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	<title>Complementi Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<description>Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</description>
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	<title>Complementi Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<item>
		<title>Pettiniera intarsiata &#8220;Boulle&#8221;</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/pettiniera-intarsiata-boulle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 15:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di una pettiniera francese intarsiata "Boulle" del II Impero</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/9R_FKoENxTo?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
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<div class="column">
<p><strong>Descrizione</strong><br />
Pettiniera francese II Impero intarsiata alla maniera di André-Charles Boulle con fondo in tartaruga rossa, arabeschi in ottone e struttura in legno ebanizzato.  Si tratta di un tavolino con gambe a sciabola con il piano rialzabile con sotto uno specchio, un vano portaoggetti.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<ul>
<li>Il manufatto è arrivato in laboratorio in condizioni complicate. Mobili con questo tipo di intarsi hanno bisogno di essere curati sempre con attenzione per tenere insieme materiali molto differenti. In questo caso c’erano numerosi stacchi di filetti di ottone che non sono stati messi in sicurezza. Alcuni lunghi decine di centimetri si erano attorcigliati e piegati. Con altri si era tentato di incollarli con un collante cianoacrilico riempendo sia la tessera sia la sede. Nella documentazione fotografica ci si può rendere conto della complessità della situazione. Solo in un punto un intarsio era stato fissato con un chiodino a testa larga bucando l’ottone. Nonostante la rozzezza dell’intervento questo ancora adesso porta avanti bene il suo lavoro. Inoltre erano andate perse circa quindici tessere di ottone.<br />
Questi danni erano concentrati sul piano del tavolino, nei fianchi si erano staccati solo  tre filetti piuttosto lunghi di ottone. Durante un trasloco si era staccata una gamba in parte cedendo lungo l’incollatura, in parte per rottura del legno.<br />
L’interno del cassetto era in perfetto stato di conservazione con la lucidatura a gommalacca originale.</li>
<li><b>Lavori eseguiti</b><br />
Interventi di ricostruzione<br />
• Per prima cosa abbiamo tolto tutti i residui di collanti dalle sedi degli intarsi e dal retro delle tessere. Ci siamo serviti di lenti di ingrandimento per eseguire un lavoro minuzioso.<br />
• L’incollaggio è stato eseguito con una colla proteica e biette riscaldate .<br />
• Le tessere in ottone mancanti sono state segate a mano secondo il disegno ricavato dalla sede e incollate come le precedenti.<br />
• La gamba è stata incollata nella sua sede con colla proteica, operazione ripetuta nelle altre gambe dove la nuova collaha integrato quella  originale.</li>
<li><b>Interventi di pulizia</b><br />
• Tutto il tavolino è stato pulito cercando di conservare i residui di verniciatura alla gommalacca originali.<br />
• Rimossi gli interventi di integrazione non coevi alla costruzione.</li>
<li><b>Interventi sulla finitura</b><br />
• E’ stata eseguita una finitura a poro chiuso con gommalacca chiara decerata, secondo le indicazioni che abbiamo ricavato dall’interno del cassetto<br />
• La colorazione nera è stata integrata dove necessario.<br />
• Le altre adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Inginocchiatoio in noce seicentesco</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/inginocchiatoio-in-noce-seicentesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 20:58:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di un inginocchiatoio del'600 in noce</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/3vLZoDCEGpQ?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
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<div class="column">
<p><strong>Descrizione</strong><br />
Inginocchiatoio seicentesco in noce con intagli di particolare finezza.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong><br />
Il manufatto è arrivato in laboratorio in condizioni complicate .<br />
Alcuni interventi precedenti avevano levigato le parti attaccate dai tarli in modo così profondo da portare in primo piano le<br />
gallerie scavate dagli insetti. In seguito avevano usato del gesso bianco per coprire i canali e del colore molto scuro per mascherare le stuccature. L’operazione era stata ripetuta in varie parti, anche in quella più importante dell’inginocchiatoio,<br />
la portella centrale con il bassorilievo dello scudo nobiliare. Non sono stati risparmiati gli interni come per esempio il retro<br />
del piano sollevabile dove ci si inginocchia e quello della portella.<br />
Ci sono vari tasselli e sostituzioni di parti andate perse, come peraltro succede in manufatti così vecchi.</p>
<p><strong>Lavori eseguiti</strong><br />
Interventi di ricostruzione<br />
• Sono stati eseguiti gli incollaggi necessari per riposizionare i pezzi staccati . Si è utilizzata esclusivamente colla a caldo<br />
proteica , come è stato fatto al momento della costruzione.<br />
• Le fessure dovute al naturale calo dimensionale del legno sono state chiuse nella parte interna incollando della stoffa<br />
che possa seguire e limitare i movimenti del legno.<br />
• Due fori presenti nella schiena sono stati chiusi con tasselli di legno con venature simili.</p>
<p>Interventi di pulizia<br />
• I vari strati di verniciatura presenti nell’inginocchiatoio sono stati sciolti con impacchi adeguati.<br />
• La colorazione scura è stata rimossa senza levigare la superficie del legno.</p>
<p>Interventi di disinfestazione<br />
• L’inginocchiatoio è stato trattato con antitarlo a base di permetrina.</p>
<p>Interventi sulla finitura<br />
• E’ stata eseguita una finitura a base cera secondo le indicazioni di Roubo in “ L’art du Menusieur ” Parigi 1770 )).<br />
• Le stuccature sono state eseguite con stick di cera dura colorata di autoproduzione.<br />
• Le adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli e fiele di bue</p>
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		<item>
		<title>Statuina in gesso</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/statuina-in-gesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 16:15:13 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1551</guid>

					<description><![CDATA[<p>Restauro di una statuina in gesso</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/-YDSXyi_IIs?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
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<div class="column">
<ul>
<li>Piccola statuina in gesso con un’anima in ferro. Rotta un po’ sopra le caviglie aveva problemi di equilibrio e di solidità. Abbiamo riallineato gamba e caviglia destra e in seguito riempito la frattura con piccole sfere di plastica fino a rendere la gamba destra più solida. Poi stuccato a gesso le parti mancanti e portato le integrazioni a colore.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Angolare in noce</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/angolare-in-noce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 21:36:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di un cantonale in noce</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/aperI1kO83g?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
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<div class="column">
<p>Piccolo angolare in massello di noce del primo quarto dell’Ottocento. La portella è anch’essa in massello di noce con una specchiatura fiammeggiata aperta a libro. Questo particolare viene esaltato dal fatto di essere costituito da tre pezzi assemblati lungo due linee di unione curve della fiamma<br />
Lungo il bordo superiore corre una cornice di radica di noce disposta perpendicolarmente rispetto allo sviluppo della cornice. Il bordo inferiore é costituito da una cornice liscia abbellita da un intarsio alla certosina, ovvero degli incavi nel massello con inseriti degli elementi tagliati in precedenza. In questo caso la decorazione consiste in una serie di scudi con ai lati dei piccoli cerchi. La schiena è in legno dolce.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<p>Il mobile era verniciato con una gommalacca scura stesa su un turapori sintetico. Di conseguenza aveva una tonalità omogenea che da una parte copriva le imperfezioni dovute all’età e ai numerosi interventi di restauro, ma dall’altra nascondeva il gioco di contrasto delle venature e dell’intarsio. C’erano numerosi buchi di tarli. L’interno era rivestito con una carta incollata con colla vinilica per mascherare la sostituzione di alcune assi delle schiene. Il piano interno inferiore aveva numerosi problemi dovuti a tarli, a troppi chiodi e ad una sistemazione grossolana della gamba posteriore .</p>
</div>
<div class="column">
<p><strong>Interventi di ricostruzione</strong></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Ricostruita una parte del piano interno inferiore.</li>
<li>Eliminato l’eccesso di chiodi sostituiti, ove necessario, con viti.</li>
<li>Ricostruita la gamba posteriore, rinforzata con un gattello fissato sulle schiene.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><strong>Interventi di pulizia</strong></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>E’ stata sciolta la gommalacca con solvente idoneo.</li>
<li>Il turapori per quanto possibile è stato asportato con decapante neutro.</li>
<li>La carta interna è stata staccata con impacchi di acqua tiepida e la colla vinilica con raschietti e acqua tiepida.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
Interventi di disinfestazione</strong></p>
<p>• Il mobile é stato trattato con antitarlo a base di permetrina.</p>
<p><strong>Interventi sulla finitura</strong></p>
<p>• Per le parti in noce è stata eseguita una finitura a base di cera a poro chiuso secondo le indicazioni di Roubo in “L’art du Menusieur” Parigi 1770.</p>
<ul>
<li> Le stuccature sono state eseguite con stick di cera colorata.</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Monetiere da tavolo in ebano, avorio e tartaruga</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/monetiere-da-tavolo-in-ebano-avorio-tartaruga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2020 20:19:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1469</guid>

					<description><![CDATA[<p>Monetiere da tavolo in ebano e palissandro con intarsi di tartaruga e avorio .<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/mdaeZz8cSiU?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>DESCRIZIONE</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Monetiere seicentesco in ebano, palissandro e intarsi di avorio e tartaruga.<br />
</span><span class="s1">Una fila di 4 cassettini a destra e una a sinistra circondano un arco spezzato sorretto da due colonne con capitelli corinzi. I capitelli e le basi delle due colonne sono in argento e realizzati con fusione a cera persa. In un lato delle basi è visibile la punzonatura dell’orafo. Le due colonne sono completamente lastronata in tartaruga.<br />
</span><span class="s1">Tra le due colonne vi è un vano il cui pavimento è costituito da una fuga prospettica di rombi bianchi e neri in avorio ed ebano. Il soffitto è in palissandro e le pareti sono costituite da specchi di vetro all’amalgama di mercurio. Il vano può essere rimosso e dare accesso a un piccolo “segreto”.<br />
</span><span class="s1">Sopra e sotto al vano vi sono due cassettini il cui fronte è costituito l’uno dall’arco spezzato e l’altro dalla base delle colonne.<br />
</span><span class="s1">I cassettini laterali hanno una campitura centrale in tartaruga compartimentata in tre aree delimitate da due listelli a semiarco in avorio, la campitura è circondata da listelli in avorio e il tutto è<span class="Apple-converted-space">  </span>circondato da<span class="Apple-converted-space">  </span>cornici ondulate in ebano. Al centro un piccolo pomello in legno tornito.<br />
</span><span class="s1">I due fianchi e il piano superiore sono incartellati con due fogli di palissandro aperto a libro.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">STATO DI CONSERVAZIONE</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il manufatto è arrivato in laboratorio dopo un lungo periodo di messa in disparte. Molti pezzi si erano staccati, ma conservati dai proprietari, purtroppo alcuni mancavano. In particolare mancavano sei piccole cornici intorno agli archi ed una delle cornici dorate del vano centrale. Queste lacune e i piccoli traumi sono da attribuire alla complessità della struttura architettonica e all’uso dei cassetti centrali e del segreto.<span class="Apple-converted-space">  </span>Il palissandro aveva due piccole lacune nei bordi posteriori e una nella lastronatura di ebano. Le cornici dei cassettini centrali sono la parte più complessa e delicata, Già in precedenza sono stati eseguiti interventi di reintegrazione.<br />
</span><span class="s1">I manufatti lignei con secoli di vita hanno ritiri dimensionali del legno: nel monetiere sono osservabili nel rilievo che hanno ora le code di rondine che tengono insieme la struttura.<br />
</span><span class="s1">La schiena ritirandosi aveva piegato i chiodi che la fissavano e in alcuni punti rotto la sede che li riceveva.</span></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Restauro di una porta con intagli</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-porta-del-periodo-barocco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2018 21:20:24 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1207</guid>

					<description><![CDATA[<p>Porta del XVII secolo in massello di noce ad una unica anta.<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/sMmGuXPcxYU?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Porta del XVII secolo in massello di noce ad una unica anta. La struttura di base è costituita da due montanti incastrati con tre traversi, dotati di scanalature, nelle quali sono inseriti due riquadri formati rispettivamente da tre assi incollate tra loro. Al centro di questi sulla faccia anteriore è incollata una formella intagliata, nel retro è inchiodato un pannello con gli angoli smussati.<br />
Il fronte, delimitato nel perimetro esterno da una cornice dritta, ha un primo giro interno di cornici spezzate con un profilo a gradino che mascherano il punto di passaggio tra i montanti/ traversi e i due riquadri. Questi hanno al centro la formella con un intaglio a cesto di fiori circondata a sua volta da un giro di cornici mistilinee. La porta è di buona fattura e si distingue per la qualità delle cornici tipiche dell’epoca barocca e per la precisione dell’intaglio.<br />
Esaminando le formelle vediamo che si tratta di un lavoro a bassorilievo fatto separatamente e poi incollato sul riquadro costituita da tre assi giuntate. Questa operazione è agevole solo se la superficie assolutamente piatta, idonea quindi a ricevere la corrispondente parte piatta del bassorilievo. Se vi è qualche imprecisione questa con il passare del tempo provoca lo stacco dei materiali. Inoltre l’incollaggio è stato fatto con colla a caldo d’ossa, che ha un tempo di lavorazione brevissimo e un tempo di serraggio lungo, dalle 8 alle 24 ore secondo della stagione. Perciò una tale preparazione della superficie e successivo incollaggio può essere fatto  solo prima dell&#8217;assemblaggio della porta. Porta che non ha segni di uno smontaggio precedente al nostro intervento.<br />
Il retro della porta è privo di intagli. E’ ben visibile il sistema costruttivo, costituito da due montanti e tre traversi, due perimetrali e uno centrale. La parte terminale verso il centro dei traversi e dei montanti è lavorata a formare una cornice che serve a contenere i due riquadri. Ai quattro angoli sono applicati degli elementi triangolari con un lato stondato e terminante con la prosecuzione della cornice dei montanti/traversi. Sui due riquadri sono state fissate con chiodi due grandi formelle piatte con gli angoli spezzati e arrotondati. Questi riquadri sono fissati con soli chiodi e non incollati. I pannelli non sono mai stati smontati, i chiodi tutti coevi e tutti nella posizione originale.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>STATO DI CONSERVAZIONE<br />
La porta ha avuto una storia travagliata soprattutto nel secolo scorso. Come tutte le porte le serratura originali sono state più volte sostituite. Nell’ultimo intervento è stata cambiata la tipologia della serratura, passando da un sistema ad “appoggio” ad un sistema ad “incasso”. A questo scopo è stata scavata una trincea nello spessore del montante per poter alloggiare la serratura, purtroppo proprio nel punto in cui si incrocia con il traverso, distruggendo così l’incastro. Ci sono anche tracce di cambiamento dei cardini: in origine la porta si apriva a sinistra e i cardini a bandella erano incassati a destra; in tale posizione infatti ai due estremi sono visibili i tasselli che chiudono la vecchia sede . Nel retro a sinistra di vede all’altezza del traverso centrale un tassello che copre il posto in cui vi era la prima serratura che era ad appoggio. Alcune cornici del riquadro inferiore sono state rifatte durante un restauro, con altri piccoli interventi di minore entità. Il piano dei due riquadri ha avuto un fisiologico calo nel senso della larghezza generando delle rotture e lo stacco di parte delle assi che lo costituiscono. Nei precedenti interventi queste fessurazioni erano state chiuse introducendo a cuneo dei listelli. Altri danni, per esempio alcune cornici ridotte a monconi, sono dovuti ad un periodo di abbandono in soffitta, dove la porta chiudeva un buco dell’impiantito e dove è stata fortuitamente ritrovata.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div class="column">
<div class="page" title="Page 4">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>SCELTE DI RESTAURO</p>
<div class="page" title="Page 6">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>La porta aveva due ordini di problemi: l’aspetto degradato e la struttura compromessa dal tempo e da alcuni interventi errati.<br />
Un problema strutturale si riscontrava in particolare nel riquadro superiore che appariva sfondato, con i bordi del pannello non più inseriti nella sede originale. Il montante in cui era stata inserita la serratura non era più coeso con il traverso centrale, perché il suo tenone era stato sacrificato per fare spazio alla serratura ad incasso e di conseguenza il montante aveva spanciato verso l’esterno.<br />
Inoltre, sul retro, la parte interna scolpita a cornice dei montanti, che ha anche funzione di contenimento, era rotta in più punti e non assolveva più il suo compito.<br />
I due pannelli inoltre non si inserivano più perfettamente nelle scanalature perché risultavano di dimensioni oggi insufficienti.<br />
Premettiamo una considerazione tecnico-costruttiva: il legno in genere è soggetto ad un ritiro o ad una crescita nel senso della larghezza e dello spessore (ma non della lunghezza) in funzione dell’umidità, per questo i pannelli non sono mai inchiodatio o incollati, ma fluttuano all’interno di scanalature ricavate nei montanti e nei traversi.<br />
Inoltre il legno è soggetto comunque nel tempo ad un calo dimensionale (con le stesse regole prima esposte) di circa 1% ogni cento anni.<br />
Il problema del calo era stato momentaneamente risolto inserendo nelle rotture o nelle giunzioni tra assi e assi dei listelli a cuneo.<br />
Per questi motivi abbiamo consigliato di smontare totalmente la porta in modo da poter agire sugli incastri e sulle assi dei pannelli.<br />
Dopo aver tolto i due giri di cornici interne sono stati smontati i montanti ed i traversi. Liberati in questo modo i due riquadri sono stati schiodati i due pannelli dal retro, la posizione dei chiodi era quella originale non essendovi traccia di altri fori di chiodi.<br />
Questo ci permette di affermare che la porta è stata smontata per la prima volta da noi, dopo tre, quasi quattrocento, anni dalla sua costruzione.</p>
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		<title>Restauro di una coppia di statue lignee</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-coppia-di-statue-lignee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2018 20:46:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di una coppia di statue lignee</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/jfW7Xl0LFZA?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<p class="p1">Ci è stato proposto il restauro di una coppia di statue lignee &#8220;veneziane&#8221;, tue piccoli mori reggi torciere del secolo XVIII. Le loro condizioni di conservazione erano problematiche.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Le due sculture lignee sono raffigurate in piedi su due basi quadrate a forma di finta roccia dipinta con vernice argentata. Poggiano su basamenti, a forma di capitello schiacciato con semplici modanature a voluta, ricoperti da una colorazione nera grassa a base di bitume. </span><span class="s1">Le due statue hanno i capelli e l’incarnato coperti di una vernice nera lucida. </span><span class="s1">La testa è avvolta in un turbante giallo con una leggera decorazione a stampino.<br />
</span><span class="s1">Le figure, in posa frontale, accennano un movimento di torsione accentuato dall’aggetto del ginocchio e dalla posizione arretrata del piede dal lato del torciere e sottolineato dall’avanzamento della spalla opposta e dal panneggio dell’abito.</span><span class="s1">La tunica è fissata da una broche sulla spalla più arretrata, lasciando scoperta l’altra, è rimboccata alla vita e si apre a ventaglio tramite due spacchi; l’uno aperto, lascia scoperta tutta la gamba, mentre l’altro è fermato ad asola da un&#8217;altra broche sopra il ginocchio aggettante. Il pannello centrale della tunica ricade al centro e fornisce un terzo punto d’ appoggio alla figura.</span><span class="s1">Le tuniche sono a doppia faccia, l’esterno rosa acceso con interno verde perla Statua 1, color lilla con interno verde perla Statua 2. Le tuniche presentano lungo il bordo interno ed esterno una sottile decorazione dorata a stampino, applicata su fondo nero. Una decorazione con la stessa tecnica, ma a forma di fiore stilizzato e di dimensioni maggiori, è presente ad intervalli regolari sulla parte esterna del manto.</span><span class="s1">Il braccio più arretrato avvolge un torciere a costoloni tortili, che presenta sull’estremità superiore una cavità, mentre la parte inferiore è adornata da fogliame ed un grappolo d’uva. Su di esso posteriormente s’innesta un elemento a forma di fune che corre sul retro della statua e sbocca sul lato opposto attorcigliandosi intorno alla mano.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per prima cosa abbiamo documentato con fotografie lo stato di conservazione delle due figure. Quindi le abbiamo sottoposte ad una attenta analisi visiva, volta a rilevarne la tecnica esecutiva e lo stato di conservazione.<br />
</span><span class="s1">Le tuniche erano ricoperte da cera pigmentata con del bitume e presentavano delle ridipinture e due ampie zone in cui lo strato pittorico era impregnato in profondità da una sostanza oleosa grigiastra. Sulla piega in basso del panneggio centrale tra i piedi del Moro 1 c’era una prova di pulitura, che aveva messo a nudo la doratura sottostante, mascherata poi con della cera pigmentata. </span>Le tuniche presentavano varie lacune, sollevamenti e numerose fessurazioni, tra cui una molto ampia, che correva lungo tutto il fronte all’altezza della vita e proseguiva in parte sul retro .<br />
<span class="s1">Gli elementi a forma di fune ed i torcieri erano ricoperti da uno spesso strato di porporina.<br />
</span>L’incarnato era ricoperto da una vernice nera lucida, applicata in maniera piuttosto maldestra, con numerose colature, irregolarità e sollevamenti della superficie. Il suo cattivo stato di conservazione, unito alla scadente qualità della vernice, escludeva un intervento di semplice rifissaggio dello strato pittorico e della preparazione. <span class="s1">D’accordo con la committenza si è deciso di aprire una finestra per mettere in evidenza la successione degli strati ed indagare sul loro stato di conservazione.<br />
</span><span class="s1">Abbiamo quindi iniziato aprendo un piccolo tassello sulla parte alta del braccio sinistro.L</span>o strato inferiore era costituito da uno smalto color rosa confetto con una superficie molto rigata ed irregolare.<br />
<span class="s1">In questo modo è stato possibile determinare la sequenza stratigrafica che comprendeva 5 livelli:</span></p>
<ul class="ul1">
<li class="li1"><span class="s1">Livello<span class="Apple-converted-space">  </span>0 legno.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 1a strato sottile di preparazione.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 1b strato sottilissimo d’incarnato rosato ben lavorato, ma presente solo a livello di frammenti.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 1c strato di colla animale chiara (colla di pelle).</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 2 strato sottile e ben lavorato con una tonalità più fredda.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 3 spesso strato di colla animale scura (colla d’ossa) stesa uniformemente, con l’aggiunta di un eccipiente in alcune zone.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 4 spesso strato di pittura a smalto color rosa confetto.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 5 colore a vernice nero.</span></li>
</ul>
<p class="p1"><span class="s1">Da ciò può dedurre che le due sculture, nate come angeli, sono state trasformate in mori in occasione dell’ultimo intervento.</span></p>
</div>
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		<title>Lanterna veneziana</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/lanterna-veneziana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 07:54:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lanterna veneziana in bosso</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/StjND-djvGM?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fanale da sala (con capitelli e racemi) in bosso, esagono e ornato di colonnette a spira (in palissandro). Ogni faccia (con placcatura in legno di pero), così del fanale come della parte superiore e della inferiore di esso, è scompartita a disegno, e chiusa da vari specchi di varia forma (vetri, molati quelli centrali, di forma rettangolare, ellittica o rotonda, lisci quelli di complemento), i cui incorniciamenti, quand’entro vi si porga un lume, producono nel cielo e nelle pareti della sala l’effetto di una pittura a comparti di chiaroscuro. Lavoro veneziano del secolo XVI; alto un metro, larga ogni faccia 22 cm.<br />
Da: Lazari, V. (1859). <strong>Notizie delle opere d’arte e d’antichità della raccolta Correr di Venezia</strong>. Venezia: Tipografia del Commercio.</p>
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		<title>Portantina veneziana</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/portantina-veneziana-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 07:36:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p class="p1">Portantina veneziana settecentesca in cuoio nero su telaio in legno.</p>
<p>&#160;<br />
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/uzG7DXIcAuI?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
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<div class="column">
<p>Portantina veneziana settecentesca in cuoio nero su telaio in legno. Presenta tre lati fissi e portella anteriore con cardini e chiusura esterna a cremonese. La struttura ha tre luci chiuse da dei pannelli in vetro con cornice dorata. Quello anteriore scorre verticalmente a saliscendi nella parte superiore della portella e scompare completamente al suo interno quando è aperto. Le due luci laterali hanno due finestrini in vetro e cornice dorata che scorrono orizzontalmente. Sui fianchi, quattro staffe in ferro in cui venivano inserite le due stanghe per il trasporto a braccia.<br />
Il cuoio nero è ingentilito da una serie di cornici e decorazioni in legno dorato che sottolineano i contorni e terminano in piedini a forma di ricciolo.<br />
Le pareti interne a vista, la seduta ed i braccioli sono ricoperti da tessuto Damasco rosso rubino con i bordi sottolineati da una frangia dorata.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<p>Il manufatto ha subito molte riparazioni e restauri:</p>
<p><strong>Struttura</strong></p>
<ul>
<li>Per ovviare all’indebolimento del piano inferiore dovuto all’azione combinata dell’usura, di attacchi di tarli e di pesanti levigature è stato inserito sotto un piano di rinforzo fatto di assi di legno di abete, che si nota leggermente davanti e dietro ed è stato colorato di nero (v. pag. 20).<strong><br />
</strong></li>
<li>In corrispondenza della staffa laterale posteriore sinistra il montante in legno si era rotto e si è rimediato con una grossa riparazione con due rinforzi di legno inchiodati. La rottura ha provocato anche uno strappo del cuoio riparato dall’interno con una toppa (v. pag. 22).</li>
<li>Il ricciolo anteriore della cornice inferiore destra era stato fissato con chiodi (v. pag. 21).</li>
</ul>
<p><strong>Cuoio</strong></p>
<ul>
<li>La portantina era molto sporca soprattutto nella parte superiore in cui oltre allo sporco superficiale c’erano delle macchie dovute al ristagno di gocce d’acqua.</li>
<li>Il cuoio presentava degli strappi, delle abrasioni. In interventi precedenti questi problemi erano stati affrontati applicando toppe sopra le lacune e stuccature increspate con colle e vernice (v. pag. 11 e seg.). Sul retro nella parte inferiore il cuoio presenta un deterioramento che colpisce a volte le pelli trattate con tannino vegetali: si formano delle macchie rosso scuro, il cuoio si sfalda formando delle zolle che tendono a staccarsi lasciando visibile la parte sottostante rosso scuro (v. pag. 15 e seg.). Questo processo si è innescato da tempo e le numerose lacune rosse in precedenti restauri erano state mimetizzate con del colore nero.</li>
<li>Le borchie che fissano il cuoio il tettuccio erano incrostate di materiale tipo Sidol usato per pulire le parti metalliche di ottone.</li>
</ul>
<p><strong>Dorature</strong></p>
<ul>
<li>Le dorature che sottolineano i contorni del manufatto presentavano numerose abrasioni e lacune di doratura e dei sottostanti strati di preparazione. Inoltre erano sporche, soprattutto le cornici piatte che delimitano i finestrini risultavano pesantemente ritoccate con vari strati di vernice dorata base oleosa e colate di sostanze materiche scure.</li>
</ul>
<p>Per maggiori dettagli vedi la documentazione fotografica.</p>
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		<title>Planetario Charles Dien</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/planetario-charles-dien/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2018 21:21:03 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=960</guid>

					<description><![CDATA[<p>Planetario francese</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/ZS1vYWFW-o8?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Planetario in metallo costruito da Charles Dien intorno alla metà del 1800, Francia.</p>
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