il principale probabilmente per la perdita del terzo cassetto e di conseguenza è stato montato su un quattro gambe tornite. Il piano superiore in massello di noce è coevo, originariamente proviene da una cassapanca perché sono presenti tracce di una lancia centrale per serratura.</p>
<p><strong>Stato di conservazione<br />
</strong></p>
<p>Il piano superiore aveva delle lunghe sbrecciature causate dai chiodi che lo fissavano alla struttura e ne impedivano i movimenti. Anche nei fianchi  vi erano fenditure dovute a ritiro del legno. Alcune parti del mobile erano molto indebolite da danni di insetti xilofagi.</p>
<p><b>Lavori eseguiti<br />
</b><strong>Interventi di riparazione<br />
</strong>Sono stati eseguiti gli incollaggi necessari per riposizionare i pezzi staccati. Si è utilizzata esclusivamente colla a caldo proteica, come è stato fatto al momento della costruzione.<br />
Le fessure dovute al naturale calo dimensionale del legno sono state chiuse incollando nella parte interna della tela in modo che possa seguire e limitare i movimenti del legno.<br />
I chiodi recenti utilizzati per assicurare il mobile sui nuovi sostegni sono stati sostituiti con viti. Queste sono state montate in modo tale che possano assecondare i naturali movimenti del legno.</p>
<p><b>Interventi di pulizia<br />
</b>I vari strati di verniciatura presenti sono stati sciolti con impacchi adeguati..<br />
<span style="background-color: #ffffff; color: #333333;">La colorazione scura è stata rimossa senza levigare la superficie del legno.</span></p>
<p><b>Interventi sulla finitura<br />
</b>E’ stata eseguita una finitura a base cera secondo le indicazioni di Roubo in “L’art du Menusieur” (Parigi 1770).<br />
Le stuccature sono state eseguite con stick di cera dura colorata di autoproduzione.<br />
Le adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli e fiele di bue.</p>
<p><strong>Interventi di disinfestazione<br />
</strong>Il mobile è stato trattato con antitarlo a base di permetrina<strong></p>
<p></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sedia basculante da ufficio</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/sedia-basculante-da-ufficio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2023 15:09:30 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1583</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sedia da ufficio della prima metà del 1900.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/qo2WiFat8g0?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
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<div class="column">
<p><strong>Descrizione<br />
</strong>Sedia da ufficio del secondo quarto del 1900. Un meccanismo in ferro permette la regolazione della seduta in altezza, la sua rotazione e una controllata possibilità di basculare.</p>
<p><strong>Stato di conservazione<br />
</strong>Il manufatto è arrivato in laboratorio  con la verniciatura usurata e con una trasparenza compromessa. Il bracciolo sinistro non era più ben assicurato dalla vite originale al montante dello schienale. Una rottura parziale di una gamba comprometteva la stabilità della sedia.</p>
<p><b>Lavori eseguiti<br />
</b><strong>Interventi di riparazione<br />
</strong><span style="background-color: #ffffff; color: #333333;">Sono state sostituite le 3 vecchie viti del bracciolo sinistro. Per farlo è stato necessario rimuovere i tasselli rotondi che le nascondevano e poi ricostruiti.<br />
</span>Anche le viti che assicurano la seduta al meccanismo sono state sostituite.<br />
La rottura della gamba è stata ricomposta e sostituendo la vite abbiamo diminuito le possibilità che la rottura si ripeta.</p>
<p><b>Interventi di pulizia<br />
</b>La vernice sintetica di tonalità gialla presente su tutto il mobile è stata rimossa con impacchi di solventi adeguati.<br />
Il cuoio è stato pulito e nutrito.<br />
Le borchie in ottone sono state pulite e parzialmente lucidate.</p>
<p><b>Interventi sulla finitura</b><br />
E’ stata eseguita una finitura  a tampone con gommalacca chiara decerata.<br />
Le adeguazioni cromatiche sono state fatte con acquarelli.</p>
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		<item>
		<title>Pettiniera intarsiata &#8220;Boulle&#8221;</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/pettiniera-intarsiata-boulle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 15:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di una pettiniera francese intarsiata "Boulle" del II Impero</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/9R_FKoENxTo?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
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<div class="column">
<p><strong>Descrizione</strong><br />
Pettiniera francese II Impero intarsiata alla maniera di André-Charles Boulle con fondo in tartaruga rossa, arabeschi in ottone e struttura in legno ebanizzato.  Si tratta di un tavolino con gambe a sciabola con il piano rialzabile con sotto uno specchio, un vano portaoggetti.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<ul>
<li>Il manufatto è arrivato in laboratorio in condizioni complicate. Mobili con questo tipo di intarsi hanno bisogno di essere curati sempre con attenzione per tenere insieme materiali molto differenti. In questo caso c’erano numerosi stacchi di filetti di ottone che non sono stati messi in sicurezza. Alcuni lunghi decine di centimetri si erano attorcigliati e piegati. Con altri si era tentato di incollarli con un collante cianoacrilico riempendo sia la tessera sia la sede. Nella documentazione fotografica ci si può rendere conto della complessità della situazione. Solo in un punto un intarsio era stato fissato con un chiodino a testa larga bucando l’ottone. Nonostante la rozzezza dell’intervento questo ancora adesso porta avanti bene il suo lavoro. Inoltre erano andate perse circa quindici tessere di ottone.<br />
Questi danni erano concentrati sul piano del tavolino, nei fianchi si erano staccati solo  tre filetti piuttosto lunghi di ottone. Durante un trasloco si era staccata una gamba in parte cedendo lungo l’incollatura, in parte per rottura del legno.<br />
L’interno del cassetto era in perfetto stato di conservazione con la lucidatura a gommalacca originale.</li>
<li><b>Lavori eseguiti</b><br />
Interventi di ricostruzione<br />
• Per prima cosa abbiamo tolto tutti i residui di collanti dalle sedi degli intarsi e dal retro delle tessere. Ci siamo serviti di lenti di ingrandimento per eseguire un lavoro minuzioso.<br />
• L’incollaggio è stato eseguito con una colla proteica e biette riscaldate .<br />
• Le tessere in ottone mancanti sono state segate a mano secondo il disegno ricavato dalla sede e incollate come le precedenti.<br />
• La gamba è stata incollata nella sua sede con colla proteica, operazione ripetuta nelle altre gambe dove la nuova collaha integrato quella  originale.</li>
<li><b>Interventi di pulizia</b><br />
• Tutto il tavolino è stato pulito cercando di conservare i residui di verniciatura alla gommalacca originali.<br />
• Rimossi gli interventi di integrazione non coevi alla costruzione.</li>
<li><b>Interventi sulla finitura</b><br />
• E’ stata eseguita una finitura a poro chiuso con gommalacca chiara decerata, secondo le indicazioni che abbiamo ricavato dall’interno del cassetto<br />
• La colorazione nera è stata integrata dove necessario.<br />
• Le altre adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli.</li>
</ul>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Inginocchiatoio in noce seicentesco</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/inginocchiatoio-in-noce-seicentesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 20:58:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di un inginocchiatoio del'600 in noce</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/3vLZoDCEGpQ?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>Descrizione</strong><br />
Inginocchiatoio seicentesco in noce con intagli di particolare finezza.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong><br />
Il manufatto è arrivato in laboratorio in condizioni complicate .<br />
Alcuni interventi precedenti avevano levigato le parti attaccate dai tarli in modo così profondo da portare in primo piano le<br />
gallerie scavate dagli insetti. In seguito avevano usato del gesso bianco per coprire i canali e del colore molto scuro per mascherare le stuccature. L’operazione era stata ripetuta in varie parti, anche in quella più importante dell’inginocchiatoio,<br />
la portella centrale con il bassorilievo dello scudo nobiliare. Non sono stati risparmiati gli interni come per esempio il retro<br />
del piano sollevabile dove ci si inginocchia e quello della portella.<br />
Ci sono vari tasselli e sostituzioni di parti andate perse, come peraltro succede in manufatti così vecchi.</p>
<p><strong>Lavori eseguiti</strong><br />
Interventi di ricostruzione<br />
• Sono stati eseguiti gli incollaggi necessari per riposizionare i pezzi staccati . Si è utilizzata esclusivamente colla a caldo<br />
proteica , come è stato fatto al momento della costruzione.<br />
• Le fessure dovute al naturale calo dimensionale del legno sono state chiuse nella parte interna incollando della stoffa<br />
che possa seguire e limitare i movimenti del legno.<br />
• Due fori presenti nella schiena sono stati chiusi con tasselli di legno con venature simili.</p>
<p>Interventi di pulizia<br />
• I vari strati di verniciatura presenti nell’inginocchiatoio sono stati sciolti con impacchi adeguati.<br />
• La colorazione scura è stata rimossa senza levigare la superficie del legno.</p>
<p>Interventi di disinfestazione<br />
• L’inginocchiatoio è stato trattato con antitarlo a base di permetrina.</p>
<p>Interventi sulla finitura<br />
• E’ stata eseguita una finitura a base cera secondo le indicazioni di Roubo in “ L’art du Menusieur ” Parigi 1770 )).<br />
• Le stuccature sono state eseguite con stick di cera dura colorata di autoproduzione.<br />
• Le adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli e fiele di bue</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Statuina in gesso</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/statuina-in-gesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 16:15:13 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1551</guid>

					<description><![CDATA[<p>Restauro di una statuina in gesso</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/-YDSXyi_IIs?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<ul>
<li>Piccola statuina in gesso con un’anima in ferro. Rotta un po’ sopra le caviglie aveva problemi di equilibrio e di solidità. Abbiamo riallineato gamba e caviglia destra e in seguito riempito la frattura con piccole sfere di plastica fino a rendere la gamba destra più solida. Poi stuccato a gesso le parti mancanti e portato le integrazioni a colore.</li>
</ul>
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<div class="column"></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Angolare in noce</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/angolare-in-noce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 21:36:28 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1540</guid>

					<description><![CDATA[<p>Restauro di un cantonale in noce</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/aperI1kO83g?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Piccolo angolare in massello di noce del primo quarto dell’Ottocento. La portella è anch’essa in massello di noce con una specchiatura fiammeggiata aperta a libro. Questo particolare viene esaltato dal fatto di essere costituito da tre pezzi assemblati lungo due linee di unione curve della fiamma<br />
Lungo il bordo superiore corre una cornice di radica di noce disposta perpendicolarmente rispetto allo sviluppo della cornice. Il bordo inferiore é costituito da una cornice liscia abbellita da un intarsio alla certosina, ovvero degli incavi nel massello con inseriti degli elementi tagliati in precedenza. In questo caso la decorazione consiste in una serie di scudi con ai lati dei piccoli cerchi. La schiena è in legno dolce.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<p>Il mobile era verniciato con una gommalacca scura stesa su un turapori sintetico. Di conseguenza aveva una tonalità omogenea che da una parte copriva le imperfezioni dovute all’età e ai numerosi interventi di restauro, ma dall’altra nascondeva il gioco di contrasto delle venature e dell’intarsio. C’erano numerosi buchi di tarli. L’interno era rivestito con una carta incollata con colla vinilica per mascherare la sostituzione di alcune assi delle schiene. Il piano interno inferiore aveva numerosi problemi dovuti a tarli, a troppi chiodi e ad una sistemazione grossolana della gamba posteriore .</p>
</div>
<div class="column">
<p><strong>Interventi di ricostruzione</strong></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Ricostruita una parte del piano interno inferiore.</li>
<li>Eliminato l’eccesso di chiodi sostituiti, ove necessario, con viti.</li>
<li>Ricostruita la gamba posteriore, rinforzata con un gattello fissato sulle schiene.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><strong>Interventi di pulizia</strong></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>E’ stata sciolta la gommalacca con solvente idoneo.</li>
<li>Il turapori per quanto possibile è stato asportato con decapante neutro.</li>
<li>La carta interna è stata staccata con impacchi di acqua tiepida e la colla vinilica con raschietti e acqua tiepida.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
Interventi di disinfestazione</strong></p>
<p>• Il mobile é stato trattato con antitarlo a base di permetrina.</p>
<p><strong>Interventi sulla finitura</strong></p>
<p>• Per le parti in noce è stata eseguita una finitura a base di cera a poro chiuso secondo le indicazioni di Roubo in “L’art du Menusieur” Parigi 1770.</p>
<ul>
<li> Le stuccature sono state eseguite con stick di cera colorata.</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/angolare-in-noce/">Angolare in noce</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Restauro di un mobile olandese intarsiato</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-un-mobile-olandese-intarsiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 11:59:57 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1521</guid>

					<description><![CDATA[<p>Restauro di un mobile olandese intarsiato<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/oqeBa_VYtZs?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1"><strong>Descrizione</strong></p>
<p class="p2">Comò a rullo olandese della fine del ‘700 in mogano riccamente intarsiato in acero sul fronte e sui lati. Alcune delle tessere in acero mostrano ancora una colorazione verde.Presenta tre cassetti nella parte inferiore e la parte superiore è composta da rullo con all&#8217;interno cassettini, vani a giorno e piano estraibile anch&#8217;essi intarsiati.</p>
<p class="p1"><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<p class="p2">Il manufatto è arrivato in laboratorio in cattive condizioni dopo un periodo di messa in disparte. Il meccanismo di apertura della calatoia era bloccato, il piano scorrevole imbarcato, fessurato e con lo scarabattolo centrale appoggiato al piano invece che sollevato. I cassetti erano ricoperti di carta incollata, con rotture nelle sponde e gli scorrevoli consumati. La schiena aveva perso i suoi incastri ed era tenuta insieme da tela. Rotture nelle gambe. Numerosi sollevamenti della cartella e mancanze soprattutto lungo i bordi. Tracce di numerosi e sbrigativi restauri, che in alcuni casi hanno ridotto la cartella a spessori infinitesimali, soprattutto nei traversi sotto i cassetti.</p>
<p class="p3"><strong>2019 LAVORI ESEGUITI</strong></p>
<p class="p2">• ricostruzione della schiena e dei suoi incastri<br />
• ricostruzione piano estraibile suo consolidamento e raddrizzamento con listelli a coda di rondine per il verso della profondità, senza uso di colla<br />
• ricostruzione del rullo e messa a punto del suo meccanismo<br />
• consolidamento delle gambe</p>
<p class="p4"><strong>2021 LAVORI ESEGUITI</strong></p>
<p class="p4">• smontaggio completo dei cassetti<br />
• compensazione del calo del legno dei fondi<br />
• eliminazione dei chiodi in posizione sbagliata<br />
• ricostruzione degli scorrevoli, ricostruzione degli intarsi laterali in mogano del fronte dei cassetti<br />
• Incollaggio di tutti i sollevamenti degli intarsi mediante iniezioni di colla proteica a caldo e serraggio con biette riscaldate (circa 350)<br />
• integrazione delle lacune degli intarsi in mogano, circa 90<br />
• integrazione di una foglia di intarsio in acero su un fianco in basso<br />
• sistemazione delle gambe<br />
• sostituzione sul fianco sinistro della cornice piatta in quercia (incongrua) con una in mogano come da originale nell&#8217;altro fianco.</p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Scarabattolo</strong><br />
</span>• ricostruzione del fondo della nicchia centrale, integrazione delle lacune e del foro della chiave della portella centrale.<br />
• <span class="s1">sistemazione dei fermi dei cassettini.<br />
• </span><span class="s1">riposizionamento dello scarabattolo nello chassis e rifissaggio nei due fori anteriori con le viti originali, mentre nel retro è stato fissato con sei piccole viti su due blocchi nuovi, costruiti a misura, per sollevarlo e permettere una facile estrazione del piano di scrittura.<br />
• </span><span class="s1">dove possibile lo chassis è stato consolidato lungo le linee di ritiro del legno mediante incollaggio di tela speciale con colla proteica a caldo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Finiture</strong><br />
</span><span class="s1">• rimozione della vecchia vernice e delle colorazioni alterate.<br />
• </span><span class="s1">i listelli che corrono lungo il bordo posteriore dei fianchi e lungo il piccolo piano superiore, sostituiti<span class="Apple-converted-space">  </span>in precedenti restauri con legno di mogano di colore decisamente troppo scuro, sono stati decolorati per ossidoriduzione fino ad una loro integrazione.<br />
• </span><span class="s1">ove necessario il colore dei tasselli è stato armonizzato con ritocchi pittorici ad acquerello.<br />
</span><span class="s1">• </span><span class="s1">lucidatura a gommalacca chiara decerata con chiusura dei pori con pomice.</span></p>
<p><strong>Ferramenta</strong><br />
• <span class="s1">fatte tre saldature su due maniglie dei cassetti.<br />
• </span><span class="s1">le maniglie dei cassetti ed i pomelli sono stati puliti conservando le sfumature della patina del tempo.<br />
• </span><span class="s1">le tre serrature dei cassetti sono state pulite, oliate e messe in funzione ricostruendo una chiave che le apre tutte.<br />
• </span><span class="s1">Il piano di scrittura in panno verde è stato rimosso e sostituito con cuoio a concia naturale.</span></p>
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		<title>Restauro di un canterano &#8220;feltrino&#8221;</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-un-canterano-feltrino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 17:01:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di un canterano veneto del 1600<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/oop6rZ5r-Ck?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1"><strong><span class="s1">Descrizione e stato di conservazione</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Canterano in massello di noce degli inizi del ‘600 di produzione veneta. E’ detto feltrino per la lavorazione dei<span class="Apple-converted-space">  </span>tre cassetti a formelle intagliate.<br />
</span><span class="s1">Il piano superiore è fortemente aggettante e in origine formato da due sole assi. In seguito al naturale calo del legno un listello di tre, quattro centimetri è stato aggiunto nella parte posteriore.<br />
</span><span class="s1">I fianchi sono anch’essi ricavati da due assi di legno di noce e delimitati da cornici lungo il perimetro.<br />
</span><span class="s1">Un cornicione corre alla base dei fianchi e sul fronte.<br />
</span><span class="s1">Le maniglie e le bocchette sono originali, mancano le serrature.<br />
</span><span class="s1">Tracce di restauri precedenti, in particolare il cornicione frontale non coevo.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Intervento di restauro</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Abbiamo ricostruito gli scorrevoli interni e sotto ai cassetti con legno di frassino.<br />
</span><span class="s1">Abbiamo raddrizzato il traverso centrale sotto a primo cassetto neutralizzando un nodo e rinforzando con un listello interno.<br />
</span><span class="s1">Riparazioni<span class="Apple-converted-space">  </span>e rinforzi sulle gambe.<br />
</span><span class="s1">Raddrizzato la concavità del fronte dei cassetti, dovuta al restringimento del fondo dei cassetti, spostando<span class="Apple-converted-space">  </span>la linea di fissaggio.<br />
</span><span class="s1">Chiuso la fenditura tra le due assi dei fianchi con un listello di noce.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Finiture superficiali</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Rimosso vecchie verniciature, colorazioni e incrostazioni che nascondevano le venature del legno.<br />
</span>Armonizzato i colori dei tasselli e delle parti non coeve con mordenzatura a base di tannino e sale metallico.<br />
<span class="s1">Finitura superficiale a cera<span class="Apple-converted-space">  </span>a poro chiuso secondo ricetta del 1772, vedi Roubo Art du Menusier, Parigi.<br />
</span><span class="s1">Le piccole stuccature sono state riempite con stick di cera colorata. Quelle più estese con stucco sintetico.<br />
</span><span class="s1">L’interno dei cassetti è stato pulito con sapone e protetto con una vernice all’alcol a base di gommalacca e benzoino.</span></p>
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		<title>Lucidatura a gommalacca di una porta</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/lucidatura-a-gommalacca-di-una-porta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 10:40:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lucidatura di una porta in noce dell'inizio dell'Ottocento<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/HBQCxyfk810?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1"><strong><span class="s1">Descrizione e stato di conservazione</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Una di un gruppo di porte in noce della prima metà dell’Ottocento. La lucidatura alla gommalacca esistente era stata danneggiata dai graffi di un cucciolo. La porta presenta un<span class="Apple-converted-space">  </span>intarsio che corre ai margini della campitura centrale della facciata A. La decorazione è in filetto di acero e tessere di bois de rose con venature disposte perpendicolarmente allo sviluppo.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Aveva inoltre una rottura all’altezza della moderna serratura ad incasso.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">I cardini sono originali, in ferro forgiato ed eccentrici come d’uso nei palazzi storici, dove il pavimento posato su travi in legno non poteva essere in bolla</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Lungo i bordi<span class="Apple-converted-space">  </span>piccoli tasselli per compensare lacune dovute all’uso e al tempo. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Sotto alla vecchia lucidatura una leggera tinteggiatura a base di mordente alla terra di Kassel.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Le maniglie sono in ottone fuso in stampi di terra. Sono in ottimo accordo con le porte, potrebbero essere originali, alla loro base tasselli recenti.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Le bocchette della chiave sono in ottone tornito.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Intervento di restauro</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Abbiamo incollato la rottura accanto la serratura.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Abbiamo rimosso la vernice graffiata e dove necessario abbiamo dovuto anche asportare del legno, limitandoci al minimo necessario per mitigare le graffiature. L’operazione ha interessato i 2/3 della campitura centrale<span class="Apple-converted-space">  </span>e parte del montante esterno della facciata A,<span class="Apple-converted-space">  </span>e la parte fortemente segnata da due strisciature della facciata B. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Pulito la parte restante di<span class="Apple-converted-space">  </span>vecchia gommalacca rimuovendo sovrapposizioni e rinnovando la superficie con alcol<span class="Apple-converted-space">  </span>e pomice.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"> Le altre parti da noi toccate per le riparazioni sono state preparate chiudendo i pori del noce con pomice e gommalacca. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Ottenuto uno strato di colore e di consistenza simile alla gommalacca presente abbiamo proceduto a rinnovare l’intera superficie della porta.</span></p>
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		<title>Monetiere da tavolo in ebano, avorio e tartaruga</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/monetiere-da-tavolo-in-ebano-avorio-tartaruga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2020 20:19:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1469</guid>

					<description><![CDATA[<p>Monetiere da tavolo in ebano e palissandro con intarsi di tartaruga e avorio .<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/mdaeZz8cSiU?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
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<div class="column">
<p><strong>DESCRIZIONE</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Monetiere seicentesco in ebano, palissandro e intarsi di avorio e tartaruga.<br />
</span><span class="s1">Una fila di 4 cassettini a destra e una a sinistra circondano un arco spezzato sorretto da due colonne con capitelli corinzi. I capitelli e le basi delle due colonne sono in argento e realizzati con fusione a cera persa. In un lato delle basi è visibile la punzonatura dell’orafo. Le due colonne sono completamente lastronata in tartaruga.<br />
</span><span class="s1">Tra le due colonne vi è un vano il cui pavimento è costituito da una fuga prospettica di rombi bianchi e neri in avorio ed ebano. Il soffitto è in palissandro e le pareti sono costituite da specchi di vetro all’amalgama di mercurio. Il vano può essere rimosso e dare accesso a un piccolo “segreto”.<br />
</span><span class="s1">Sopra e sotto al vano vi sono due cassettini il cui fronte è costituito l’uno dall’arco spezzato e l’altro dalla base delle colonne.<br />
</span><span class="s1">I cassettini laterali hanno una campitura centrale in tartaruga compartimentata in tre aree delimitate da due listelli a semiarco in avorio, la campitura è circondata da listelli in avorio e il tutto è<span class="Apple-converted-space">  </span>circondato da<span class="Apple-converted-space">  </span>cornici ondulate in ebano. Al centro un piccolo pomello in legno tornito.<br />
</span><span class="s1">I due fianchi e il piano superiore sono incartellati con due fogli di palissandro aperto a libro.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">STATO DI CONSERVAZIONE</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il manufatto è arrivato in laboratorio dopo un lungo periodo di messa in disparte. Molti pezzi si erano staccati, ma conservati dai proprietari, purtroppo alcuni mancavano. In particolare mancavano sei piccole cornici intorno agli archi ed una delle cornici dorate del vano centrale. Queste lacune e i piccoli traumi sono da attribuire alla complessità della struttura architettonica e all’uso dei cassetti centrali e del segreto.<span class="Apple-converted-space">  </span>Il palissandro aveva due piccole lacune nei bordi posteriori e una nella lastronatura di ebano. Le cornici dei cassettini centrali sono la parte più complessa e delicata, Già in precedenza sono stati eseguiti interventi di reintegrazione.<br />
</span><span class="s1">I manufatti lignei con secoli di vita hanno ritiri dimensionali del legno: nel monetiere sono osservabili nel rilievo che hanno ora le code di rondine che tengono insieme la struttura.<br />
</span><span class="s1">La schiena ritirandosi aveva piegato i chiodi che la fissavano e in alcuni punti rotto la sede che li riceveva.</span></p>
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