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	<title>Complementi Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<description>Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</description>
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	<title>Complementi Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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		<title>Restauro di una porta con intagli</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-porta-del-periodo-barocco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2018 21:20:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Porta del XVII secolo in massello di noce ad una unica anta.<br />
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<p>Porta del XVII secolo in massello di noce ad una unica anta. La struttura di base è costituita da due montanti incastrati con tre traversi, dotati di scanalature, nelle quali sono inseriti due riquadri formati rispettivamente da tre assi incollate tra loro. Al centro di questi sulla faccia anteriore è incollata una formella intagliata, nel retro è inchiodato un pannello con gli angoli smussati.<br />
Il fronte, delimitato nel perimetro esterno da una cornice dritta, ha un primo giro interno di cornici spezzate con un profilo a gradino che mascherano il punto di passaggio tra i montanti/ traversi e i due riquadri. Questi hanno al centro la formella con un intaglio a cesto di fiori circondata a sua volta da un giro di cornici mistilinee. La porta è di buona fattura e si distingue per la qualità delle cornici tipiche dell’epoca barocca e per la precisione dell’intaglio.<br />
Esaminando le formelle vediamo che si tratta di un lavoro a bassorilievo fatto separatamente e poi incollato sul riquadro costituita da tre assi giuntate. Questa operazione è agevole solo se la superficie assolutamente piatta, idonea quindi a ricevere la corrispondente parte piatta del bassorilievo. Se vi è qualche imprecisione questa con il passare del tempo provoca lo stacco dei materiali. Inoltre l’incollaggio è stato fatto con colla a caldo d’ossa, che ha un tempo di lavorazione brevissimo e un tempo di serraggio lungo, dalle 8 alle 24 ore secondo della stagione. Perciò una tale preparazione della superficie e successivo incollaggio può essere fatto  solo prima dell&#8217;assemblaggio della porta. Porta che non ha segni di uno smontaggio precedente al nostro intervento.<br />
Il retro della porta è privo di intagli. E’ ben visibile il sistema costruttivo, costituito da due montanti e tre traversi, due perimetrali e uno centrale. La parte terminale verso il centro dei traversi e dei montanti è lavorata a formare una cornice che serve a contenere i due riquadri. Ai quattro angoli sono applicati degli elementi triangolari con un lato stondato e terminante con la prosecuzione della cornice dei montanti/traversi. Sui due riquadri sono state fissate con chiodi due grandi formelle piatte con gli angoli spezzati e arrotondati. Questi riquadri sono fissati con soli chiodi e non incollati. I pannelli non sono mai stati smontati, i chiodi tutti coevi e tutti nella posizione originale.</p>
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<p>STATO DI CONSERVAZIONE<br />
La porta ha avuto una storia travagliata soprattutto nel secolo scorso. Come tutte le porte le serratura originali sono state più volte sostituite. Nell’ultimo intervento è stata cambiata la tipologia della serratura, passando da un sistema ad “appoggio” ad un sistema ad “incasso”. A questo scopo è stata scavata una trincea nello spessore del montante per poter alloggiare la serratura, purtroppo proprio nel punto in cui si incrocia con il traverso, distruggendo così l’incastro. Ci sono anche tracce di cambiamento dei cardini: in origine la porta si apriva a sinistra e i cardini a bandella erano incassati a destra; in tale posizione infatti ai due estremi sono visibili i tasselli che chiudono la vecchia sede . Nel retro a sinistra di vede all’altezza del traverso centrale un tassello che copre il posto in cui vi era la prima serratura che era ad appoggio. Alcune cornici del riquadro inferiore sono state rifatte durante un restauro, con altri piccoli interventi di minore entità. Il piano dei due riquadri ha avuto un fisiologico calo nel senso della larghezza generando delle rotture e lo stacco di parte delle assi che lo costituiscono. Nei precedenti interventi queste fessurazioni erano state chiuse introducendo a cuneo dei listelli. Altri danni, per esempio alcune cornici ridotte a monconi, sono dovuti ad un periodo di abbandono in soffitta, dove la porta chiudeva un buco dell’impiantito e dove è stata fortuitamente ritrovata.</p>
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<p>SCELTE DI RESTAURO</p>
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<p>La porta aveva due ordini di problemi: l’aspetto degradato e la struttura compromessa dal tempo e da alcuni interventi errati.<br />
Un problema strutturale si riscontrava in particolare nel riquadro superiore che appariva sfondato, con i bordi del pannello non più inseriti nella sede originale. Il montante in cui era stata inserita la serratura non era più coeso con il traverso centrale, perché il suo tenone era stato sacrificato per fare spazio alla serratura ad incasso e di conseguenza il montante aveva spanciato verso l’esterno.<br />
Inoltre, sul retro, la parte interna scolpita a cornice dei montanti, che ha anche funzione di contenimento, era rotta in più punti e non assolveva più il suo compito.<br />
I due pannelli inoltre non si inserivano più perfettamente nelle scanalature perché risultavano di dimensioni oggi insufficienti.<br />
Premettiamo una considerazione tecnico-costruttiva: il legno in genere è soggetto ad un ritiro o ad una crescita nel senso della larghezza e dello spessore (ma non della lunghezza) in funzione dell’umidità, per questo i pannelli non sono mai inchiodatio o incollati, ma fluttuano all’interno di scanalature ricavate nei montanti e nei traversi.<br />
Inoltre il legno è soggetto comunque nel tempo ad un calo dimensionale (con le stesse regole prima esposte) di circa 1% ogni cento anni.<br />
Il problema del calo era stato momentaneamente risolto inserendo nelle rotture o nelle giunzioni tra assi e assi dei listelli a cuneo.<br />
Per questi motivi abbiamo consigliato di smontare totalmente la porta in modo da poter agire sugli incastri e sulle assi dei pannelli.<br />
Dopo aver tolto i due giri di cornici interne sono stati smontati i montanti ed i traversi. Liberati in questo modo i due riquadri sono stati schiodati i due pannelli dal retro, la posizione dei chiodi era quella originale non essendovi traccia di altri fori di chiodi.<br />
Questo ci permette di affermare che la porta è stata smontata per la prima volta da noi, dopo tre, quasi quattrocento, anni dalla sua costruzione.</p>
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		<title>Restauro di una coppia di statue lignee</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-coppia-di-statue-lignee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2018 20:46:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di una coppia di statue lignee</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/jfW7Xl0LFZA?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<p class="p1">Ci è stato proposto il restauro di una coppia di statue lignee &#8220;veneziane&#8221;, tue piccoli mori reggi torciere del secolo XVIII. Le loro condizioni di conservazione erano problematiche.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Le due sculture lignee sono raffigurate in piedi su due basi quadrate a forma di finta roccia dipinta con vernice argentata. Poggiano su basamenti, a forma di capitello schiacciato con semplici modanature a voluta, ricoperti da una colorazione nera grassa a base di bitume. </span><span class="s1">Le due statue hanno i capelli e l’incarnato coperti di una vernice nera lucida. </span><span class="s1">La testa è avvolta in un turbante giallo con una leggera decorazione a stampino.<br />
</span><span class="s1">Le figure, in posa frontale, accennano un movimento di torsione accentuato dall’aggetto del ginocchio e dalla posizione arretrata del piede dal lato del torciere e sottolineato dall’avanzamento della spalla opposta e dal panneggio dell’abito.</span><span class="s1">La tunica è fissata da una broche sulla spalla più arretrata, lasciando scoperta l’altra, è rimboccata alla vita e si apre a ventaglio tramite due spacchi; l’uno aperto, lascia scoperta tutta la gamba, mentre l’altro è fermato ad asola da un&#8217;altra broche sopra il ginocchio aggettante. Il pannello centrale della tunica ricade al centro e fornisce un terzo punto d’ appoggio alla figura.</span><span class="s1">Le tuniche sono a doppia faccia, l’esterno rosa acceso con interno verde perla Statua 1, color lilla con interno verde perla Statua 2. Le tuniche presentano lungo il bordo interno ed esterno una sottile decorazione dorata a stampino, applicata su fondo nero. Una decorazione con la stessa tecnica, ma a forma di fiore stilizzato e di dimensioni maggiori, è presente ad intervalli regolari sulla parte esterna del manto.</span><span class="s1">Il braccio più arretrato avvolge un torciere a costoloni tortili, che presenta sull’estremità superiore una cavità, mentre la parte inferiore è adornata da fogliame ed un grappolo d’uva. Su di esso posteriormente s’innesta un elemento a forma di fune che corre sul retro della statua e sbocca sul lato opposto attorcigliandosi intorno alla mano.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per prima cosa abbiamo documentato con fotografie lo stato di conservazione delle due figure. Quindi le abbiamo sottoposte ad una attenta analisi visiva, volta a rilevarne la tecnica esecutiva e lo stato di conservazione.<br />
</span><span class="s1">Le tuniche erano ricoperte da cera pigmentata con del bitume e presentavano delle ridipinture e due ampie zone in cui lo strato pittorico era impregnato in profondità da una sostanza oleosa grigiastra. Sulla piega in basso del panneggio centrale tra i piedi del Moro 1 c’era una prova di pulitura, che aveva messo a nudo la doratura sottostante, mascherata poi con della cera pigmentata. </span>Le tuniche presentavano varie lacune, sollevamenti e numerose fessurazioni, tra cui una molto ampia, che correva lungo tutto il fronte all’altezza della vita e proseguiva in parte sul retro .<br />
<span class="s1">Gli elementi a forma di fune ed i torcieri erano ricoperti da uno spesso strato di porporina.<br />
</span>L’incarnato era ricoperto da una vernice nera lucida, applicata in maniera piuttosto maldestra, con numerose colature, irregolarità e sollevamenti della superficie. Il suo cattivo stato di conservazione, unito alla scadente qualità della vernice, escludeva un intervento di semplice rifissaggio dello strato pittorico e della preparazione. <span class="s1">D’accordo con la committenza si è deciso di aprire una finestra per mettere in evidenza la successione degli strati ed indagare sul loro stato di conservazione.<br />
</span><span class="s1">Abbiamo quindi iniziato aprendo un piccolo tassello sulla parte alta del braccio sinistro.L</span>o strato inferiore era costituito da uno smalto color rosa confetto con una superficie molto rigata ed irregolare.<br />
<span class="s1">In questo modo è stato possibile determinare la sequenza stratigrafica che comprendeva 5 livelli:</span></p>
<ul class="ul1">
<li class="li1"><span class="s1">Livello<span class="Apple-converted-space">  </span>0 legno.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 1a strato sottile di preparazione.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 1b strato sottilissimo d’incarnato rosato ben lavorato, ma presente solo a livello di frammenti.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 1c strato di colla animale chiara (colla di pelle).</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 2 strato sottile e ben lavorato con una tonalità più fredda.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 3 spesso strato di colla animale scura (colla d’ossa) stesa uniformemente, con l’aggiunta di un eccipiente in alcune zone.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 4 spesso strato di pittura a smalto color rosa confetto.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 5 colore a vernice nero.</span></li>
</ul>
<p class="p1"><span class="s1">Da ciò può dedurre che le due sculture, nate come angeli, sono state trasformate in mori in occasione dell’ultimo intervento.</span></p>
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		<title>Restauro di una bergère</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-bergere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2018 17:41:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di una bergère</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Fth0wzo_KDg?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<p class="p1">Bergère della seconda metà del Settecento di produzione francese. E’ stata portata in laboratorio perché una gamba posteriore si era spezzata. Controllando è risultato evidente che era stata mal riparata e rimontata con un’ inclinazione sbagliata. Abbiamo<span class="Apple-converted-space">  </span>tolto la stuccatura che chiudeva le lacune del legno e l’abbiamo smontata<span class="Apple-converted-space">  </span>trovando un perno in ferro e una punta da trapano spezzata che avevano ulteriormente indebolito la parte interna della gamba.<br />
Abbiamo incollato la gamba nella sua posizione originale con colla epossidica e abbiamo rinforzato la presa con tre perni di legno inseriti a cono.<br />
Controllando il resto della poltrona abbiamo individuato lo scollamento di una delle gambe anteriori: infatti era tenuta al suo posto da sei sette piccoli chiodini disposti a corona. Tolti i chiodi, abbiamo sfilato la gamba dal suo perno, inserito anche qui tre perni in legno disposti a cilindro e incollato la gamba con colla a caldo d’ossa, come in origine.<br />
<span class="s1">Questa seconda riparazione è del tutto reversibile, è stata fatta al momento opportuno e migliora la conservazione del manufatto. Quella alla gamba posteriore è stata molto più complessa perché partiva da una situazione compromessa da un intervento precedente. In parte è stata fatta con colla irreversibile, perché la superficie di incollaggio era molto ridotta e frantumata, in parte con colla d’ossa (i perni). Ora la gamba è molto più sicura e la poltrona regge bene un uso moderato e rispettoso. Si sarebbe potuto arrivare ad un migliore risultato solo se si fosse rimossa tutta l’imbottitura<span class="Apple-converted-space">  </span>e smontato pezzo per pezzo la poltrona. A questo punto si sarebbe potuto ricostruire l’incastro della gamba e la parte spezzata della gamba stessa. Questo tipo di intervento è sempre possibile in futuro, quando questo intervento<span class="Apple-converted-space">  </span>risulterà necessario dipende dal modo con cui viene utilizzata la<span class="Apple-converted-space">  </span>bergère: è importantissimo evitare sollecitazioni anomale alla gamba posteriore, come per esempio trascinare la poltrona senza sollevarla.</span></p>
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		<item>
		<title>Cassettone bombato con ribalta</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/cassettone-bombato-con-ribalta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 13:10:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cassettone incartellato con fronte mosso con filettature in ebano, bois de rose e acero. Di area veneta, metà del '700.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cassettone incartellato con fronte mosso con filettature in ebano, bois de rose e acero. Di area veneta, metà del &#8216;700.</p>
<p><strong>Stato di conservazione<br />
</strong></p>
<div class="page" title="Page 3">
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<p>I problemi di conservazione di questo mobile erano quelli ordinari di un cassettone con ribalta incartellato della seconda metà del settecento, ovvero tessere scollate, scorrevoli dei cassetti consumati e poco altro. L’intervento di restauro precedente al nostro non ha risolto nessuno di questi problemi, anzi. Le tessere scollate sono state fissate con chiodini, gli scorrevoli rifatti in modo impreciso, le tessere mancanti sostituite con una pletora di legni scelti a caso, per esempio noce sui bordi corti della ribalta dove avrebbero dovuto essere di ciliegio, di mogano sulle gambe al posto di ciliegio, di ciliegio all’interno della ribalta dove avrebbero dovuto essere di noce. Il tutto fissato con chiodi. Problemi macroscopici come il traverso più basso che era andato perduto non erano stati affrontati ricostruendo il pezzo mancante, ma il suo profilo esterno era stato incollato al cassetto inferiore per evitare di lasciare un vuoto. Gli scorrevoli interni dei cassetti erano stati inchiodati senza essere incollati e hanno ceduto al momento del trasporto in laboratorio.</p>
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<p><strong> </strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Canterano con bambocci</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/canterano-con-bambocci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 12:46:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccolo canterano in legno di noce a tre cassetti più un cassetto più piccolo. Il fronte è caratterizzato da due cariatidi a figura di donna e racemi intagliate a a altorilievo lungo i montanti.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Piccolo canterano in legno di noce a tre cassetti più un cassetto più piccolo. Il fronte è caratterizzato da due cariatidi a figura di donna e racemi intagliate a a altorilievo lungo i montanti.<br />
Il piano superiore è in una unica asse molto aggettante come di norma nei canterani seicenteschi.<br />
Sotto di esso corre una cornice che funge da raccordo con il corpo del mobile.<br />
Lungo la base corre un cornicione a profilo curvilineo.<br />
I cassetti sono contornati da cornici che delimitano una campitura in radica di noce placcata. Il foro per la serratura è circondato da una toppa in noce intarsiata a livello della radica. I pomelli sono anch’essi di noce, tornito.<br />
Lungo la base corre un cornicione a profilo curvilineo.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Il canterano è arrivato in laboratorio con una verniciatura a base di gommmalacca poco trasparente e consumata e una colorazione a base di mordente alla terra di Kassel che lo rendeva smorto.<br />
Non aveva gambe per cui il cornicione inferiore poggiava direttamente sul pavimento. Il mobile manca di fondo, che probabilmente è andato perduto e con esso le tracce utili a definire su che gambe il mobile appoggiava.<br />
Gli interni dei cassetti erano stati colorati e verniciati senza togliere lo sporco.<br />
La parte inferiore della schiena era molto consumata da tarli e umidità perché a contatto con il pavimento.<br />
Due serrature con placca curvilinea sono coeve al mobile, mentre quella a placca squadrata è della fine del settecento.<br />
Non vi sono al momento tarli attivi e il mobile può essere considerato integro e in buono stato di conservazione.</p>
<p><strong>Lavori eseguiti<br />
</strong>Falegnameria</p>
</div>
<div class="column">
<ul>
<li>Abbiamo ricostruito le gambe cercando un modello aderente allo stile del mobile e poco protagonista.</li>
<li>Abbiamo incollato alla schiena della stoffa di raccordo tra le varie assi dopo aver ricostruito con uno stucco le parti mancanti.</li>
<li>Abbiamo incollato alcuni sollevamenti della cartella di radica di noce dei cassetti con colla a caldo iniettatat con siringhe sotto la superficie.</li>
<li>Abbiamo pulito i cassetti da tutto lo sporco e dal colore applicato.</li>
<li>La stessa cosa è stata fatta per la schiena e gli interni del mobile.</li>
<li>La verniciatura alla gommalacca è stata sciolta con impacchi di alcool e cotone.</li>
<li>La colorazione è stata sciolta con impacchi di solvente e cellulosa.
</div>
<div class="column">
Finiture superficiali</li>
<li>La superficie è stata preparata con una apprettatura a base di colla di pesce.</li>
<li>Le stuccature di piccola entità sono state fatte con stick di cera dura colorata, chiudendo i fori uno per uno e ricostruendo le parti usurate.</li>
<li>La finitura è stata ottenuta con una base costituita da un’oleoresina e quindi verniciata a cera a poro chiuso. La ricetta utilizzata risale al 1770 ed è citata in Roubo “L’art du Menusieur”.</li>
<li>L’interno dei cassetti è stato trattato con una vernice a base di olio e terpene d’arancio.</li>
<li>Tutte le parti dello chassis sono state trattate con una vernice a base di olio e terpene d’arancio;</li>
<li>Le parti della schiena molto danneggiate sono state consolidate con un polivinilacetato.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lanterna veneziana</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/lanterna-veneziana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 07:54:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lanterna veneziana in bosso</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/StjND-djvGM?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fanale da sala (con capitelli e racemi) in bosso, esagono e ornato di colonnette a spira (in palissandro). Ogni faccia (con placcatura in legno di pero), così del fanale come della parte superiore e della inferiore di esso, è scompartita a disegno, e chiusa da vari specchi di varia forma (vetri, molati quelli centrali, di forma rettangolare, ellittica o rotonda, lisci quelli di complemento), i cui incorniciamenti, quand’entro vi si porga un lume, producono nel cielo e nelle pareti della sala l’effetto di una pittura a comparti di chiaroscuro. Lavoro veneziano del secolo XVI; alto un metro, larga ogni faccia 22 cm.<br />
Da: Lazari, V. (1859). <strong>Notizie delle opere d’arte e d’antichità della raccolta Correr di Venezia</strong>. Venezia: Tipografia del Commercio.</p>
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		<title>Mobile veneziano intarsiato madreperla</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/mobile-veneziano-intarsiato-madreperla-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 07:48:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scaffale veneziano del Seicento, ad angolo sagliente, destinato a portare ne' suoi palchetti porcellane e vetri. E' in legno annerito e intarsiato a figurine, fiori e fogliami di madreperla, co' rami in fili di ottone. Poggia sopra una base di quattro piedi accartocciati, con piano triangolare sottoposto, quelli e questo di pari lavoro. A., colla base, m.2,14, l. 1,26. (V. Lazari, "Notizia delle opere d'arte e d'antichità della raccolta Correr di Venezia",Venezia 1859 Tipografia del Commercio).</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/rU-MxCEFP2M?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Scaffale veneziano del Seicento, ad angolo sagliente, destinato a portare ne&#8217; suoi palchetti porcellane e vetri. E&#8217; in legno annerito e intarsiato a figurine, fiori e fogliami di madreperla, co&#8217; rami in fili di ottone. Poggia sopra una base di quattro piedi accartocciati, con piano triangolare sottoposto, quelli e questo di pari lavoro. A., colla base, m.2,14, l. 1,26. (V. Lazari, &#8220;Notizia delle opere d&#8217;arte e d&#8217;antichità della raccolta Correr di Venezia&#8221;,Venezia 1859 Tipografia del Commercio).</p>
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<p>Mobile in legno di frutto in parte incartellato in parte in legno massiccio. Lo chassis è in legno dolce, come la schiena e le parti strutturali dell’alzata.<br />
Il mobile è costituito da due unità, una alzata che poggia mediante dei piedini sul secondo pezzo costituito da un piano superiore sostenuto da quattro gambe che a loro volta gravano su un piano inferiore sorretto da dei piedini di maggiori dimensioni.<br />
La funzione di questo mobile è di esporre oggetti leggeri di piccole dimensioni, probabilmente vetri di Murano.<br />
Nel dettaglio:<br />
Le portelle dell’alzata hanno cardini a gangherelle (doppia coppiglia forgiata). Un’unica serratura assicura la chiusura delle due portelle, girando in senso orario se ne apre una, l’altra si apre girando in senso antiorario. La parte centrale vuota è protetta da una rete in filo di rame L’interno è foderato con seta rossa.<br />
Fianchi e fronte sono ampiamente intarsiati con madreperla e filetto d’ottone.<br />
L’alzata poggia sulla seconda unità con sei piedini a forma di diamante con piccole tessere di madreperla e filetti di ottone.<br />
Il piano superiore del secondo pezzo è sostenuto da quattro gambe curvilinee collegate da un traverso inferiore. Dei chiodi fissano le gambe al piano e al traverso.<br />
In basso le gambe gravano su un piano base di fattura e dimensioni identiche a quello superiore, ma con disegni diffusi sull’intera superficie. Un cavicchio di legno collega ciascuna gamba al piano base. Una piccola quinta gamba con funzioni estetiche parte dalla parte centrale del traverso.<br />
Il piano base poggia su tre piedi romboidali anch’essi intarsiati.</p>
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		<title>Portantina veneziana</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/portantina-veneziana-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 07:36:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p class="p1">Portantina veneziana settecentesca in cuoio nero su telaio in legno.</p>
<p>&#160;<br />
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/uzG7DXIcAuI?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 2">
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<div class="column">
<p>Portantina veneziana settecentesca in cuoio nero su telaio in legno. Presenta tre lati fissi e portella anteriore con cardini e chiusura esterna a cremonese. La struttura ha tre luci chiuse da dei pannelli in vetro con cornice dorata. Quello anteriore scorre verticalmente a saliscendi nella parte superiore della portella e scompare completamente al suo interno quando è aperto. Le due luci laterali hanno due finestrini in vetro e cornice dorata che scorrono orizzontalmente. Sui fianchi, quattro staffe in ferro in cui venivano inserite le due stanghe per il trasporto a braccia.<br />
Il cuoio nero è ingentilito da una serie di cornici e decorazioni in legno dorato che sottolineano i contorni e terminano in piedini a forma di ricciolo.<br />
Le pareti interne a vista, la seduta ed i braccioli sono ricoperti da tessuto Damasco rosso rubino con i bordi sottolineati da una frangia dorata.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<div class="page" title="Page 2">
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<div class="column">
<p><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<p>Il manufatto ha subito molte riparazioni e restauri:</p>
<p><strong>Struttura</strong></p>
<ul>
<li>Per ovviare all’indebolimento del piano inferiore dovuto all’azione combinata dell’usura, di attacchi di tarli e di pesanti levigature è stato inserito sotto un piano di rinforzo fatto di assi di legno di abete, che si nota leggermente davanti e dietro ed è stato colorato di nero (v. pag. 20).<strong><br />
</strong></li>
<li>In corrispondenza della staffa laterale posteriore sinistra il montante in legno si era rotto e si è rimediato con una grossa riparazione con due rinforzi di legno inchiodati. La rottura ha provocato anche uno strappo del cuoio riparato dall’interno con una toppa (v. pag. 22).</li>
<li>Il ricciolo anteriore della cornice inferiore destra era stato fissato con chiodi (v. pag. 21).</li>
</ul>
<p><strong>Cuoio</strong></p>
<ul>
<li>La portantina era molto sporca soprattutto nella parte superiore in cui oltre allo sporco superficiale c’erano delle macchie dovute al ristagno di gocce d’acqua.</li>
<li>Il cuoio presentava degli strappi, delle abrasioni. In interventi precedenti questi problemi erano stati affrontati applicando toppe sopra le lacune e stuccature increspate con colle e vernice (v. pag. 11 e seg.). Sul retro nella parte inferiore il cuoio presenta un deterioramento che colpisce a volte le pelli trattate con tannino vegetali: si formano delle macchie rosso scuro, il cuoio si sfalda formando delle zolle che tendono a staccarsi lasciando visibile la parte sottostante rosso scuro (v. pag. 15 e seg.). Questo processo si è innescato da tempo e le numerose lacune rosse in precedenti restauri erano state mimetizzate con del colore nero.</li>
<li>Le borchie che fissano il cuoio il tettuccio erano incrostate di materiale tipo Sidol usato per pulire le parti metalliche di ottone.</li>
</ul>
<p><strong>Dorature</strong></p>
<ul>
<li>Le dorature che sottolineano i contorni del manufatto presentavano numerose abrasioni e lacune di doratura e dei sottostanti strati di preparazione. Inoltre erano sporche, soprattutto le cornici piatte che delimitano i finestrini risultavano pesantemente ritoccate con vari strati di vernice dorata base oleosa e colate di sostanze materiche scure.</li>
</ul>
<p>Per maggiori dettagli vedi la documentazione fotografica.</p>
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		<item>
		<title>Planetario Charles Dien</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/planetario-charles-dien/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2018 21:21:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Planetario francese</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/ZS1vYWFW-o8?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Planetario in metallo costruito da Charles Dien intorno alla metà del 1800, Francia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Planetario</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/planetario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 13:49:32 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=791</guid>

					<description><![CDATA[<p>Planetario francese</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/qnJzcy0hvzw?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/planetario/">Planetario</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
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