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	<title>Tavoli, scrivanie e consolles Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<description>Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Jul 2025 14:57:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Tavoli, scrivanie e consolles Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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		<title>Pettiniera intarsiata &#8220;Boulle&#8221;</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/pettiniera-intarsiata-boulle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 15:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di una pettiniera francese intarsiata "Boulle" del II Impero</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/9R_FKoENxTo?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>Descrizione</strong><br />
Pettiniera francese II Impero intarsiata alla maniera di André-Charles Boulle con fondo in tartaruga rossa, arabeschi in ottone e struttura in legno ebanizzato.  Si tratta di un tavolino con gambe a sciabola con il piano rialzabile con sotto uno specchio, un vano portaoggetti.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<ul>
<li>Il manufatto è arrivato in laboratorio in condizioni complicate. Mobili con questo tipo di intarsi hanno bisogno di essere curati sempre con attenzione per tenere insieme materiali molto differenti. In questo caso c’erano numerosi stacchi di filetti di ottone che non sono stati messi in sicurezza. Alcuni lunghi decine di centimetri si erano attorcigliati e piegati. Con altri si era tentato di incollarli con un collante cianoacrilico riempendo sia la tessera sia la sede. Nella documentazione fotografica ci si può rendere conto della complessità della situazione. Solo in un punto un intarsio era stato fissato con un chiodino a testa larga bucando l’ottone. Nonostante la rozzezza dell’intervento questo ancora adesso porta avanti bene il suo lavoro. Inoltre erano andate perse circa quindici tessere di ottone.<br />
Questi danni erano concentrati sul piano del tavolino, nei fianchi si erano staccati solo  tre filetti piuttosto lunghi di ottone. Durante un trasloco si era staccata una gamba in parte cedendo lungo l’incollatura, in parte per rottura del legno.<br />
L’interno del cassetto era in perfetto stato di conservazione con la lucidatura a gommalacca originale.</li>
<li><b>Lavori eseguiti</b><br />
Interventi di ricostruzione<br />
• Per prima cosa abbiamo tolto tutti i residui di collanti dalle sedi degli intarsi e dal retro delle tessere. Ci siamo serviti di lenti di ingrandimento per eseguire un lavoro minuzioso.<br />
• L’incollaggio è stato eseguito con una colla proteica e biette riscaldate .<br />
• Le tessere in ottone mancanti sono state segate a mano secondo il disegno ricavato dalla sede e incollate come le precedenti.<br />
• La gamba è stata incollata nella sua sede con colla proteica, operazione ripetuta nelle altre gambe dove la nuova collaha integrato quella  originale.</li>
<li><b>Interventi di pulizia</b><br />
• Tutto il tavolino è stato pulito cercando di conservare i residui di verniciatura alla gommalacca originali.<br />
• Rimossi gli interventi di integrazione non coevi alla costruzione.</li>
<li><b>Interventi sulla finitura</b><br />
• E’ stata eseguita una finitura a poro chiuso con gommalacca chiara decerata, secondo le indicazioni che abbiamo ricavato dall’interno del cassetto<br />
• La colorazione nera è stata integrata dove necessario.<br />
• Le altre adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli.</li>
</ul>
</div>
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		<title>Scrittoio a ribalta, XVIII secolo, Italia centrale</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/scrittoio-a-ribalta-xviii-secolo-italia-centrale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 21:52:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccolo scrittoio della seconda metà del Settecento, Italia centrale.<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/CyTEDc31WAs?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1"><span class="s1">Scrittoio a ribalta, lastronato in<span class="Apple-converted-space">  </span>legno di noce, radica di noce e filetti di acero. Ornato di intarsi a motivi geometrici mistilinei, mosso nei fianchi e nella parte superiore. Italia centrale , XVIII secolo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Cm 95 x 100 x 50</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">STATO DI CONSERVAZIONE</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Buono, ad eccezione delle gambe. Una era spezzata a circa un terzo della sua altezza. Abbiamo rilevato inoltre segni di restauro alla base di tutte le gambe con tracce di colla vinilica.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Mancavano due tessere di noce rispettivamente sulla schiena e su una gamba. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nel corso del restauro abbiamo trovato che alcune tessere di piccole dimensioni erano state sostituite scegliendo del legno di noce dalla venatura compatibile<span class="Apple-converted-space">  </span>con quella contigua. Solo le tessere al centro del profilo anteriore in alto in corrispondenza della serratura della ribalta<span class="Apple-converted-space">  </span>stonavano perché non erano in radica di noce e per questo le<span class="Apple-converted-space">  </span>abbiamo sostituite.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Numerose tessere erano parzialmente scollate come si riscontra spesso nei mobili incartellati a causa della cristallizzazione della colla e dei movimenti del legno.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dal punto di vista estetico l&#8217;aspetto del mobile era completamente falsato: appariva<span class="Apple-converted-space">  </span>troppo lucido e con una colorazione scura che rendeva poco leggibili le differenze e le sfumature cromatiche dei vari legni e particolarmente i giochi di rifrazione delle radiche. Questo era dovuto alla verniciatura a gommalacca anziché a cera<span class="Apple-converted-space">  </span>e ad una mordenzatura scura a base di terra di Kassel che appiattiva l’insieme. In alcuni punti vi sono tracce di una pesante levigatura, probabilmente eseguita nel momento in cui la finitura del mobile è stata cambiata passando alla gommalacca. Il tono generale del mobile risultava quindi appiattito sul marrone scuro.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">I cassettini interni avevano i fondi fessurati a causa del naturale ritiro del legno.</span></p>
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		<item>
		<title>Piccola scrivania della seconda metà del Settecento</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/piccola-scrivania-della-seconda-meta-del-settecento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 19:52:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccola scrivania della seconda metà del Settecento, veneta.<br />
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/oT-OaxpvG6M?rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1">Piccola scrivania della seconda metà del Settecento, veneta. E&#8217; costruita in massello di noce con il telaio in legno di abete. I fianchi sono diritti, mentre sia il fronte che il retro hanno un andamento dolcemente curvilineo, tipico dei mobili rococò. Sotto al piano vi è un grande tiretto, più sotto tre cassetti, quello centrale più grande. Sotto ai cassettini laterali vi sono due portelle, quindi quattro gambe curvilinee per ogni portella. Sotto al cassetto centrale vi è il vano dove infilare le gambe.</p>
<p class="p1">Delle cornici piatte sottolineano il piano superiore e il profilo inferiore  intorno alle portelle. Un intarsio scavato nel legno massello (sul piano la sede è profonda<span class="Apple-converted-space">  </span>5mm, sul lato anteriore 2mm) corre intorno ai fianchi,<span class="Apple-converted-space">  </span>al piano superiore, ai cassetti e alle portelle ed è in legno di larice, mentre sul lato anteriore è in legno di latifoglia.</p>
<p class="p1">La scrivania per le sue proporzioni e per la dolcezza del disegno è molto bella, mentre la sua costruzione e la scelta dei legni non è delle migliori. Infatti soprattutto nei fianchi non sono state rispettate le regole di alternanza delle assi<span class="Apple-converted-space">  </span>di legno più scuro con quello più chiaro. Inoltre è strano il doppio legno intarsiato, dove il larice ha una punta di rusticità che ben si accorda al mobile, mentre il legno di latifoglia, probabilmente esotico, accentua il carattere lezioso del rococò. Le parti interne in legno di abete sono spesso grezze e imprecise.</p>
<p class="p1">Dimensioni: h 76, lunghezza 108, larghezza 53.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scrittoio di Franco Albini</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/scrittoio-di-franco-albini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 16:34:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><span class="s1">Scrittoio degli anni '60 disegnato dall'architetto Franco Albini</span>.<br />
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/59hU3I3Wksw?rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1"><span class="s1">Tavolo scrittoio degli anni &#8217;60 disegnato dall&#8217;architetto Franco Albini. </span><span class="s1">In buono stato di conservazione presentava una superficie del piano con forti imbiancamenti, macchie scure e un film oleoceroso verdastro.</span></p>
<p class="p1">Lavori eseguiti</p>
<ul class="ul1">
<li class="li1"><span class="s2">Piccole incollature sul retro lungo i bordi</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Rimosso il film oleoceroso</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Rigenerata la finitura superficiale originale eliminando le macchie e gli imbiancamenti</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Chiuso con stucco le mancanze di piallaccio sul retro del piano</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Applicato uno strato di protezione di nostra formulazione a base di cere dure </span></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Tavolino da lavoro</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/tavolino-da-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Feb 2019 21:58:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccolo tavolino da lavoro in mogano impiallacciato.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/O2UWxsL2IDQ?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1"><span class="s1">Piccolo tavolino da lavoro in mogano impiallacciato.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ha subito restauri poco accurati e alcune manomissioni. L’impiallacciatura è stata in alcune parti troppo levigata fino a sparire. Il mobile ad un certo punto è stato colorato con un colore rosato forse per accentuare la tinta rossastra del suo legno. La vernice era sintetica<span class="Apple-converted-space">  </span>e molto coprente. Le parti in bronzo sembravano aggiunte. I delfini erano stati dorati con una bronzina che con il tempo si è ossidata.</span></p>
<ul class="ul1">
<li style="list-style-type: none;">
<ul class="ul1">
<li class="li1"><span class="s2">Abbiamo smontato il gambo e rifissato con viti e colla.</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Fatto tre nuovi piedini a cuscino sotto il treppiede.</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Due sbrecciature del fondo del cassetto sono state incollate e poi il fondo è stato riposizionato. </span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Rimossa la verniciatura delle parti in mogano</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Eliminati<span class="Apple-converted-space">  </span>i residui di vernice aggrappati all’interno dei pori con solvente appropriato e bisturi.</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Smorzata la colorazione rosa con acqua ossigenata.</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Apprettatura della superficie</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Il tamburo, il gambo e il treppiede sono stati portati al colore del piano del tavolino.</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Chiusura dei pori con gommalacca e pomice a 4 zeri.</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Verniciatura con gommalacca a tampone.</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Le parti senza impiallacciatura sono state stuccate e ritoccate con colori ad acquerello.</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">I delfini sono stati puliti e dorati nuovamente con polvere d’oro 24 carati.</span></li>
<li class="li1"><span class="s2">Inserita una bocchetta a profilo nella toppa del cassettino.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
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<div class="column"></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Restauro di una scrivania Biedermeier</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-scrivania-biedermeier/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2019 22:40:39 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1318</guid>

					<description><![CDATA[<p class="p1">Grande scrivania da centro incartellata noce della prima metà dell’Ottocento.</p>
<p>&#160;</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/RyHoRILC7Jw?rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Grande scrivania da centro incartellata noce della prima metà dell’Ottocento. Gambe a spillo a sezione quadrata, sette cassetti, piano bordato con cartella e campitura centrale in pelle. Molto usata e molto restaurata.</p>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
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			</item>
		<item>
		<title>Raddrizzare un tavolo in noce imbarcato</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/raddrizzare-un-tavolo-in-noce-imbarcato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2019 23:23:56 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1277</guid>

					<description><![CDATA[<p class="p1">Raddrizzare il piano di un tavolo in noce imbarcato .</p>
<p>&#160;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/D7zIPQxjsaw?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Tavolo allungabile in legno di noce della metà del secolo scorso.<br />
Probabilmente subito dopo la sua costruzione il legno ha avuto una serie di movimenti che hanno imbarcato il piano. Questo è costituito da quattro assi di noce ricavate dalla stessa pianta e aperte a libro. Presentano molte irregolarità di fibre, nodi e anche il canale centrale di risalita della linfa (in verde nella foto). Questa scelta disinvolta del legno è all’origine delle torsioni delle varie assi.<br />
In un restauro precedente al nostro hanno tentato di porre riparo alle torsioni scavando dei canali sia lungo vena sia perpendicolarmente all’andamento delle fibre. Successivamente hanno incollato nelle trincee dei listelli che avrebbero dovuto ridare consistenza al piano e raddrizzarlo. E’ un sistema approssimativo e velleitario e anche l’esattezza della sua esecuzione lascia a desiderare.<br />
Noi abbiamo scelto di agire come nelle parchettature delle tavole dipinte.<br />
Abbiamo scavato sei canali trasversali alle fibre delle assi. Per una scelta estetica abbiamo sfruttato le trincee presenti, regolarizzandole e abbiamo dato loro un profilo a coda di rondine con un andamento conico nella lunghezza. Partono larghe circa 26/28 mm e terminano 18/20mm. Sono profonde 15/17mm e hanno i lati con una inclinazione di 7 gradi. In esse abbiamo inserito dei listelli in legno di quercia, ovviamente delle misure adatte e li abbiamo spinti fino a che la conicità lo ha permesso. Senza una goccia di colla. I listelli sono sempre smontabili con piccoli colpi dati nella parte più stretta, oppure rimessi in tensione con dei piccoli colpi nelle parti più larghe. Il sistema è reversibile e ricalibrabile. Con il tempo le assi della tavola avranno un calo fisiologico nel senso della larghezza. Lo hanno già avuto, lo si può notare dal fatto che le prolunghe sono diventate più larghe della tavola centrale. Così i listelli che abbiamo inserito con gli anni diventeranno leggermente sovrabbondanti, perché il legno si restringe nel senso della larghezza e dello spessore di circa l’uno per cento al secolo, ma pressoché nulla nella lunghezza.<br />
Alla fine del lavoro abbiamo constatato che il piano del tavolo si è regolarizzato e raddrizzato praticamente del tutto. Un effetto secondario ma prezioso della tecnica usata sarà quello di tenere sempre unite le assi del piano.</p>
<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column"></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Restauro di una scrivania</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-scrivania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2018 21:22:47 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1270</guid>

					<description><![CDATA[<p class="p1">Piccola scrivania a giorno della fine del ‘700 in cartella di ciliegio.</p>
<p>&#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<p>Piccola scrivania a giorno della fine del ‘700 in cartella di ciliegio incollata su di una struttura in abete. Ha gambe a sciabola, un cassetto centrale con tiretto soprastante e due portelle che celano nel vano interno tre cassetti per lato in massello di noce. Questi cassetti sono stati sicuramente aggiunti in un&#8217;epoca successiva per adattarsi alle necessità del proprietario. Lungo tutto il contorno del mobile di spigolo corre una decorazione a listelli alternati in legno di acero (o ciliegio) e di ebano creando un gioco di chiaro-scuro.</p>
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<p>STATO DI CONSERVAZIONE</p>
<p>Il mobile è arrivato in laboratorio con vari problemi di natura diversa, alcuni dovuti al naturale invecchiamento dei materiali, come i numerosi stacchi della cartella di ciliegio e molti dovuti a interventi di restauro dozzinali. Per esempio vi erano tasselli mal rifiniti e sporgenti leggermente rispetto al piano circostante, fissati con piccoli chiodini. Alcuni di questi non si armonizzavano per il colore ed un tassello su una portella era fatto con un legno di ciliegio radicato, quindi con venature in opposizione alle originali.<br />
Anche molte tessere delle decorazioni di spigolo risultano cambiate, tanto che è difficile dire se in origine le tessere chiare erano in acero o in ciliegio, alcune erano fissate con chiodini e le tessere mancanti di ebano erano state rimpiazzate con legni colorati di nero.<br />
Il mobile aveva una vernice usurata e deteriorata. Sotto la vernice si intravedevano rigature dovute ad una levigatura grossolana.<br />
Vi erano inoltre numerosi stacchi della cartella dalla struttura sottostante, alcuni causati da un naturale movimento del legno, diverso tra cartella e supporto, dovuto a fattori climatici esterni, altri soprattutto in corrispondenza dei bordi dovuti all&#8217;uso altri nelle zone limitrofe ai chiodini di fissaggio dovuti ad un intervento di restauro sbagliato.<br />
Tutte e quattro le gambe hanno avuto nel corso del tempo degli interventi di fissaggio, perché non fanno parte della struttura del mobile ma sono inserite ad esso mediante un incastro: per renderle più solide nei precedenti interventi sono stati utilizzati sia dei chiodi sia dei cavicchi di legno inseriti diagonalmente. Per tre delle quattro gambe questo ancora oggi funziona, mentre la quarta, che da sola aveva due cavicchi e sei chiodi, era ballerina.</p>
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		<title>Tavolino neoclassico</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/tavolino-neoclassico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 13:10:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tavolo in cartella di ciliegio della fine del Settecento</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<p>Tavolo in cartella di ciliegio della fine del Settecento. Il piano è leggermente aggettante e incartellato con legno di ciliegio con venature regolari. Anche i bordi del piano sono incartellati con tessere con venature disposte perpendicolarmente rispetto ai bordi.<br />
Lo chassis è ovviamente anch&#8217;esso incartellato con legno di ciliegio con venature disposte perpendicolarmente rispetto alle fasce. Una elegante decorazione neoclassica a bassorilievo con festoni e frecce occupa la parte alta delle fasce, mentre una cornice intagliata e dorata fa da raccordo tra il piano e lo chassis.<br />
Esili gambe rotonde in ciliegio completano il tavolo.<br />
Vi è un cassetto che è stato ricavato in un secondo tempo. All&#8217;interno del cassetto vi è una stampigliatura in inchiostro e un bollino che attestano che il mobile ha fatto parte della collezione Luisa Feltrinelli Doria.</p>
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<p><strong>Stato di conservazione</strong><br />
Il mobile è in buone condizioni di conservazione. Tuttavia presentava numerosi sollevamenti della cartella sia nei bordi delle fasce che nel piano. Solo la fascia opposta al cassetto non aveva stacchi della cartella.<br />
Il fondo del cassetto era slittato di circa un centimetro per il normale ritiro del legno.<br />
La lucidatura alla gommalacca nel piano mostrava segni di stanchezza.</p>
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<p><strong>Lavori eseguiti</strong><br />
Abbiamo fatto numerosi incollaggi di colla a caldo nelle fasce laterali, nel lato del cassetto e nel cassetto stesso. Circa quaranta, quarantacinque incollaggi.<br />
Nel piano abbiamo fatto altrettanti incollaggi, alcuni estesi, altri minimi. La cartella presentava problemi soprattutto nei bordi, nelle linee di rottura e lungo le linee di giunzione delle assi di sostegno.<br />
Abbiamo riposizionato il fondo del cassetto.<br />
Abbiamo rigenerato la lucidatura alla gommalacca del piano dopo aver rimosso le tracce di prodotti cerosi usati per la pulizia. Raccomandiamo di non usare nulla di questo genere perché nel migliore dei casi complica il normale intervento di rigenerazione della vernice, più spesso lo rende impossibile. La gommalacca è una resina naturale che ha caratteristiche di conservazione, manutenzione, rigenerazione ancora ineguagliate dalle vernici sintetiche. Usare sopra di essa dei prodotti industriali è un controsenso.</p>
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		<title>Piano intarsiato</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/piano-intarsiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 13:35:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p class="p1">Piano di una cassapanca del 1600 intarsiato con cartelle di legni vari e avorio. Le campiture sono di legno di olivo, i filetti larghi sono di noce, i filetti chiari di acero, le ghiande di bosso, i racemi in carrubo e platano.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/6bHnU5_UYzc?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/piano-intarsiato/">Piano intarsiato</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
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<p style="text-align: left;">Piano di una cassapanca del 1600 intarsiato con cartelle di legni vari e avorio. Le campiture sono di legno di olivo, i filetti larghi sono di noce, i filetti chiari di acero, le ghiande di bosso, i racemi in carrubo e platano. I legni sono segati a mano e le tessere hanno uno spessore medio di 3 mm. La tecnica di intarsio è a traforo a doppio disegno.</p>
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<p><strong>Elenco lavori eseguiti<br />
</strong></p>
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<div class="column">
<ul>
<li style="text-align: left;">Raddrizzato il piano e stabilizzato con quattro listelli di rovere a coda di rondine conici nella lunghezza</li>
<li style="text-align: left;">Incollate le tessere sollevate con colla a caldo</li>
<li style="text-align: left;">Incollata la cornice laterale dove il piano era più arcuato. Incollate anche le quattro cornici degli angoli smussati. Abbiamo sostituito i chiodi con dei cavicchi di legno ove la sola colla non può reggere un incollaggio come nel caso di venature di testa.</li>
<li style="text-align: left;">Abbiamo fatto un tassello lungo un listello di noce.</li>
<li style="text-align: left;">Rimossa la vecchia vernice con bisturi e solvente</li>
<li style="text-align: left;">Preparazione della superficie mediante apprettatura con colla di coniglio</li>
<li style="text-align: left;">Lucidatura a cera a poro chiuso con pomice</li>
<li style="text-align: left;">Ritocchi ad acquerello</li>
<li style="text-align: left;">Stuccatura con stick di cera colorata</li>
<li>
<p style="text-align: left;">Fissato il piano allo chassis con otto viti autofilettanti che si innestano sui listelli di rovere</p>
</li>
</ul>
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<p>&nbsp;</p>
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