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	<title>Varie Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<description>Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Jul 2025 14:57:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Varie Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<item>
		<title>Cassettiera veneta del  ‘600 in noce</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/cassettiera-veneta-del-600-in-noce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2023 22:02:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccolo cassettone in noce con motivi ornamentali tipicamente veneti.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/ihmkLQm3Ezk?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<div class="column">
<p><strong>Descrizione<br />
</strong>Piccolo cassettone in noce con motivi ornamentali tipicamente veneti. Il fronte è scandito  da eleganti formelle in massello  che risaltano sulle lastronature. Esiste al  Museo Civico di Belluno un mobiletto a tre cassetti del tutto simile per lavorazione e misure, integro (vedi ultima diapositiva). Quello che abbiamo restaurato ha subito degli adattamenti nel tempo il principale probabilmente per la perdita del terzo cassetto e di conseguenza è stato montato su un quattro gambe tornite. Il piano superiore in massello di noce è coevo, originariamente proviene da una cassapanca perché sono presenti tracce di una lancia centrale per serratura.</p>
<p><strong>Stato di conservazione<br />
</strong></p>
<p>Il piano superiore aveva delle lunghe sbrecciature causate dai chiodi che lo fissavano alla struttura e ne impedivano i movimenti. Anche nei fianchi  vi erano fenditure dovute a ritiro del legno. Alcune parti del mobile erano molto indebolite da danni di insetti xilofagi.</p>
<p><b>Lavori eseguiti<br />
</b><strong>Interventi di riparazione<br />
</strong>Sono stati eseguiti gli incollaggi necessari per riposizionare i pezzi staccati. Si è utilizzata esclusivamente colla a caldo proteica, come è stato fatto al momento della costruzione.<br />
Le fessure dovute al naturale calo dimensionale del legno sono state chiuse incollando nella parte interna della tela in modo che possa seguire e limitare i movimenti del legno.<br />
I chiodi recenti utilizzati per assicurare il mobile sui nuovi sostegni sono stati sostituiti con viti. Queste sono state montate in modo tale che possano assecondare i naturali movimenti del legno.</p>
<p><b>Interventi di pulizia<br />
</b>I vari strati di verniciatura presenti sono stati sciolti con impacchi adeguati..<br />
<span style="background-color: #ffffff; color: #333333;">La colorazione scura è stata rimossa senza levigare la superficie del legno.</span></p>
<p><b>Interventi sulla finitura<br />
</b>E’ stata eseguita una finitura a base cera secondo le indicazioni di Roubo in “L’art du Menusieur” (Parigi 1770).<br />
Le stuccature sono state eseguite con stick di cera dura colorata di autoproduzione.<br />
Le adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli e fiele di bue.</p>
<p><strong>Interventi di disinfestazione<br />
</strong>Il mobile è stato trattato con antitarlo a base di permetrina<strong></p>
<p></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sedia basculante da ufficio</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/sedia-basculante-da-ufficio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2023 15:09:30 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1583</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sedia da ufficio della prima metà del 1900.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/qo2WiFat8g0?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<p><strong>Descrizione<br />
</strong>Sedia da ufficio del secondo quarto del 1900. Un meccanismo in ferro permette la regolazione della seduta in altezza, la sua rotazione e una controllata possibilità di basculare.</p>
<p><strong>Stato di conservazione<br />
</strong>Il manufatto è arrivato in laboratorio  con la verniciatura usurata e con una trasparenza compromessa. Il bracciolo sinistro non era più ben assicurato dalla vite originale al montante dello schienale. Una rottura parziale di una gamba comprometteva la stabilità della sedia.</p>
<p><b>Lavori eseguiti<br />
</b><strong>Interventi di riparazione<br />
</strong><span style="background-color: #ffffff; color: #333333;">Sono state sostituite le 3 vecchie viti del bracciolo sinistro. Per farlo è stato necessario rimuovere i tasselli rotondi che le nascondevano e poi ricostruiti.<br />
</span>Anche le viti che assicurano la seduta al meccanismo sono state sostituite.<br />
La rottura della gamba è stata ricomposta e sostituendo la vite abbiamo diminuito le possibilità che la rottura si ripeta.</p>
<p><b>Interventi di pulizia<br />
</b>La vernice sintetica di tonalità gialla presente su tutto il mobile è stata rimossa con impacchi di solventi adeguati.<br />
Il cuoio è stato pulito e nutrito.<br />
Le borchie in ottone sono state pulite e parzialmente lucidate.</p>
<p><b>Interventi sulla finitura</b><br />
E’ stata eseguita una finitura  a tampone con gommalacca chiara decerata.<br />
Le adeguazioni cromatiche sono state fatte con acquarelli.</p>
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		<item>
		<title>Pettiniera intarsiata &#8220;Boulle&#8221;</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/pettiniera-intarsiata-boulle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 15:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di una pettiniera francese intarsiata "Boulle" del II Impero</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/9R_FKoENxTo?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
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<div class="column">
<p><strong>Descrizione</strong><br />
Pettiniera francese II Impero intarsiata alla maniera di André-Charles Boulle con fondo in tartaruga rossa, arabeschi in ottone e struttura in legno ebanizzato.  Si tratta di un tavolino con gambe a sciabola con il piano rialzabile con sotto uno specchio, un vano portaoggetti.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<ul>
<li>Il manufatto è arrivato in laboratorio in condizioni complicate. Mobili con questo tipo di intarsi hanno bisogno di essere curati sempre con attenzione per tenere insieme materiali molto differenti. In questo caso c’erano numerosi stacchi di filetti di ottone che non sono stati messi in sicurezza. Alcuni lunghi decine di centimetri si erano attorcigliati e piegati. Con altri si era tentato di incollarli con un collante cianoacrilico riempendo sia la tessera sia la sede. Nella documentazione fotografica ci si può rendere conto della complessità della situazione. Solo in un punto un intarsio era stato fissato con un chiodino a testa larga bucando l’ottone. Nonostante la rozzezza dell’intervento questo ancora adesso porta avanti bene il suo lavoro. Inoltre erano andate perse circa quindici tessere di ottone.<br />
Questi danni erano concentrati sul piano del tavolino, nei fianchi si erano staccati solo  tre filetti piuttosto lunghi di ottone. Durante un trasloco si era staccata una gamba in parte cedendo lungo l’incollatura, in parte per rottura del legno.<br />
L’interno del cassetto era in perfetto stato di conservazione con la lucidatura a gommalacca originale.</li>
<li><b>Lavori eseguiti</b><br />
Interventi di ricostruzione<br />
• Per prima cosa abbiamo tolto tutti i residui di collanti dalle sedi degli intarsi e dal retro delle tessere. Ci siamo serviti di lenti di ingrandimento per eseguire un lavoro minuzioso.<br />
• L’incollaggio è stato eseguito con una colla proteica e biette riscaldate .<br />
• Le tessere in ottone mancanti sono state segate a mano secondo il disegno ricavato dalla sede e incollate come le precedenti.<br />
• La gamba è stata incollata nella sua sede con colla proteica, operazione ripetuta nelle altre gambe dove la nuova collaha integrato quella  originale.</li>
<li><b>Interventi di pulizia</b><br />
• Tutto il tavolino è stato pulito cercando di conservare i residui di verniciatura alla gommalacca originali.<br />
• Rimossi gli interventi di integrazione non coevi alla costruzione.</li>
<li><b>Interventi sulla finitura</b><br />
• E’ stata eseguita una finitura a poro chiuso con gommalacca chiara decerata, secondo le indicazioni che abbiamo ricavato dall’interno del cassetto<br />
• La colorazione nera è stata integrata dove necessario.<br />
• Le altre adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Inginocchiatoio in noce seicentesco</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/inginocchiatoio-in-noce-seicentesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 20:58:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di un inginocchiatoio del'600 in noce</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/3vLZoDCEGpQ?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="page" title="Page 2">
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<div class="column">
<p><strong>Descrizione</strong><br />
Inginocchiatoio seicentesco in noce con intagli di particolare finezza.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong><br />
Il manufatto è arrivato in laboratorio in condizioni complicate .<br />
Alcuni interventi precedenti avevano levigato le parti attaccate dai tarli in modo così profondo da portare in primo piano le<br />
gallerie scavate dagli insetti. In seguito avevano usato del gesso bianco per coprire i canali e del colore molto scuro per mascherare le stuccature. L’operazione era stata ripetuta in varie parti, anche in quella più importante dell’inginocchiatoio,<br />
la portella centrale con il bassorilievo dello scudo nobiliare. Non sono stati risparmiati gli interni come per esempio il retro<br />
del piano sollevabile dove ci si inginocchia e quello della portella.<br />
Ci sono vari tasselli e sostituzioni di parti andate perse, come peraltro succede in manufatti così vecchi.</p>
<p><strong>Lavori eseguiti</strong><br />
Interventi di ricostruzione<br />
• Sono stati eseguiti gli incollaggi necessari per riposizionare i pezzi staccati . Si è utilizzata esclusivamente colla a caldo<br />
proteica , come è stato fatto al momento della costruzione.<br />
• Le fessure dovute al naturale calo dimensionale del legno sono state chiuse nella parte interna incollando della stoffa<br />
che possa seguire e limitare i movimenti del legno.<br />
• Due fori presenti nella schiena sono stati chiusi con tasselli di legno con venature simili.</p>
<p>Interventi di pulizia<br />
• I vari strati di verniciatura presenti nell’inginocchiatoio sono stati sciolti con impacchi adeguati.<br />
• La colorazione scura è stata rimossa senza levigare la superficie del legno.</p>
<p>Interventi di disinfestazione<br />
• L’inginocchiatoio è stato trattato con antitarlo a base di permetrina.</p>
<p>Interventi sulla finitura<br />
• E’ stata eseguita una finitura a base cera secondo le indicazioni di Roubo in “ L’art du Menusieur ” Parigi 1770 )).<br />
• Le stuccature sono state eseguite con stick di cera dura colorata di autoproduzione.<br />
• Le adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli e fiele di bue</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Statuina in gesso</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/statuina-in-gesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 16:15:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di una statuina in gesso</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/-YDSXyi_IIs?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<ul>
<li>Piccola statuina in gesso con un’anima in ferro. Rotta un po’ sopra le caviglie aveva problemi di equilibrio e di solidità. Abbiamo riallineato gamba e caviglia destra e in seguito riempito la frattura con piccole sfere di plastica fino a rendere la gamba destra più solida. Poi stuccato a gesso le parti mancanti e portato le integrazioni a colore.</li>
</ul>
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<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/statuina-in-gesso/">Statuina in gesso</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lucidatura a gommalacca di una porta</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/lucidatura-a-gommalacca-di-una-porta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 10:40:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lucidatura di una porta in noce dell'inizio dell'Ottocento<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/HBQCxyfk810?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1"><strong><span class="s1">Descrizione e stato di conservazione</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Una di un gruppo di porte in noce della prima metà dell’Ottocento. La lucidatura alla gommalacca esistente era stata danneggiata dai graffi di un cucciolo. La porta presenta un<span class="Apple-converted-space">  </span>intarsio che corre ai margini della campitura centrale della facciata A. La decorazione è in filetto di acero e tessere di bois de rose con venature disposte perpendicolarmente allo sviluppo.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Aveva inoltre una rottura all’altezza della moderna serratura ad incasso.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">I cardini sono originali, in ferro forgiato ed eccentrici come d’uso nei palazzi storici, dove il pavimento posato su travi in legno non poteva essere in bolla</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Lungo i bordi<span class="Apple-converted-space">  </span>piccoli tasselli per compensare lacune dovute all’uso e al tempo. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Sotto alla vecchia lucidatura una leggera tinteggiatura a base di mordente alla terra di Kassel.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Le maniglie sono in ottone fuso in stampi di terra. Sono in ottimo accordo con le porte, potrebbero essere originali, alla loro base tasselli recenti.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Le bocchette della chiave sono in ottone tornito.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Intervento di restauro</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Abbiamo incollato la rottura accanto la serratura.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Abbiamo rimosso la vernice graffiata e dove necessario abbiamo dovuto anche asportare del legno, limitandoci al minimo necessario per mitigare le graffiature. L’operazione ha interessato i 2/3 della campitura centrale<span class="Apple-converted-space">  </span>e parte del montante esterno della facciata A,<span class="Apple-converted-space">  </span>e la parte fortemente segnata da due strisciature della facciata B. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Pulito la parte restante di<span class="Apple-converted-space">  </span>vecchia gommalacca rimuovendo sovrapposizioni e rinnovando la superficie con alcol<span class="Apple-converted-space">  </span>e pomice.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"> Le altre parti da noi toccate per le riparazioni sono state preparate chiudendo i pori del noce con pomice e gommalacca. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Ottenuto uno strato di colore e di consistenza simile alla gommalacca presente abbiamo proceduto a rinnovare l’intera superficie della porta.</span></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/lucidatura-a-gommalacca-di-una-porta/">Lucidatura a gommalacca di una porta</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Monetiere da tavolo in ebano, avorio e tartaruga</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/monetiere-da-tavolo-in-ebano-avorio-tartaruga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2020 20:19:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1469</guid>

					<description><![CDATA[<p>Monetiere da tavolo in ebano e palissandro con intarsi di tartaruga e avorio .<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/mdaeZz8cSiU?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>DESCRIZIONE</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Monetiere seicentesco in ebano, palissandro e intarsi di avorio e tartaruga.<br />
</span><span class="s1">Una fila di 4 cassettini a destra e una a sinistra circondano un arco spezzato sorretto da due colonne con capitelli corinzi. I capitelli e le basi delle due colonne sono in argento e realizzati con fusione a cera persa. In un lato delle basi è visibile la punzonatura dell’orafo. Le due colonne sono completamente lastronata in tartaruga.<br />
</span><span class="s1">Tra le due colonne vi è un vano il cui pavimento è costituito da una fuga prospettica di rombi bianchi e neri in avorio ed ebano. Il soffitto è in palissandro e le pareti sono costituite da specchi di vetro all’amalgama di mercurio. Il vano può essere rimosso e dare accesso a un piccolo “segreto”.<br />
</span><span class="s1">Sopra e sotto al vano vi sono due cassettini il cui fronte è costituito l’uno dall’arco spezzato e l’altro dalla base delle colonne.<br />
</span><span class="s1">I cassettini laterali hanno una campitura centrale in tartaruga compartimentata in tre aree delimitate da due listelli a semiarco in avorio, la campitura è circondata da listelli in avorio e il tutto è<span class="Apple-converted-space">  </span>circondato da<span class="Apple-converted-space">  </span>cornici ondulate in ebano. Al centro un piccolo pomello in legno tornito.<br />
</span><span class="s1">I due fianchi e il piano superiore sono incartellati con due fogli di palissandro aperto a libro.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">STATO DI CONSERVAZIONE</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il manufatto è arrivato in laboratorio dopo un lungo periodo di messa in disparte. Molti pezzi si erano staccati, ma conservati dai proprietari, purtroppo alcuni mancavano. In particolare mancavano sei piccole cornici intorno agli archi ed una delle cornici dorate del vano centrale. Queste lacune e i piccoli traumi sono da attribuire alla complessità della struttura architettonica e all’uso dei cassetti centrali e del segreto.<span class="Apple-converted-space">  </span>Il palissandro aveva due piccole lacune nei bordi posteriori e una nella lastronatura di ebano. Le cornici dei cassettini centrali sono la parte più complessa e delicata, Già in precedenza sono stati eseguiti interventi di reintegrazione.<br />
</span><span class="s1">I manufatti lignei con secoli di vita hanno ritiri dimensionali del legno: nel monetiere sono osservabili nel rilievo che hanno ora le code di rondine che tengono insieme la struttura.<br />
</span><span class="s1">La schiena ritirandosi aveva piegato i chiodi che la fissavano e in alcuni punti rotto la sede che li riceveva.</span></p>
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		<title>Inginocchiatoio intarsiato avorio</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/inginocchiatoio-intarsiato-avorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 23:44:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/L6IewagpU8o?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<p>Inginocchiatoio cinquecentesco in noce. E&#8217; intarsiato con tessere di avorio disegnate a bulino con disegni di San Sebastiano e dell&#8217;Arcangelo Michele,  teste di putti alati, stemmi gentilizi e racemi e fiori. Due colonne tortili decorano il fronte.</p>
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		<title>Restauro del Banco della Corte della V sez. Penale Tribunale di Milano</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-del-banco-della-corte-della-v-sez-penale-tribunale-di-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2018 19:31:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p class="p1">Scheda di restauro del Banco della Corte a cinque posti a piede interno squadrato, che ha una targhetta con numero di inventario “Corte Appello Milano 1147”.</p>
<p>&#160;</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/50lIaVAIFiw?rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella cornice di un ampio studio sul Palazzo di Giustizia di Milano di Marcello Piacentini la<br />
Soprintendenza di Milano ci ha affidato il lavoro di catalogazione degli arredi originali e il<br />
restauro di un’aula. Sotto la guida della dottoressa Marta Ragozzino siamo intervenuti sui<br />
manufatti lignei della cosiddetta aula Conti, dall’autore della grande tela posta alle spalle<br />
dei giudici. L’Aula è la V Sezione Penale del Tribunale di Milano.<br />
Quella che presentiamo è la scheda di restauro del Banco della Corte a cinque posti a piede interno<br />
squadrato, che ha una targhetta con numero di inventario “Corte Appello Milano 1147”. Non<br />
presenta stampigliature della ditta costruttrice.</p>
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		<title>Restauro del Modello Villa Trissino</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-del-modello-villa-trissino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 16:33:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p class="p1">Restauro di un modellino di Villa Trissino di proprietà del Centro Internazionale di studi di architettura Andrea Palladio</p>
<p>&#160;</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/eN2bOgvCLKk?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 2">
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<p>Il modellino ha subito danni per un dilavamento lungo le pareti e i piani orizzontali. Nelle parti lignee asciugandosi l’acqua ha portato in superficie sali che hanno disegnato delle linee. Inoltre si sono arrugginiti alcuni chiodi interni. In basso la superficie e la ruggine ha macchiato l’impiallacciatura esterna del compensato.<br />
Vi erano inoltre dei danni dovuti a traumi, alcuni maldestramente riparati. In particolare due scale laterali avevano le balaustre rotte con alcuni pezzi mancanti e la lanterna sopra la cupola era male assemblata e male posizionata.<br />
Lungo la base del modello vi erano segni di colore dovuti a sbavature fatte durante una colorazione della base.</p>
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