<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>intagli Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
	<atom:link href="https://laboratoriodirestauro.it/product-tag/intagli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://laboratoriodirestauro.it/product-tag/intagli/</link>
	<description>Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Jul 2025 14:30:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.3</generator>

<image>
	<url>https://laboratoriodirestauro.it/wp-content/uploads/2018/07/cropped-logo_810px-32x32.jpg</url>
	<title>intagli Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
	<link>https://laboratoriodirestauro.it/product-tag/intagli/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Inginocchiatoio in noce seicentesco</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/inginocchiatoio-in-noce-seicentesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 20:58:10 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1561</guid>

					<description><![CDATA[<p>Restauro di un inginocchiatoio del'600 in noce</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/3vLZoDCEGpQ?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/inginocchiatoio-in-noce-seicentesco/">Inginocchiatoio in noce seicentesco</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>Descrizione</strong><br />
Inginocchiatoio seicentesco in noce con intagli di particolare finezza.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong><br />
Il manufatto è arrivato in laboratorio in condizioni complicate .<br />
Alcuni interventi precedenti avevano levigato le parti attaccate dai tarli in modo così profondo da portare in primo piano le<br />
gallerie scavate dagli insetti. In seguito avevano usato del gesso bianco per coprire i canali e del colore molto scuro per mascherare le stuccature. L’operazione era stata ripetuta in varie parti, anche in quella più importante dell’inginocchiatoio,<br />
la portella centrale con il bassorilievo dello scudo nobiliare. Non sono stati risparmiati gli interni come per esempio il retro<br />
del piano sollevabile dove ci si inginocchia e quello della portella.<br />
Ci sono vari tasselli e sostituzioni di parti andate perse, come peraltro succede in manufatti così vecchi.</p>
<p><strong>Lavori eseguiti</strong><br />
Interventi di ricostruzione<br />
• Sono stati eseguiti gli incollaggi necessari per riposizionare i pezzi staccati . Si è utilizzata esclusivamente colla a caldo<br />
proteica , come è stato fatto al momento della costruzione.<br />
• Le fessure dovute al naturale calo dimensionale del legno sono state chiuse nella parte interna incollando della stoffa<br />
che possa seguire e limitare i movimenti del legno.<br />
• Due fori presenti nella schiena sono stati chiusi con tasselli di legno con venature simili.</p>
<p>Interventi di pulizia<br />
• I vari strati di verniciatura presenti nell’inginocchiatoio sono stati sciolti con impacchi adeguati.<br />
• La colorazione scura è stata rimossa senza levigare la superficie del legno.</p>
<p>Interventi di disinfestazione<br />
• L’inginocchiatoio è stato trattato con antitarlo a base di permetrina.</p>
<p>Interventi sulla finitura<br />
• E’ stata eseguita una finitura a base cera secondo le indicazioni di Roubo in “ L’art du Menusieur ” Parigi 1770 )).<br />
• Le stuccature sono state eseguite con stick di cera dura colorata di autoproduzione.<br />
• Le adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli e fiele di bue</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/inginocchiatoio-in-noce-seicentesco/">Inginocchiatoio in noce seicentesco</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Statuina in gesso</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/statuina-in-gesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 16:15:13 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1551</guid>

					<description><![CDATA[<p>Restauro di una statuina in gesso</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/-YDSXyi_IIs?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/statuina-in-gesso/">Statuina in gesso</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<ul>
<li>Piccola statuina in gesso con un’anima in ferro. Rotta un po’ sopra le caviglie aveva problemi di equilibrio e di solidità. Abbiamo riallineato gamba e caviglia destra e in seguito riempito la frattura con piccole sfere di plastica fino a rendere la gamba destra più solida. Poi stuccato a gesso le parti mancanti e portato le integrazioni a colore.</li>
</ul>
</div>
<div class="column"></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/statuina-in-gesso/">Statuina in gesso</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Restauro di una porta con intagli</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-porta-del-periodo-barocco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2018 21:20:24 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1207</guid>

					<description><![CDATA[<p>Porta del XVII secolo in massello di noce ad una unica anta.<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/sMmGuXPcxYU?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-porta-del-periodo-barocco/">Restauro di una porta con intagli</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Porta del XVII secolo in massello di noce ad una unica anta. La struttura di base è costituita da due montanti incastrati con tre traversi, dotati di scanalature, nelle quali sono inseriti due riquadri formati rispettivamente da tre assi incollate tra loro. Al centro di questi sulla faccia anteriore è incollata una formella intagliata, nel retro è inchiodato un pannello con gli angoli smussati.<br />
Il fronte, delimitato nel perimetro esterno da una cornice dritta, ha un primo giro interno di cornici spezzate con un profilo a gradino che mascherano il punto di passaggio tra i montanti/ traversi e i due riquadri. Questi hanno al centro la formella con un intaglio a cesto di fiori circondata a sua volta da un giro di cornici mistilinee. La porta è di buona fattura e si distingue per la qualità delle cornici tipiche dell’epoca barocca e per la precisione dell’intaglio.<br />
Esaminando le formelle vediamo che si tratta di un lavoro a bassorilievo fatto separatamente e poi incollato sul riquadro costituita da tre assi giuntate. Questa operazione è agevole solo se la superficie assolutamente piatta, idonea quindi a ricevere la corrispondente parte piatta del bassorilievo. Se vi è qualche imprecisione questa con il passare del tempo provoca lo stacco dei materiali. Inoltre l’incollaggio è stato fatto con colla a caldo d’ossa, che ha un tempo di lavorazione brevissimo e un tempo di serraggio lungo, dalle 8 alle 24 ore secondo della stagione. Perciò una tale preparazione della superficie e successivo incollaggio può essere fatto  solo prima dell&#8217;assemblaggio della porta. Porta che non ha segni di uno smontaggio precedente al nostro intervento.<br />
Il retro della porta è privo di intagli. E’ ben visibile il sistema costruttivo, costituito da due montanti e tre traversi, due perimetrali e uno centrale. La parte terminale verso il centro dei traversi e dei montanti è lavorata a formare una cornice che serve a contenere i due riquadri. Ai quattro angoli sono applicati degli elementi triangolari con un lato stondato e terminante con la prosecuzione della cornice dei montanti/traversi. Sui due riquadri sono state fissate con chiodi due grandi formelle piatte con gli angoli spezzati e arrotondati. Questi riquadri sono fissati con soli chiodi e non incollati. I pannelli non sono mai stati smontati, i chiodi tutti coevi e tutti nella posizione originale.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>STATO DI CONSERVAZIONE<br />
La porta ha avuto una storia travagliata soprattutto nel secolo scorso. Come tutte le porte le serratura originali sono state più volte sostituite. Nell’ultimo intervento è stata cambiata la tipologia della serratura, passando da un sistema ad “appoggio” ad un sistema ad “incasso”. A questo scopo è stata scavata una trincea nello spessore del montante per poter alloggiare la serratura, purtroppo proprio nel punto in cui si incrocia con il traverso, distruggendo così l’incastro. Ci sono anche tracce di cambiamento dei cardini: in origine la porta si apriva a sinistra e i cardini a bandella erano incassati a destra; in tale posizione infatti ai due estremi sono visibili i tasselli che chiudono la vecchia sede . Nel retro a sinistra di vede all’altezza del traverso centrale un tassello che copre il posto in cui vi era la prima serratura che era ad appoggio. Alcune cornici del riquadro inferiore sono state rifatte durante un restauro, con altri piccoli interventi di minore entità. Il piano dei due riquadri ha avuto un fisiologico calo nel senso della larghezza generando delle rotture e lo stacco di parte delle assi che lo costituiscono. Nei precedenti interventi queste fessurazioni erano state chiuse introducendo a cuneo dei listelli. Altri danni, per esempio alcune cornici ridotte a monconi, sono dovuti ad un periodo di abbandono in soffitta, dove la porta chiudeva un buco dell’impiantito e dove è stata fortuitamente ritrovata.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div class="column">
<div class="page" title="Page 4">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>SCELTE DI RESTAURO</p>
<div class="page" title="Page 6">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>La porta aveva due ordini di problemi: l’aspetto degradato e la struttura compromessa dal tempo e da alcuni interventi errati.<br />
Un problema strutturale si riscontrava in particolare nel riquadro superiore che appariva sfondato, con i bordi del pannello non più inseriti nella sede originale. Il montante in cui era stata inserita la serratura non era più coeso con il traverso centrale, perché il suo tenone era stato sacrificato per fare spazio alla serratura ad incasso e di conseguenza il montante aveva spanciato verso l’esterno.<br />
Inoltre, sul retro, la parte interna scolpita a cornice dei montanti, che ha anche funzione di contenimento, era rotta in più punti e non assolveva più il suo compito.<br />
I due pannelli inoltre non si inserivano più perfettamente nelle scanalature perché risultavano di dimensioni oggi insufficienti.<br />
Premettiamo una considerazione tecnico-costruttiva: il legno in genere è soggetto ad un ritiro o ad una crescita nel senso della larghezza e dello spessore (ma non della lunghezza) in funzione dell’umidità, per questo i pannelli non sono mai inchiodatio o incollati, ma fluttuano all’interno di scanalature ricavate nei montanti e nei traversi.<br />
Inoltre il legno è soggetto comunque nel tempo ad un calo dimensionale (con le stesse regole prima esposte) di circa 1% ogni cento anni.<br />
Il problema del calo era stato momentaneamente risolto inserendo nelle rotture o nelle giunzioni tra assi e assi dei listelli a cuneo.<br />
Per questi motivi abbiamo consigliato di smontare totalmente la porta in modo da poter agire sugli incastri e sulle assi dei pannelli.<br />
Dopo aver tolto i due giri di cornici interne sono stati smontati i montanti ed i traversi. Liberati in questo modo i due riquadri sono stati schiodati i due pannelli dal retro, la posizione dei chiodi era quella originale non essendovi traccia di altri fori di chiodi.<br />
Questo ci permette di affermare che la porta è stata smontata per la prima volta da noi, dopo tre, quasi quattrocento, anni dalla sua costruzione.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-porta-del-periodo-barocco/">Restauro di una porta con intagli</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Restauro di una coppia di statue lignee</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-coppia-di-statue-lignee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2018 20:46:44 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1073</guid>

					<description><![CDATA[<p>Restauro di una coppia di statue lignee</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/jfW7Xl0LFZA?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-coppia-di-statue-lignee/">Restauro di una coppia di statue lignee</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<p class="p1">Ci è stato proposto il restauro di una coppia di statue lignee &#8220;veneziane&#8221;, tue piccoli mori reggi torciere del secolo XVIII. Le loro condizioni di conservazione erano problematiche.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Le due sculture lignee sono raffigurate in piedi su due basi quadrate a forma di finta roccia dipinta con vernice argentata. Poggiano su basamenti, a forma di capitello schiacciato con semplici modanature a voluta, ricoperti da una colorazione nera grassa a base di bitume. </span><span class="s1">Le due statue hanno i capelli e l’incarnato coperti di una vernice nera lucida. </span><span class="s1">La testa è avvolta in un turbante giallo con una leggera decorazione a stampino.<br />
</span><span class="s1">Le figure, in posa frontale, accennano un movimento di torsione accentuato dall’aggetto del ginocchio e dalla posizione arretrata del piede dal lato del torciere e sottolineato dall’avanzamento della spalla opposta e dal panneggio dell’abito.</span><span class="s1">La tunica è fissata da una broche sulla spalla più arretrata, lasciando scoperta l’altra, è rimboccata alla vita e si apre a ventaglio tramite due spacchi; l’uno aperto, lascia scoperta tutta la gamba, mentre l’altro è fermato ad asola da un&#8217;altra broche sopra il ginocchio aggettante. Il pannello centrale della tunica ricade al centro e fornisce un terzo punto d’ appoggio alla figura.</span><span class="s1">Le tuniche sono a doppia faccia, l’esterno rosa acceso con interno verde perla Statua 1, color lilla con interno verde perla Statua 2. Le tuniche presentano lungo il bordo interno ed esterno una sottile decorazione dorata a stampino, applicata su fondo nero. Una decorazione con la stessa tecnica, ma a forma di fiore stilizzato e di dimensioni maggiori, è presente ad intervalli regolari sulla parte esterna del manto.</span><span class="s1">Il braccio più arretrato avvolge un torciere a costoloni tortili, che presenta sull’estremità superiore una cavità, mentre la parte inferiore è adornata da fogliame ed un grappolo d’uva. Su di esso posteriormente s’innesta un elemento a forma di fune che corre sul retro della statua e sbocca sul lato opposto attorcigliandosi intorno alla mano.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per prima cosa abbiamo documentato con fotografie lo stato di conservazione delle due figure. Quindi le abbiamo sottoposte ad una attenta analisi visiva, volta a rilevarne la tecnica esecutiva e lo stato di conservazione.<br />
</span><span class="s1">Le tuniche erano ricoperte da cera pigmentata con del bitume e presentavano delle ridipinture e due ampie zone in cui lo strato pittorico era impregnato in profondità da una sostanza oleosa grigiastra. Sulla piega in basso del panneggio centrale tra i piedi del Moro 1 c’era una prova di pulitura, che aveva messo a nudo la doratura sottostante, mascherata poi con della cera pigmentata. </span>Le tuniche presentavano varie lacune, sollevamenti e numerose fessurazioni, tra cui una molto ampia, che correva lungo tutto il fronte all’altezza della vita e proseguiva in parte sul retro .<br />
<span class="s1">Gli elementi a forma di fune ed i torcieri erano ricoperti da uno spesso strato di porporina.<br />
</span>L’incarnato era ricoperto da una vernice nera lucida, applicata in maniera piuttosto maldestra, con numerose colature, irregolarità e sollevamenti della superficie. Il suo cattivo stato di conservazione, unito alla scadente qualità della vernice, escludeva un intervento di semplice rifissaggio dello strato pittorico e della preparazione. <span class="s1">D’accordo con la committenza si è deciso di aprire una finestra per mettere in evidenza la successione degli strati ed indagare sul loro stato di conservazione.<br />
</span><span class="s1">Abbiamo quindi iniziato aprendo un piccolo tassello sulla parte alta del braccio sinistro.L</span>o strato inferiore era costituito da uno smalto color rosa confetto con una superficie molto rigata ed irregolare.<br />
<span class="s1">In questo modo è stato possibile determinare la sequenza stratigrafica che comprendeva 5 livelli:</span></p>
<ul class="ul1">
<li class="li1"><span class="s1">Livello<span class="Apple-converted-space">  </span>0 legno.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 1a strato sottile di preparazione.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 1b strato sottilissimo d’incarnato rosato ben lavorato, ma presente solo a livello di frammenti.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 1c strato di colla animale chiara (colla di pelle).</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 2 strato sottile e ben lavorato con una tonalità più fredda.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 3 spesso strato di colla animale scura (colla d’ossa) stesa uniformemente, con l’aggiunta di un eccipiente in alcune zone.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 4 spesso strato di pittura a smalto color rosa confetto.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Livello 5 colore a vernice nero.</span></li>
</ul>
<p class="p1"><span class="s1">Da ciò può dedurre che le due sculture, nate come angeli, sono state trasformate in mori in occasione dell’ultimo intervento.</span></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-coppia-di-statue-lignee/">Restauro di una coppia di statue lignee</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Credenzone con alzata</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/credenzone-con-alzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 13:10:10 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=992</guid>

					<description><![CDATA[<p>Grande credenza della fine del cinquecento in massello di noce. Probabilmente destinata ad una sagrestia.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/fifuM_Zyikg?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/credenzone-con-alzata/">Credenzone con alzata</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande credenza della fine del cinquecento in massello di noce. Probabilmente destinata ad una sagrestia aveva grandi cassetti per riporre gli abiti talari nella parte bassa dietro le portelle, mentre nella parte alta venivano conservati i calici per la messa.<br />
Per il tipo di intaglio che la decora è probabilmente di provenienza lombarda, forse bergamasca.<br />
La parte alta è costituita da tre portelle con al centro intarsi di ebano e acero, segati a pacchetto con seghetto ad arco. Le cornici che li circondano sono tipicamente barocche sia per la forma sia per il perimetro che delimitano.<br />
Le tre portelle sono separate da quattro cariatidi con testa di putto scolpite con grande perizia ad alto rilievo.<br />
Sopra le portelle vi è un vano a cui si accede sollevando il piano superiore grazie al lavoro di tre gangherelle.<br />
La base è imponente, con un grande piano e due portelle che si aprono totalmente su cardini con fulcro esterno. Tra il piano e le portelle vi è un grande cassetto che ha ai lati due mascheroni.<br />
Le portelle sono ripartite con una campitura centrale intarsiata, delimitata da grandi cornici e riquadrata da listelli di noce. Accanto lateralmente verso l’esterno vi è una campitura ad andatura verticale segnata da piccole cornici che simulano dei montanti, che di solito qui insistono nei mobili con apertura delle portelle non totale.<br />
I fianchi son costituiti da due assi ed hanno funzione portante. Alla base corre un grande cornicione.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong><br />
Il mobile è arrivato in laboratorio con un aspetto scuro e un precario equilibrio delle varie parti. E’ presto risultato evidente che il mobile ha subito intorno agli anni 50 60 del Novecento un restauro economico fatto in velocità.<br />
Molte parti erano assemblate senza precisione, usando chiodi per assicurare la tenuta, mentre la colla veniva data in abbondanza su due parti di legno che non collimavano. Le riparazioni purtroppo inevitabili in mobili così antichi erano state fatte con tasselli inseriti a forza e dove restavano delle zone indetermitate dello stucco colorato a base gesso riempiva i vuoti.<br />
Nelle cornici sotto al cassetto e nel cornicione di base gli interventi sono stati particolramente numerosi e molto approssimativi.<br />
I fianchi avevano una fenditura di quasi due centimetri tra le due assi che li costituiscono, in parte chiusa con un listello di noce.<br />
Le riparazioni sugli intarsi erano per la maggior parte in stucco, tranne alcuni punti in cui era stata ripristinata la filettatura di acero.<br />
I cardini della portella di destra avevano indebolito il legno per cui erano stati necessari due tasselli, uno dei quali, il più grande e il più basso, non aderiva più al piano e stonava per scelta di legno.<br />
Il fondo del cassetto aveva subito un calo come normale nel legno di manufatti antichi, solo che la fenditura era stata riparata mettendo delle squadrette di ferro e chiodi che hanno costretto il fronte del cassetto ad incurvarsi.<br />
Secondo noi il mobile durante questo restauro è stato totalmente smontato. Nel rimontarlo non sono state prese con attenzione le misure per cui ancora adesso si può vedere il piano del fondo della credenza montato non orizzontalmente. Anche i fianchi e la schiena erano stati montati “a occhio”.<br />
Qualche tarlo è presente nelle parti nuove del cornicione e nelle parti in legno dolce. Non ci sembra tuttavia pericoloso.<br />
Infine il mobile era molto scuro per una colorazione a base di terra di Kassel. La finitura era una rustica gommalacca data a pennello. Tutte le parti interne del mobile erano molto sporche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/credenzone-con-alzata/">Credenzone con alzata</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cassettiera intagliata</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/planetario-copia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 13:10:09 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=989</guid>

					<description><![CDATA[<p>Piccola cassettiera in massello di noce. Il mobile ha tre cassetti riquadrati da piccole cornici fatte con tarabiscot. Il fronte dei cassetti è scandito da due campiture quadrate bugnate e intagliate con foglie e fiori.</p>
<p>&#160;</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/U3c2FaHorno?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/planetario-copia/">Cassettiera intagliata</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Piccola cassettiera in massello di noce. Il mobile ha tre cassetti riquadrati da piccole cornici fatte con tarabiscot. Il fronte dei cassetti è scandito da due campiture quadrate bugnate e intagliate con foglie e fiori.<br />
I due fianchi hanno funzione portante e sono ricavati da un’asse unica. La loro base è delimitata da un cornicione che gira anche intorno al fronte. Due gambe a mensola intagliate con piccole squadrette di appoggio sostengono il fronte. Sono una copia ben integrata delle gambe originali.<br />
Anche il piano superiore è costituito da una unica asse di noce massello.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong><br />
Il mobile è ben conservato. Solo due tasselli nel cornicione e i pomelli cambiati e leggermente spostati rispetto alla loro sede originale. Delle gambe si è detto sopra. La serratura è originale. La tinta e la finitura con cui è arrivato in laboratorio è recente e tipica del mercato antiquariale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/planetario-copia/">Cassettiera intagliata</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
