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	<title>Canterani e cassettoni Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<description>Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</description>
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	<title>Canterani e cassettoni Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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		<title>Cassettiera veneta del  ‘600 in noce</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/cassettiera-veneta-del-600-in-noce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2023 22:02:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccolo cassettone in noce con motivi ornamentali tipicamente veneti.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/ihmkLQm3Ezk?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>Descrizione<br />
</strong>Piccolo cassettone in noce con motivi ornamentali tipicamente veneti. Il fronte è scandito  da eleganti formelle in massello  che risaltano sulle lastronature. Esiste al  Museo Civico di Belluno un mobiletto a tre cassetti del tutto simile per lavorazione e misure, integro (vedi ultima diapositiva). Quello che abbiamo restaurato ha subito degli adattamenti nel tempo il principale probabilmente per la perdita del terzo cassetto e di conseguenza è stato montato su un quattro gambe tornite. Il piano superiore in massello di noce è coevo, originariamente proviene da una cassapanca perché sono presenti tracce di una lancia centrale per serratura.</p>
<p><strong>Stato di conservazione<br />
</strong></p>
<p>Il piano superiore aveva delle lunghe sbrecciature causate dai chiodi che lo fissavano alla struttura e ne impedivano i movimenti. Anche nei fianchi  vi erano fenditure dovute a ritiro del legno. Alcune parti del mobile erano molto indebolite da danni di insetti xilofagi.</p>
<p><b>Lavori eseguiti<br />
</b><strong>Interventi di riparazione<br />
</strong>Sono stati eseguiti gli incollaggi necessari per riposizionare i pezzi staccati. Si è utilizzata esclusivamente colla a caldo proteica, come è stato fatto al momento della costruzione.<br />
Le fessure dovute al naturale calo dimensionale del legno sono state chiuse incollando nella parte interna della tela in modo che possa seguire e limitare i movimenti del legno.<br />
I chiodi recenti utilizzati per assicurare il mobile sui nuovi sostegni sono stati sostituiti con viti. Queste sono state montate in modo tale che possano assecondare i naturali movimenti del legno.</p>
<p><b>Interventi di pulizia<br />
</b>I vari strati di verniciatura presenti sono stati sciolti con impacchi adeguati..<br />
<span style="background-color: #ffffff; color: #333333;">La colorazione scura è stata rimossa senza levigare la superficie del legno.</span></p>
<p><b>Interventi sulla finitura<br />
</b>E’ stata eseguita una finitura a base cera secondo le indicazioni di Roubo in “L’art du Menusieur” (Parigi 1770).<br />
Le stuccature sono state eseguite con stick di cera dura colorata di autoproduzione.<br />
Le adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli e fiele di bue.</p>
<p><strong>Interventi di disinfestazione<br />
</strong>Il mobile è stato trattato con antitarlo a base di permetrina<strong></p>
<p></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Restauro di un mobile olandese intarsiato</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-un-mobile-olandese-intarsiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 11:59:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di un mobile olandese intarsiato<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/oqeBa_VYtZs?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1"><strong>Descrizione</strong></p>
<p class="p2">Comò a rullo olandese della fine del ‘700 in mogano riccamente intarsiato in acero sul fronte e sui lati. Alcune delle tessere in acero mostrano ancora una colorazione verde.Presenta tre cassetti nella parte inferiore e la parte superiore è composta da rullo con all&#8217;interno cassettini, vani a giorno e piano estraibile anch&#8217;essi intarsiati.</p>
<p class="p1"><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<p class="p2">Il manufatto è arrivato in laboratorio in cattive condizioni dopo un periodo di messa in disparte. Il meccanismo di apertura della calatoia era bloccato, il piano scorrevole imbarcato, fessurato e con lo scarabattolo centrale appoggiato al piano invece che sollevato. I cassetti erano ricoperti di carta incollata, con rotture nelle sponde e gli scorrevoli consumati. La schiena aveva perso i suoi incastri ed era tenuta insieme da tela. Rotture nelle gambe. Numerosi sollevamenti della cartella e mancanze soprattutto lungo i bordi. Tracce di numerosi e sbrigativi restauri, che in alcuni casi hanno ridotto la cartella a spessori infinitesimali, soprattutto nei traversi sotto i cassetti.</p>
<p class="p3"><strong>2019 LAVORI ESEGUITI</strong></p>
<p class="p2">• ricostruzione della schiena e dei suoi incastri<br />
• ricostruzione piano estraibile suo consolidamento e raddrizzamento con listelli a coda di rondine per il verso della profondità, senza uso di colla<br />
• ricostruzione del rullo e messa a punto del suo meccanismo<br />
• consolidamento delle gambe</p>
<p class="p4"><strong>2021 LAVORI ESEGUITI</strong></p>
<p class="p4">• smontaggio completo dei cassetti<br />
• compensazione del calo del legno dei fondi<br />
• eliminazione dei chiodi in posizione sbagliata<br />
• ricostruzione degli scorrevoli, ricostruzione degli intarsi laterali in mogano del fronte dei cassetti<br />
• Incollaggio di tutti i sollevamenti degli intarsi mediante iniezioni di colla proteica a caldo e serraggio con biette riscaldate (circa 350)<br />
• integrazione delle lacune degli intarsi in mogano, circa 90<br />
• integrazione di una foglia di intarsio in acero su un fianco in basso<br />
• sistemazione delle gambe<br />
• sostituzione sul fianco sinistro della cornice piatta in quercia (incongrua) con una in mogano come da originale nell&#8217;altro fianco.</p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Scarabattolo</strong><br />
</span>• ricostruzione del fondo della nicchia centrale, integrazione delle lacune e del foro della chiave della portella centrale.<br />
• <span class="s1">sistemazione dei fermi dei cassettini.<br />
• </span><span class="s1">riposizionamento dello scarabattolo nello chassis e rifissaggio nei due fori anteriori con le viti originali, mentre nel retro è stato fissato con sei piccole viti su due blocchi nuovi, costruiti a misura, per sollevarlo e permettere una facile estrazione del piano di scrittura.<br />
• </span><span class="s1">dove possibile lo chassis è stato consolidato lungo le linee di ritiro del legno mediante incollaggio di tela speciale con colla proteica a caldo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Finiture</strong><br />
</span><span class="s1">• rimozione della vecchia vernice e delle colorazioni alterate.<br />
• </span><span class="s1">i listelli che corrono lungo il bordo posteriore dei fianchi e lungo il piccolo piano superiore, sostituiti<span class="Apple-converted-space">  </span>in precedenti restauri con legno di mogano di colore decisamente troppo scuro, sono stati decolorati per ossidoriduzione fino ad una loro integrazione.<br />
• </span><span class="s1">ove necessario il colore dei tasselli è stato armonizzato con ritocchi pittorici ad acquerello.<br />
</span><span class="s1">• </span><span class="s1">lucidatura a gommalacca chiara decerata con chiusura dei pori con pomice.</span></p>
<p><strong>Ferramenta</strong><br />
• <span class="s1">fatte tre saldature su due maniglie dei cassetti.<br />
• </span><span class="s1">le maniglie dei cassetti ed i pomelli sono stati puliti conservando le sfumature della patina del tempo.<br />
• </span><span class="s1">le tre serrature dei cassetti sono state pulite, oliate e messe in funzione ricostruendo una chiave che le apre tutte.<br />
• </span><span class="s1">Il piano di scrittura in panno verde è stato rimosso e sostituito con cuoio a concia naturale.</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Restauro di un canterano &#8220;feltrino&#8221;</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-un-canterano-feltrino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 17:01:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di un canterano veneto del 1600<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/oop6rZ5r-Ck?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1"><strong><span class="s1">Descrizione e stato di conservazione</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Canterano in massello di noce degli inizi del ‘600 di produzione veneta. E’ detto feltrino per la lavorazione dei<span class="Apple-converted-space">  </span>tre cassetti a formelle intagliate.<br />
</span><span class="s1">Il piano superiore è fortemente aggettante e in origine formato da due sole assi. In seguito al naturale calo del legno un listello di tre, quattro centimetri è stato aggiunto nella parte posteriore.<br />
</span><span class="s1">I fianchi sono anch’essi ricavati da due assi di legno di noce e delimitati da cornici lungo il perimetro.<br />
</span><span class="s1">Un cornicione corre alla base dei fianchi e sul fronte.<br />
</span><span class="s1">Le maniglie e le bocchette sono originali, mancano le serrature.<br />
</span><span class="s1">Tracce di restauri precedenti, in particolare il cornicione frontale non coevo.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Intervento di restauro</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Abbiamo ricostruito gli scorrevoli interni e sotto ai cassetti con legno di frassino.<br />
</span><span class="s1">Abbiamo raddrizzato il traverso centrale sotto a primo cassetto neutralizzando un nodo e rinforzando con un listello interno.<br />
</span><span class="s1">Riparazioni<span class="Apple-converted-space">  </span>e rinforzi sulle gambe.<br />
</span><span class="s1">Raddrizzato la concavità del fronte dei cassetti, dovuta al restringimento del fondo dei cassetti, spostando<span class="Apple-converted-space">  </span>la linea di fissaggio.<br />
</span><span class="s1">Chiuso la fenditura tra le due assi dei fianchi con un listello di noce.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Finiture superficiali</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Rimosso vecchie verniciature, colorazioni e incrostazioni che nascondevano le venature del legno.<br />
</span>Armonizzato i colori dei tasselli e delle parti non coeve con mordenzatura a base di tannino e sale metallico.<br />
<span class="s1">Finitura superficiale a cera<span class="Apple-converted-space">  </span>a poro chiuso secondo ricetta del 1772, vedi Roubo Art du Menusier, Parigi.<br />
</span><span class="s1">Le piccole stuccature sono state riempite con stick di cera colorata. Quelle più estese con stucco sintetico.<br />
</span><span class="s1">L’interno dei cassetti è stato pulito con sapone e protetto con una vernice all’alcol a base di gommalacca e benzoino.</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cassettone barocco con ribalta tirolese</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/cassettone-con-ribalta-tirolese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 23:00:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><span class="s1">Cassettone con ribalta del Settecento, di impronta tirolese, incartellato e intarsiato</span><br />
src=<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/yCjzwx7zU3M" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 4">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Cassettone con ribalta del Settecento, di impronta tirolese, incartellato e intarsiato. E&#8217; costituito da due corpi, il cassettone con ribalta e da un castelletto con tre cassetti, posto nella parte superiore, dietro la ribalta. I due corpi sono uniti mediante due viti in ferro battuto filettato a mano, strette con due galletti, anch&#8217;essi forgiati a mano.<br />
Il corpo del cassettone ha fronte e fianchi curvilinei. Il fronte è scandito da tre grandi cassetti, sopra vi è la ribalta a trapezio convessa, che poggia su una fascia curvilinea, e ai lati due spalle sullo stesso piano convergenti verso il centro. Alla base delle spalle vi sono due piccoli cassetti con il fronte concavo.<br />
Aperta la ribalta vi è un cassetto centrale convesso, dietro al quale si accede al vano dei cassettini segreti (sei in tutto più quattro vani).<br />
Sopra la ribalta vi è il piccolo corpo separabile dei tre cassettini, che hanno il fronte rettilineo e rispecchiano le proporzioni della ribalta e le sue spalle. Sono quindi più piccoli quelli ai lati ,circa 1/3 di quello grande centrale.<br />
Il mobile è completamente incartellato e intarsiato con legni di varie essenze, secondo un disegno tipo che si ripete nelle varie parti con piccole variazioni:<br />
esternamente vi è sempre una incorniciatura di legno di noce con venature regolari disposte perpendicolarmente rispetto all&#8217;andamento del disegno; segue una filettatura di vari legni (acero-ciliegio-acero), i cui angoli sono tagliati e arrotondati verso l&#8217;interno, una campitura centrale in radica di noce aperta con simmetria a &#8220;leporello&#8221;, scandita da motivi curvilinei in legno chiaro (acero).<br />
Nei cassettini sopra la ribalta, all&#8217;interno e all&#8217;esterno della ribalta, nelle spalle e nei loro cassetti, nella fascia sotto la ribalta, l&#8217;incartellatura segue lo schema precedente senza i motivi curvilinei interni alla radica.<br />
Nei cassetti grandi lo schema è ripetuto ma la scansione della filettatura forma tre rettangoli, che ripetono la ripartizione spalla destra-ribalta-spalla sinistra e danno l&#8217;illusione di tre cassetti, due piccoli ai lati e uno grande centrale. Il disegno è perfetto, perché dove vi è la giunzione con due filettature parallele, vi è anche il cambiamento di curva del profilo del cassetto. Inoltre i due falsi cassettini laterali sono decorati con un motivo a stella, quello centrale da tre coppie di motivi curvilinei a simmetria centrale, corrispondenti ai due pomelli e alla toppa centrale.<br />
Nei fianchi corrispondenti ai cassetti abbiamo una leggera variazione a livello di filettatura, gli angoli sono tagliati in maniera diritta, poi vi è una fascia di radica chiara (frassino), una filettatura chiara leggermente curvilinea, quindi una campitura in radica di noce aperta con simmetria sugli assi ortogonali.<br />
Le traverse dei cassetti, le cornici intorno al corpo dei cassetti e alla cassettiera sopra la ribalta sono in legno di frutto (ciliegio o pero) arrotondato.<br />
Il cornicione alla base è dello stesso legno.<br />
Le gambe seguono il disegno del cornicione, si integrano bene, ma non sono originali. Vi erano delle gambe tornite, probabilmente a cipolla molto schiacciata.<br />
I pomelli ed i copriserratura sono originali.<br />
Dimensioni: h 115, lunghezza 135, larghezza 63.</p>
<div class="page" title="Page 5">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Stato di conservazione</p>
<p>Ottimo. Il mobile è integro, con l&#8217;eccezione delle gambe. Nel corso del restauro abbiamo trovato alcuni tasselli qua e là, quasi sempre ben realizzati, più ampi sui fianchi dove il mobile è a contatto del muro.<br />
L&#8217;aspetto era comunque troppo lucido, perché il mobile era stato verniciato alla gommalacca. In molti punti vi erano tracce di una pesante levigatura, che aveva lasciato molti strisci in senso contrario alle venature, probabilmente eseguita nel momento in cui la finitura del mobile è stata cambiata passando alla gommalacca. La verniciatura alla gommalacca rendeva poco leggibili le differenze e le sfumature cromatiche dei vari legni e particolarmente delle radiche. Il tono generale del mobile risultava quindi appiattito sul rossiccio.<br />
Due pomelli non erano originali, uno era già una copia, l&#8217;altro aveva un disegno un po&#8217; differente. Mancava una rondella di decorazione.<br />
Gli interni dei cassetti erano tutti foderati con della carta falso-antica.<br />
Gli scorrevoli dei cassetti grandi interni al mobile erano molto consumati.</p>
</div>
<div class="column">
<p>Scelte di restauro</p>
<p>In questo caso il nostro intervento è stato essenzialmente un restauro di tipo estetico.<br />
La verniciatura alla gommalacca a tampone infatti è un tipo di verniciatura che ha preso piede soltanto agli inizi dell&#8217;800. Prima, la verniciatura dei mobili importanti, era fatta essenzialmente a cera. Fatto che si trova documentato in diverse fonti, tra le quali :J. A. Roubo &#8220;Le menuisier ebeniste&#8221;, Parigi 1772.</p>
</div>
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</div>
<p class="p1">Lavori eseguiti</p>
<div class="page" title="Page 6">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Falegnameria<br />
&#8211;  Abbiamo eseguito pochi lavori di falegnameria, in tutto tre tasselli di tessere di rigatino di noce.<br />
&#8211;  Abbiamo sostituito gli scorrevoli interni, rifacendoli in legno di larice come in origine, ma fissandoli con viti al posto dei cavicchi di legno.<br />
&#8211;  Fissato una gamba.<br />
&#8211;  Incollato circa 45 tessere che si muovevano.</p>
<p>Finiture superficiali<br />
&#8211;  E&#8217; stata sciolta la vecchia vernice con un appropriato solvente.<br />
&#8211;  Le parti da verniciare sono state preparate con una apprettatura ripetuta 3 volte per ottenere una particolare grana e morbidezza. Nelle parti dove vi erano strisci di levigature precedenti l&#8217;operazione è stata molto più lunga per riportare il legno al suo aspetto originale.<br />
&#8211;  Il fondo è stato trattato con olio di noce per ottenere maggiore lucentezza.<br />
&#8211;  I fori dei tarli sono stati chiusi uno ad uno con cera colorata fusa.<br />
&#8211;  Il tutto è stato lucidato a cera chiudendo i pori del legno con pomice e lavorando la superficie a tampone.<br />
&#8211; Le parti grezze del retro sono state pulite con acqua e sapone. Sono state quindi trattate con olio ed essenza di trementina, come insettifugo.<br />
&#8211; I cassetti sono stati liberati dalla carta, quindi puliti e apprettati. Sono stati poi protetti con una vernice a base di benzoino.</p>
</div>
<div class="column">
<p>Ferramenta<br />
&#8211; Smontate tutte le maniglie e i copriserratura.<br />
&#8211; Fatta eseguire copia delle parti mancanti.<br />
&#8211; Rimontati tutti i pezzi sostituendo ai chiodi delle viti in ottone</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Canterano intarsiato con ribalta</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/canterano-con-ribalta-intarsiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2018 21:52:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Canterano con tre cassetti e un quarto con funzione di ribalta. All'interno di questo dieci cassettini intarsiati con motivi decorativi curvilinei. Il fronte dei cassetti anch'esso intarsiato con gli stessi motivi. che contornano il profilo di un cavaliere con sciabola.<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/1ZmknHx3Vhg?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<p>Canterano con tre cassetti e un quarto con funzione di ribalta. All&#8217;interno di questo dieci cassettini intarsiati con motivi decorativi curvilinei. Il fronte dei cassetti anch&#8217;esso intarsiato con gli stessi motivi. che contornano il profilo di un cavaliere con sciabola. Lo stesso intarsio è presente in alcuni mobili veneti del 1630, simili per costruzione e caratteristiche stilistiche, probabilmente eseguiti nella stessa bottega (vd Clelia Alberici &#8220;Il mobile veneto&#8221; ed Electa 1980 ). Gli intarsi sono in noce, radica di noce, acero e ciliegio e avevano in origine uno spessore di 3 mm. ottenuto segando a mano i legni. La tecnica di esecuzione è a seghetto per sovrapposizione positivo e negativo. La costruzione del mobile è di ottima qualità, così come sono selezionati con cura i materiali impiegati per la costruzione.<br />
Dimensioni: lunghezza cm 155, profondità cm 64, altezza cm 118.</p>
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<p>STATO DI CONSERVAZIONE<br />
Quando il mobile arrivato in laboratorio presentava una tinta marrone che nascondeva gran parte degli intarsi e dei giochi cromatici. Mancavano 4 cassettini interni alla ribalta e 3 erano privi del fronte originale. Mancava anche il divisorio tra i 4 cassettini. Questo mobile ha subito nel corso dei secoli pi di un restauro e cos oggi si possono leggere sulla sua superficie non solo le tracce lasciate dal tempo, ma anche da chi lo ha posseduto o solamente restaurato. In particolare si nota:<br />
&#8211; una levigatura soprattutto sui fianchi e sui cassetti intarsiati;<br />
&#8211; il rifacimento delle cornici dei cassetti;<br />
&#8211; la sostituzione delle gambe anteriori del mobile: questo particolare interessante, perché le gambe che ora sostengono il mobile sono identiche a quelle del mobile presente nella collezione del Museo Civico di Storia ed Arte di Trieste(vd sopra opera citata) da notare che il proprietario ci ha riferito di aver saputo al momento dell&#8217;acquisto che il mobile proveniva dall&#8217;Austria); delle due gambe una coeva al mobile, mentre l&#8217;altra una copia;<br />
-l&#8217;inserimento di maniglie della stessa epoca del mobile molto belle, mentre dalle tracce presenti nei cassetti presumiamo che probabilmente il canterano nato con pomoli, o ad un certo punto dei pomoli sono stati inseriti;<br />
&#8211; rottura degli intarsi intorno alla toppa come avviene o per avere usato troppo e male la chiave, o per la rottura della serratura, o lo smarrimento della chiave, o tutte queste cause sommate insieme e la sostituzione delle vecchie serrature. Le bocchette copriserratura attuali sono copie degli inizi del &#8216;900.<br />
&#8211; rifacimento del fronte di tre cassettini interni senza gli intarsi;<br />
&#8211; eliminazione del traverso dei quattro cassettini interni laterali, probabilmente dopo lo smarrimento di questi;<br />
&#8211; all&#8217;interno della ribalta vi era un grande tassello in compensato, che nascondeva la nuova serratura della ribalta;<br />
&#8211; gli scorrevoli dei cassetti erano molto consumati per l&#8217;uso;<br />
&#8211; coloritura molto forte del mobile per dare un tono antico (sic!);<br />
&#8211; lucidatura a gommalacca.<br />
Un mobile quindi con una lunga storia dietro alle spalle: infatti si tratta di un oggetto di lusso, costruito per una committenza aristocratica, che nel corso dei secoli non lo ha mai stato sottovalutato o dimenticato, per cui ha provveduto sempre di aggiustare le piccole rotture dovute ad incidenti o semplicemente alla vecchiaia.</p>
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<p>SCELTE DI RESTAURO<br />
Il restauro stato eseguito ripristinando per quanto possibile l&#8217;aspetto originale del mobile, con alcune eccezioni: anche si deciso di conservare le gambe, le cornici dei cassetti e le maniglie, anche se non originali, per la loro pertinenza all&#8217;epoca e al disegno del mobile.</p>
<p>Falegnameria:<br />
&#8211; sono stati rifatti i cassettini interni mancanti secondo il disegno originale, ricavandolo dai tre cassettini ancora integri. Per l&#8217;esecuzione sono state usate le tecniche dell&#8217;epoca e gli stessi materiali.<br />
&#8211; sono stati rifatti gli intarsi rovinati dei cassetti lasciando intatto ci che vi era di originale. Abbiamo ricavato il disegno della parte mancante rilevando gli intarsi originali dei vari cassetti, e, dato che gli intarsi si ripetono identici nei quattro cassetti, sovrapponendo quindi i rilievi. Con questo procedimento stato possibile ricostruire completamente il disegno originale;<br />
&#8211; come da accordi all&#8217;interno della ribalta stata eseguita una copia degli intarsi dei cassetti per sostituire il tassello di compensato; non siamo sicuri che qui vi fosse un intarsio, perché l&#8217;intervento precedente ha cancellato qualsiasi traccia e la soluzione adottata stata scelta perché quella che si inserisce in questo vuoto nella maniera più dolce;<br />
&#8211; sono stati rifatti tutti gli scorrevoli sotto i cassetti, che erano molto usurati, incollandoli in maniera tale che, quando a loro volta saranno usurati la loro rimozione e sostituzione sia facile e preservi la superficie originale del cassetto;<br />
&#8211; sono stati sostituiti tutti gli scorrevoli interni al mobile procedendo con lo stesso metodo sopra illustrato;</p>
<p>Finiture superficiali:<br />
&#8211; è stata sciolta la vecchia vernice su tutto il mobile;<br />
&#8211; è stata rimossa la mordenzatura di colore scuro che copriva tutta la superficie;<br />
&#8211; sono state tolte tutte le carte del tipo &#8220;Varese&#8221; che foderavano internamente il mobile;<br />
&#8211; gli interni sono state puliti, apprettati e poi trattati con olio ed essenza di trementina;<br />
&#8211; le parti da verniciare sono state apprettate per ottenere una particolare grana e morbidezza;<br />
&#8211; sono state oliate per dare profondità al colore e rilievo alle venature. &#8211; quindi sono state lucidate a cera a poro chiuso con cera d&#8217;api e cera carnauba;<br />
&#8211; i fori dei tarli sono stati chiusi uno ad uno con cera colorata fusa;<br />
&#8211; le parti nuove sono state portate a colore con acquerelli;<br />
&#8211; il mobile stato trattato contro i tarli.</p>
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		<title>Credenzone con alzata</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/credenzone-con-alzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 13:10:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Grande credenza della fine del cinquecento in massello di noce. Probabilmente destinata ad una sagrestia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande credenza della fine del cinquecento in massello di noce. Probabilmente destinata ad una sagrestia aveva grandi cassetti per riporre gli abiti talari nella parte bassa dietro le portelle, mentre nella parte alta venivano conservati i calici per la messa.<br />
Per il tipo di intaglio che la decora è probabilmente di provenienza lombarda, forse bergamasca.<br />
La parte alta è costituita da tre portelle con al centro intarsi di ebano e acero, segati a pacchetto con seghetto ad arco. Le cornici che li circondano sono tipicamente barocche sia per la forma sia per il perimetro che delimitano.<br />
Le tre portelle sono separate da quattro cariatidi con testa di putto scolpite con grande perizia ad alto rilievo.<br />
Sopra le portelle vi è un vano a cui si accede sollevando il piano superiore grazie al lavoro di tre gangherelle.<br />
La base è imponente, con un grande piano e due portelle che si aprono totalmente su cardini con fulcro esterno. Tra il piano e le portelle vi è un grande cassetto che ha ai lati due mascheroni.<br />
Le portelle sono ripartite con una campitura centrale intarsiata, delimitata da grandi cornici e riquadrata da listelli di noce. Accanto lateralmente verso l’esterno vi è una campitura ad andatura verticale segnata da piccole cornici che simulano dei montanti, che di solito qui insistono nei mobili con apertura delle portelle non totale.<br />
I fianchi son costituiti da due assi ed hanno funzione portante. Alla base corre un grande cornicione.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong><br />
Il mobile è arrivato in laboratorio con un aspetto scuro e un precario equilibrio delle varie parti. E’ presto risultato evidente che il mobile ha subito intorno agli anni 50 60 del Novecento un restauro economico fatto in velocità.<br />
Molte parti erano assemblate senza precisione, usando chiodi per assicurare la tenuta, mentre la colla veniva data in abbondanza su due parti di legno che non collimavano. Le riparazioni purtroppo inevitabili in mobili così antichi erano state fatte con tasselli inseriti a forza e dove restavano delle zone indetermitate dello stucco colorato a base gesso riempiva i vuoti.<br />
Nelle cornici sotto al cassetto e nel cornicione di base gli interventi sono stati particolramente numerosi e molto approssimativi.<br />
I fianchi avevano una fenditura di quasi due centimetri tra le due assi che li costituiscono, in parte chiusa con un listello di noce.<br />
Le riparazioni sugli intarsi erano per la maggior parte in stucco, tranne alcuni punti in cui era stata ripristinata la filettatura di acero.<br />
I cardini della portella di destra avevano indebolito il legno per cui erano stati necessari due tasselli, uno dei quali, il più grande e il più basso, non aderiva più al piano e stonava per scelta di legno.<br />
Il fondo del cassetto aveva subito un calo come normale nel legno di manufatti antichi, solo che la fenditura era stata riparata mettendo delle squadrette di ferro e chiodi che hanno costretto il fronte del cassetto ad incurvarsi.<br />
Secondo noi il mobile durante questo restauro è stato totalmente smontato. Nel rimontarlo non sono state prese con attenzione le misure per cui ancora adesso si può vedere il piano del fondo della credenza montato non orizzontalmente. Anche i fianchi e la schiena erano stati montati “a occhio”.<br />
Qualche tarlo è presente nelle parti nuove del cornicione e nelle parti in legno dolce. Non ci sembra tuttavia pericoloso.<br />
Infine il mobile era molto scuro per una colorazione a base di terra di Kassel. La finitura era una rustica gommalacca data a pennello. Tutte le parti interne del mobile erano molto sporche.</p>
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		<title>Cassettiera intagliata</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/planetario-copia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 13:10:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccola cassettiera in massello di noce. Il mobile ha tre cassetti riquadrati da piccole cornici fatte con tarabiscot. Il fronte dei cassetti è scandito da due campiture quadrate bugnate e intagliate con foglie e fiori.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Piccola cassettiera in massello di noce. Il mobile ha tre cassetti riquadrati da piccole cornici fatte con tarabiscot. Il fronte dei cassetti è scandito da due campiture quadrate bugnate e intagliate con foglie e fiori.<br />
I due fianchi hanno funzione portante e sono ricavati da un’asse unica. La loro base è delimitata da un cornicione che gira anche intorno al fronte. Due gambe a mensola intagliate con piccole squadrette di appoggio sostengono il fronte. Sono una copia ben integrata delle gambe originali.<br />
Anche il piano superiore è costituito da una unica asse di noce massello.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong><br />
Il mobile è ben conservato. Solo due tasselli nel cornicione e i pomelli cambiati e leggermente spostati rispetto alla loro sede originale. Delle gambe si è detto sopra. La serratura è originale. La tinta e la finitura con cui è arrivato in laboratorio è recente e tipica del mercato antiquariale.</p>
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		<title>Canterano intarsiato</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/canterano-intarsiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 13:10:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Canterano della prima metà del Seicento di produzione veneta. Costruito in massello di noce ha i quattro cassetti intarsiati a motivi floreali ed uccelli.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<p>Canterano della prima metà del Seicento di produzione veneta. Costruito in massello di noce ha i quattro cassetti intarsiati a motivi floreali ed uccelli. La tecnica d’intarsio usata è quella detta ad incastro che prevede l’utilizzo delle prime seghette da intarsio, simili alle attuali da traforo. Si ottiene sovrapponendo due o più tavolette di legni diversi segandole contemporaneamente seguendo il profilo delle figure e assemblandole poi l’una nell’altra. Si avevano così un numero di superfici intarsiate uguale al numero delle tavolette utilizzate ed ognuna aveva una campitura di legno diverso. Il caso più frequente era l’uso di due essenze, una chiara ed una scura, che permetteva la realizzazione di due mobili: uno a fondo scuro e motivo chiaro detto “in positivo” ed uno a campitura chiara e disegno scuro detto “in negativo”. Nel nostro caso il legno chiaro delle figure è acero, mentre la campitura è in olivo. I rombi scuri sono in legno di noce e le ali dei pavoni e il cuore dei fiori più grandi in castagno.<br />
Le gambe anteriori sono tornite e di legno d’olmo.<br />
Il cornicione è di legno di noce, come i fianchi, che sono ricavati da un’asse unica, mentre il coperchio è stato ottenuto assemblando due assi.<br />
Interno dei cassetti, fondo e schiena sono di abete.</p>
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<div class="column">
<p><strong>Stato di conservazione<br />
</strong>Il mobile è arrivato in laboratorio con svariati problemi.<br />
Il piano superiore era imbarcato da sembrare quasi sfondato nella parte anteriore centrale; probabilmente il suo profilo anteriore e laterale è stato modificato e ridotto come testimoniano i fori dei tarli e nella parte posteriore era stato inchiodato un listello largo 2 cm e profondo 5 mm per nascondere il calo naturale del legno e delle sbrecciature causate da tarli.<br />
Difficile dire se sia originale il profilo rotondo che insiste sui due montanti anteriori, perché il tipo di noce è più chiaro di quello del resto del mobile. Toglierlo tuttavia sarebbe stato un azzardo e avrebbe lasciato una traccia molto visibile.<br />
Tutt’altro problema era costituito invece dal cornicione, che era stato ridotto e reso piatto inchiodando nel profilo un listello liscio, che lo impoveriva alterandone le proporzioni (vedi foto). L’ultimo cassetto era il più malridotto e la parte interna in legno dolce era molto tarlata. Gli intarsi erano ridotti peggio che negli altri cassetti e la cornice inferiore era stata sostituita con una in legno di noce piatto con solo uno smusso anch’esso piatto nella parte superiore.<br />
Anche il fondo del mobile era tarlato.<br />
Due cornici del fianco destro erano state rifatte in un precedente restauro semplificando e banalizzando il profilo.<br />
Gli intarsi dei cassetti presentavano molte scollature. In parecchi casi le tessere mancanti non erano state sostituite e le lacune erano state chiuse con stucco unitario più o meno colorato.<br />
Le serrature sono originali e presentano alcuni aggiustamenti e riparazioni effettuati nel corso del tempo<br />
Le maniglie sono state cambiate e sono di stile settecentesco, mentre in origine vi erano dei pomelli al centro dei rombi. Il loro attacco originale era stata chiuso in modo maldestro con un cavicchio di legno ci circa 14 mm di diametro. In corrispondenza del foro per le chiavi in un precedente restauro è stato inserito un tassello rotondo in legno di noce: questo tipo d’intervento è molto frequente in questi mobili, perché l’intarsio, che in origine arrivava al foro per la chiave ed era privo di bocchetta, con il tempo viene consumato dal continuo inserire e togliere la chiave.</p>
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		<title>Canterano con bambocci</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/canterano-con-bambocci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 12:46:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccolo canterano in legno di noce a tre cassetti più un cassetto più piccolo. Il fronte è caratterizzato da due cariatidi a figura di donna e racemi intagliate a a altorilievo lungo i montanti.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/EITM8XGIjZ4?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
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<div class="column">
<p>Piccolo canterano in legno di noce a tre cassetti più un cassetto più piccolo. Il fronte è caratterizzato da due cariatidi a figura di donna e racemi intagliate a a altorilievo lungo i montanti.<br />
Il piano superiore è in una unica asse molto aggettante come di norma nei canterani seicenteschi.<br />
Sotto di esso corre una cornice che funge da raccordo con il corpo del mobile.<br />
Lungo la base corre un cornicione a profilo curvilineo.<br />
I cassetti sono contornati da cornici che delimitano una campitura in radica di noce placcata. Il foro per la serratura è circondato da una toppa in noce intarsiata a livello della radica. I pomelli sono anch’essi di noce, tornito.<br />
Lungo la base corre un cornicione a profilo curvilineo.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Il canterano è arrivato in laboratorio con una verniciatura a base di gommmalacca poco trasparente e consumata e una colorazione a base di mordente alla terra di Kassel che lo rendeva smorto.<br />
Non aveva gambe per cui il cornicione inferiore poggiava direttamente sul pavimento. Il mobile manca di fondo, che probabilmente è andato perduto e con esso le tracce utili a definire su che gambe il mobile appoggiava.<br />
Gli interni dei cassetti erano stati colorati e verniciati senza togliere lo sporco.<br />
La parte inferiore della schiena era molto consumata da tarli e umidità perché a contatto con il pavimento.<br />
Due serrature con placca curvilinea sono coeve al mobile, mentre quella a placca squadrata è della fine del settecento.<br />
Non vi sono al momento tarli attivi e il mobile può essere considerato integro e in buono stato di conservazione.</p>
<p><strong>Lavori eseguiti<br />
</strong>Falegnameria</p>
</div>
<div class="column">
<ul>
<li>Abbiamo ricostruito le gambe cercando un modello aderente allo stile del mobile e poco protagonista.</li>
<li>Abbiamo incollato alla schiena della stoffa di raccordo tra le varie assi dopo aver ricostruito con uno stucco le parti mancanti.</li>
<li>Abbiamo incollato alcuni sollevamenti della cartella di radica di noce dei cassetti con colla a caldo iniettatat con siringhe sotto la superficie.</li>
<li>Abbiamo pulito i cassetti da tutto lo sporco e dal colore applicato.</li>
<li>La stessa cosa è stata fatta per la schiena e gli interni del mobile.</li>
<li>La verniciatura alla gommalacca è stata sciolta con impacchi di alcool e cotone.</li>
<li>La colorazione è stata sciolta con impacchi di solvente e cellulosa.
</div>
<div class="column">
Finiture superficiali</li>
<li>La superficie è stata preparata con una apprettatura a base di colla di pesce.</li>
<li>Le stuccature di piccola entità sono state fatte con stick di cera dura colorata, chiudendo i fori uno per uno e ricostruendo le parti usurate.</li>
<li>La finitura è stata ottenuta con una base costituita da un’oleoresina e quindi verniciata a cera a poro chiuso. La ricetta utilizzata risale al 1770 ed è citata in Roubo “L’art du Menusieur”.</li>
<li>L’interno dei cassetti è stato trattato con una vernice a base di olio e terpene d’arancio.</li>
<li>Tutte le parti dello chassis sono state trattate con una vernice a base di olio e terpene d’arancio;</li>
<li>Le parti della schiena molto danneggiate sono state consolidate con un polivinilacetato.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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</div>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/canterano-con-bambocci/">Canterano con bambocci</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
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