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	<title>fine XVI Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<description>Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</description>
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		<title>Canterano intarsiato con ribalta</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Sep 2018 21:52:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Canterano con tre cassetti e un quarto con funzione di ribalta. All'interno di questo dieci cassettini intarsiati con motivi decorativi curvilinei. Il fronte dei cassetti anch'esso intarsiato con gli stessi motivi. che contornano il profilo di un cavaliere con sciabola.<br />
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<p>Canterano con tre cassetti e un quarto con funzione di ribalta. All&#8217;interno di questo dieci cassettini intarsiati con motivi decorativi curvilinei. Il fronte dei cassetti anch&#8217;esso intarsiato con gli stessi motivi. che contornano il profilo di un cavaliere con sciabola. Lo stesso intarsio è presente in alcuni mobili veneti del 1630, simili per costruzione e caratteristiche stilistiche, probabilmente eseguiti nella stessa bottega (vd Clelia Alberici &#8220;Il mobile veneto&#8221; ed Electa 1980 ). Gli intarsi sono in noce, radica di noce, acero e ciliegio e avevano in origine uno spessore di 3 mm. ottenuto segando a mano i legni. La tecnica di esecuzione è a seghetto per sovrapposizione positivo e negativo. La costruzione del mobile è di ottima qualità, così come sono selezionati con cura i materiali impiegati per la costruzione.<br />
Dimensioni: lunghezza cm 155, profondità cm 64, altezza cm 118.</p>
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<p>STATO DI CONSERVAZIONE<br />
Quando il mobile arrivato in laboratorio presentava una tinta marrone che nascondeva gran parte degli intarsi e dei giochi cromatici. Mancavano 4 cassettini interni alla ribalta e 3 erano privi del fronte originale. Mancava anche il divisorio tra i 4 cassettini. Questo mobile ha subito nel corso dei secoli pi di un restauro e cos oggi si possono leggere sulla sua superficie non solo le tracce lasciate dal tempo, ma anche da chi lo ha posseduto o solamente restaurato. In particolare si nota:<br />
&#8211; una levigatura soprattutto sui fianchi e sui cassetti intarsiati;<br />
&#8211; il rifacimento delle cornici dei cassetti;<br />
&#8211; la sostituzione delle gambe anteriori del mobile: questo particolare interessante, perché le gambe che ora sostengono il mobile sono identiche a quelle del mobile presente nella collezione del Museo Civico di Storia ed Arte di Trieste(vd sopra opera citata) da notare che il proprietario ci ha riferito di aver saputo al momento dell&#8217;acquisto che il mobile proveniva dall&#8217;Austria); delle due gambe una coeva al mobile, mentre l&#8217;altra una copia;<br />
-l&#8217;inserimento di maniglie della stessa epoca del mobile molto belle, mentre dalle tracce presenti nei cassetti presumiamo che probabilmente il canterano nato con pomoli, o ad un certo punto dei pomoli sono stati inseriti;<br />
&#8211; rottura degli intarsi intorno alla toppa come avviene o per avere usato troppo e male la chiave, o per la rottura della serratura, o lo smarrimento della chiave, o tutte queste cause sommate insieme e la sostituzione delle vecchie serrature. Le bocchette copriserratura attuali sono copie degli inizi del &#8216;900.<br />
&#8211; rifacimento del fronte di tre cassettini interni senza gli intarsi;<br />
&#8211; eliminazione del traverso dei quattro cassettini interni laterali, probabilmente dopo lo smarrimento di questi;<br />
&#8211; all&#8217;interno della ribalta vi era un grande tassello in compensato, che nascondeva la nuova serratura della ribalta;<br />
&#8211; gli scorrevoli dei cassetti erano molto consumati per l&#8217;uso;<br />
&#8211; coloritura molto forte del mobile per dare un tono antico (sic!);<br />
&#8211; lucidatura a gommalacca.<br />
Un mobile quindi con una lunga storia dietro alle spalle: infatti si tratta di un oggetto di lusso, costruito per una committenza aristocratica, che nel corso dei secoli non lo ha mai stato sottovalutato o dimenticato, per cui ha provveduto sempre di aggiustare le piccole rotture dovute ad incidenti o semplicemente alla vecchiaia.</p>
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<p>SCELTE DI RESTAURO<br />
Il restauro stato eseguito ripristinando per quanto possibile l&#8217;aspetto originale del mobile, con alcune eccezioni: anche si deciso di conservare le gambe, le cornici dei cassetti e le maniglie, anche se non originali, per la loro pertinenza all&#8217;epoca e al disegno del mobile.</p>
<p>Falegnameria:<br />
&#8211; sono stati rifatti i cassettini interni mancanti secondo il disegno originale, ricavandolo dai tre cassettini ancora integri. Per l&#8217;esecuzione sono state usate le tecniche dell&#8217;epoca e gli stessi materiali.<br />
&#8211; sono stati rifatti gli intarsi rovinati dei cassetti lasciando intatto ci che vi era di originale. Abbiamo ricavato il disegno della parte mancante rilevando gli intarsi originali dei vari cassetti, e, dato che gli intarsi si ripetono identici nei quattro cassetti, sovrapponendo quindi i rilievi. Con questo procedimento stato possibile ricostruire completamente il disegno originale;<br />
&#8211; come da accordi all&#8217;interno della ribalta stata eseguita una copia degli intarsi dei cassetti per sostituire il tassello di compensato; non siamo sicuri che qui vi fosse un intarsio, perché l&#8217;intervento precedente ha cancellato qualsiasi traccia e la soluzione adottata stata scelta perché quella che si inserisce in questo vuoto nella maniera più dolce;<br />
&#8211; sono stati rifatti tutti gli scorrevoli sotto i cassetti, che erano molto usurati, incollandoli in maniera tale che, quando a loro volta saranno usurati la loro rimozione e sostituzione sia facile e preservi la superficie originale del cassetto;<br />
&#8211; sono stati sostituiti tutti gli scorrevoli interni al mobile procedendo con lo stesso metodo sopra illustrato;</p>
<p>Finiture superficiali:<br />
&#8211; è stata sciolta la vecchia vernice su tutto il mobile;<br />
&#8211; è stata rimossa la mordenzatura di colore scuro che copriva tutta la superficie;<br />
&#8211; sono state tolte tutte le carte del tipo &#8220;Varese&#8221; che foderavano internamente il mobile;<br />
&#8211; gli interni sono state puliti, apprettati e poi trattati con olio ed essenza di trementina;<br />
&#8211; le parti da verniciare sono state apprettate per ottenere una particolare grana e morbidezza;<br />
&#8211; sono state oliate per dare profondità al colore e rilievo alle venature. &#8211; quindi sono state lucidate a cera a poro chiuso con cera d&#8217;api e cera carnauba;<br />
&#8211; i fori dei tarli sono stati chiusi uno ad uno con cera colorata fusa;<br />
&#8211; le parti nuove sono state portate a colore con acquerelli;<br />
&#8211; il mobile stato trattato contro i tarli.</p>
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		<title>Credenzone con alzata</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/credenzone-con-alzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 13:10:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Grande credenza della fine del cinquecento in massello di noce. Probabilmente destinata ad una sagrestia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande credenza della fine del cinquecento in massello di noce. Probabilmente destinata ad una sagrestia aveva grandi cassetti per riporre gli abiti talari nella parte bassa dietro le portelle, mentre nella parte alta venivano conservati i calici per la messa.<br />
Per il tipo di intaglio che la decora è probabilmente di provenienza lombarda, forse bergamasca.<br />
La parte alta è costituita da tre portelle con al centro intarsi di ebano e acero, segati a pacchetto con seghetto ad arco. Le cornici che li circondano sono tipicamente barocche sia per la forma sia per il perimetro che delimitano.<br />
Le tre portelle sono separate da quattro cariatidi con testa di putto scolpite con grande perizia ad alto rilievo.<br />
Sopra le portelle vi è un vano a cui si accede sollevando il piano superiore grazie al lavoro di tre gangherelle.<br />
La base è imponente, con un grande piano e due portelle che si aprono totalmente su cardini con fulcro esterno. Tra il piano e le portelle vi è un grande cassetto che ha ai lati due mascheroni.<br />
Le portelle sono ripartite con una campitura centrale intarsiata, delimitata da grandi cornici e riquadrata da listelli di noce. Accanto lateralmente verso l’esterno vi è una campitura ad andatura verticale segnata da piccole cornici che simulano dei montanti, che di solito qui insistono nei mobili con apertura delle portelle non totale.<br />
I fianchi son costituiti da due assi ed hanno funzione portante. Alla base corre un grande cornicione.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong><br />
Il mobile è arrivato in laboratorio con un aspetto scuro e un precario equilibrio delle varie parti. E’ presto risultato evidente che il mobile ha subito intorno agli anni 50 60 del Novecento un restauro economico fatto in velocità.<br />
Molte parti erano assemblate senza precisione, usando chiodi per assicurare la tenuta, mentre la colla veniva data in abbondanza su due parti di legno che non collimavano. Le riparazioni purtroppo inevitabili in mobili così antichi erano state fatte con tasselli inseriti a forza e dove restavano delle zone indetermitate dello stucco colorato a base gesso riempiva i vuoti.<br />
Nelle cornici sotto al cassetto e nel cornicione di base gli interventi sono stati particolramente numerosi e molto approssimativi.<br />
I fianchi avevano una fenditura di quasi due centimetri tra le due assi che li costituiscono, in parte chiusa con un listello di noce.<br />
Le riparazioni sugli intarsi erano per la maggior parte in stucco, tranne alcuni punti in cui era stata ripristinata la filettatura di acero.<br />
I cardini della portella di destra avevano indebolito il legno per cui erano stati necessari due tasselli, uno dei quali, il più grande e il più basso, non aderiva più al piano e stonava per scelta di legno.<br />
Il fondo del cassetto aveva subito un calo come normale nel legno di manufatti antichi, solo che la fenditura era stata riparata mettendo delle squadrette di ferro e chiodi che hanno costretto il fronte del cassetto ad incurvarsi.<br />
Secondo noi il mobile durante questo restauro è stato totalmente smontato. Nel rimontarlo non sono state prese con attenzione le misure per cui ancora adesso si può vedere il piano del fondo della credenza montato non orizzontalmente. Anche i fianchi e la schiena erano stati montati “a occhio”.<br />
Qualche tarlo è presente nelle parti nuove del cornicione e nelle parti in legno dolce. Non ci sembra tuttavia pericoloso.<br />
Infine il mobile era molto scuro per una colorazione a base di terra di Kassel. La finitura era una rustica gommalacca data a pennello. Tutte le parti interne del mobile erano molto sporche.</p>
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		<title>Canterano intarsiato</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/canterano-intarsiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 13:10:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Canterano della prima metà del Seicento di produzione veneta. Costruito in massello di noce ha i quattro cassetti intarsiati a motivi floreali ed uccelli.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<p>Canterano della prima metà del Seicento di produzione veneta. Costruito in massello di noce ha i quattro cassetti intarsiati a motivi floreali ed uccelli. La tecnica d’intarsio usata è quella detta ad incastro che prevede l’utilizzo delle prime seghette da intarsio, simili alle attuali da traforo. Si ottiene sovrapponendo due o più tavolette di legni diversi segandole contemporaneamente seguendo il profilo delle figure e assemblandole poi l’una nell’altra. Si avevano così un numero di superfici intarsiate uguale al numero delle tavolette utilizzate ed ognuna aveva una campitura di legno diverso. Il caso più frequente era l’uso di due essenze, una chiara ed una scura, che permetteva la realizzazione di due mobili: uno a fondo scuro e motivo chiaro detto “in positivo” ed uno a campitura chiara e disegno scuro detto “in negativo”. Nel nostro caso il legno chiaro delle figure è acero, mentre la campitura è in olivo. I rombi scuri sono in legno di noce e le ali dei pavoni e il cuore dei fiori più grandi in castagno.<br />
Le gambe anteriori sono tornite e di legno d’olmo.<br />
Il cornicione è di legno di noce, come i fianchi, che sono ricavati da un’asse unica, mentre il coperchio è stato ottenuto assemblando due assi.<br />
Interno dei cassetti, fondo e schiena sono di abete.</p>
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<div class="column">
<p><strong>Stato di conservazione<br />
</strong>Il mobile è arrivato in laboratorio con svariati problemi.<br />
Il piano superiore era imbarcato da sembrare quasi sfondato nella parte anteriore centrale; probabilmente il suo profilo anteriore e laterale è stato modificato e ridotto come testimoniano i fori dei tarli e nella parte posteriore era stato inchiodato un listello largo 2 cm e profondo 5 mm per nascondere il calo naturale del legno e delle sbrecciature causate da tarli.<br />
Difficile dire se sia originale il profilo rotondo che insiste sui due montanti anteriori, perché il tipo di noce è più chiaro di quello del resto del mobile. Toglierlo tuttavia sarebbe stato un azzardo e avrebbe lasciato una traccia molto visibile.<br />
Tutt’altro problema era costituito invece dal cornicione, che era stato ridotto e reso piatto inchiodando nel profilo un listello liscio, che lo impoveriva alterandone le proporzioni (vedi foto). L’ultimo cassetto era il più malridotto e la parte interna in legno dolce era molto tarlata. Gli intarsi erano ridotti peggio che negli altri cassetti e la cornice inferiore era stata sostituita con una in legno di noce piatto con solo uno smusso anch’esso piatto nella parte superiore.<br />
Anche il fondo del mobile era tarlato.<br />
Due cornici del fianco destro erano state rifatte in un precedente restauro semplificando e banalizzando il profilo.<br />
Gli intarsi dei cassetti presentavano molte scollature. In parecchi casi le tessere mancanti non erano state sostituite e le lacune erano state chiuse con stucco unitario più o meno colorato.<br />
Le serrature sono originali e presentano alcuni aggiustamenti e riparazioni effettuati nel corso del tempo<br />
Le maniglie sono state cambiate e sono di stile settecentesco, mentre in origine vi erano dei pomelli al centro dei rombi. Il loro attacco originale era stata chiuso in modo maldestro con un cavicchio di legno ci circa 14 mm di diametro. In corrispondenza del foro per le chiavi in un precedente restauro è stato inserito un tassello rotondo in legno di noce: questo tipo d’intervento è molto frequente in questi mobili, perché l’intarsio, che in origine arrivava al foro per la chiave ed era privo di bocchetta, con il tempo viene consumato dal continuo inserire e togliere la chiave.</p>
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