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	<title>intarsi Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<description>Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Jul 2025 14:57:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>intarsi Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<item>
		<title>Cassettiera veneta del  ‘600 in noce</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/cassettiera-veneta-del-600-in-noce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2023 22:02:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccolo cassettone in noce con motivi ornamentali tipicamente veneti.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/ihmkLQm3Ezk?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
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<div class="column">
<p><strong>Descrizione<br />
</strong>Piccolo cassettone in noce con motivi ornamentali tipicamente veneti. Il fronte è scandito  da eleganti formelle in massello  che risaltano sulle lastronature. Esiste al  Museo Civico di Belluno un mobiletto a tre cassetti del tutto simile per lavorazione e misure, integro (vedi ultima diapositiva). Quello che abbiamo restaurato ha subito degli adattamenti nel tempo il principale probabilmente per la perdita del terzo cassetto e di conseguenza è stato montato su un quattro gambe tornite. Il piano superiore in massello di noce è coevo, originariamente proviene da una cassapanca perché sono presenti tracce di una lancia centrale per serratura.</p>
<p><strong>Stato di conservazione<br />
</strong></p>
<p>Il piano superiore aveva delle lunghe sbrecciature causate dai chiodi che lo fissavano alla struttura e ne impedivano i movimenti. Anche nei fianchi  vi erano fenditure dovute a ritiro del legno. Alcune parti del mobile erano molto indebolite da danni di insetti xilofagi.</p>
<p><b>Lavori eseguiti<br />
</b><strong>Interventi di riparazione<br />
</strong>Sono stati eseguiti gli incollaggi necessari per riposizionare i pezzi staccati. Si è utilizzata esclusivamente colla a caldo proteica, come è stato fatto al momento della costruzione.<br />
Le fessure dovute al naturale calo dimensionale del legno sono state chiuse incollando nella parte interna della tela in modo che possa seguire e limitare i movimenti del legno.<br />
I chiodi recenti utilizzati per assicurare il mobile sui nuovi sostegni sono stati sostituiti con viti. Queste sono state montate in modo tale che possano assecondare i naturali movimenti del legno.</p>
<p><b>Interventi di pulizia<br />
</b>I vari strati di verniciatura presenti sono stati sciolti con impacchi adeguati..<br />
<span style="background-color: #ffffff; color: #333333;">La colorazione scura è stata rimossa senza levigare la superficie del legno.</span></p>
<p><b>Interventi sulla finitura<br />
</b>E’ stata eseguita una finitura a base cera secondo le indicazioni di Roubo in “L’art du Menusieur” (Parigi 1770).<br />
Le stuccature sono state eseguite con stick di cera dura colorata di autoproduzione.<br />
Le adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli e fiele di bue.</p>
<p><strong>Interventi di disinfestazione<br />
</strong>Il mobile è stato trattato con antitarlo a base di permetrina<strong></p>
<p></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sedia basculante da ufficio</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/sedia-basculante-da-ufficio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2023 15:09:30 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1583</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sedia da ufficio della prima metà del 1900.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/qo2WiFat8g0?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>Descrizione<br />
</strong>Sedia da ufficio del secondo quarto del 1900. Un meccanismo in ferro permette la regolazione della seduta in altezza, la sua rotazione e una controllata possibilità di basculare.</p>
<p><strong>Stato di conservazione<br />
</strong>Il manufatto è arrivato in laboratorio  con la verniciatura usurata e con una trasparenza compromessa. Il bracciolo sinistro non era più ben assicurato dalla vite originale al montante dello schienale. Una rottura parziale di una gamba comprometteva la stabilità della sedia.</p>
<p><b>Lavori eseguiti<br />
</b><strong>Interventi di riparazione<br />
</strong><span style="background-color: #ffffff; color: #333333;">Sono state sostituite le 3 vecchie viti del bracciolo sinistro. Per farlo è stato necessario rimuovere i tasselli rotondi che le nascondevano e poi ricostruiti.<br />
</span>Anche le viti che assicurano la seduta al meccanismo sono state sostituite.<br />
La rottura della gamba è stata ricomposta e sostituendo la vite abbiamo diminuito le possibilità che la rottura si ripeta.</p>
<p><b>Interventi di pulizia<br />
</b>La vernice sintetica di tonalità gialla presente su tutto il mobile è stata rimossa con impacchi di solventi adeguati.<br />
Il cuoio è stato pulito e nutrito.<br />
Le borchie in ottone sono state pulite e parzialmente lucidate.</p>
<p><b>Interventi sulla finitura</b><br />
E’ stata eseguita una finitura  a tampone con gommalacca chiara decerata.<br />
Le adeguazioni cromatiche sono state fatte con acquarelli.</p>
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		<item>
		<title>Pettiniera intarsiata &#8220;Boulle&#8221;</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/pettiniera-intarsiata-boulle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 15:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di una pettiniera francese intarsiata "Boulle" del II Impero</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/9R_FKoENxTo?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
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<div class="column">
<p><strong>Descrizione</strong><br />
Pettiniera francese II Impero intarsiata alla maniera di André-Charles Boulle con fondo in tartaruga rossa, arabeschi in ottone e struttura in legno ebanizzato.  Si tratta di un tavolino con gambe a sciabola con il piano rialzabile con sotto uno specchio, un vano portaoggetti.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<ul>
<li>Il manufatto è arrivato in laboratorio in condizioni complicate. Mobili con questo tipo di intarsi hanno bisogno di essere curati sempre con attenzione per tenere insieme materiali molto differenti. In questo caso c’erano numerosi stacchi di filetti di ottone che non sono stati messi in sicurezza. Alcuni lunghi decine di centimetri si erano attorcigliati e piegati. Con altri si era tentato di incollarli con un collante cianoacrilico riempendo sia la tessera sia la sede. Nella documentazione fotografica ci si può rendere conto della complessità della situazione. Solo in un punto un intarsio era stato fissato con un chiodino a testa larga bucando l’ottone. Nonostante la rozzezza dell’intervento questo ancora adesso porta avanti bene il suo lavoro. Inoltre erano andate perse circa quindici tessere di ottone.<br />
Questi danni erano concentrati sul piano del tavolino, nei fianchi si erano staccati solo  tre filetti piuttosto lunghi di ottone. Durante un trasloco si era staccata una gamba in parte cedendo lungo l’incollatura, in parte per rottura del legno.<br />
L’interno del cassetto era in perfetto stato di conservazione con la lucidatura a gommalacca originale.</li>
<li><b>Lavori eseguiti</b><br />
Interventi di ricostruzione<br />
• Per prima cosa abbiamo tolto tutti i residui di collanti dalle sedi degli intarsi e dal retro delle tessere. Ci siamo serviti di lenti di ingrandimento per eseguire un lavoro minuzioso.<br />
• L’incollaggio è stato eseguito con una colla proteica e biette riscaldate .<br />
• Le tessere in ottone mancanti sono state segate a mano secondo il disegno ricavato dalla sede e incollate come le precedenti.<br />
• La gamba è stata incollata nella sua sede con colla proteica, operazione ripetuta nelle altre gambe dove la nuova collaha integrato quella  originale.</li>
<li><b>Interventi di pulizia</b><br />
• Tutto il tavolino è stato pulito cercando di conservare i residui di verniciatura alla gommalacca originali.<br />
• Rimossi gli interventi di integrazione non coevi alla costruzione.</li>
<li><b>Interventi sulla finitura</b><br />
• E’ stata eseguita una finitura a poro chiuso con gommalacca chiara decerata, secondo le indicazioni che abbiamo ricavato dall’interno del cassetto<br />
• La colorazione nera è stata integrata dove necessario.<br />
• Le altre adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli.</li>
</ul>
</div>
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</div>
</div>
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</div>
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		<item>
		<title>Angolare in noce</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/angolare-in-noce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 21:36:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di un cantonale in noce</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/aperI1kO83g?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Piccolo angolare in massello di noce del primo quarto dell’Ottocento. La portella è anch’essa in massello di noce con una specchiatura fiammeggiata aperta a libro. Questo particolare viene esaltato dal fatto di essere costituito da tre pezzi assemblati lungo due linee di unione curve della fiamma<br />
Lungo il bordo superiore corre una cornice di radica di noce disposta perpendicolarmente rispetto allo sviluppo della cornice. Il bordo inferiore é costituito da una cornice liscia abbellita da un intarsio alla certosina, ovvero degli incavi nel massello con inseriti degli elementi tagliati in precedenza. In questo caso la decorazione consiste in una serie di scudi con ai lati dei piccoli cerchi. La schiena è in legno dolce.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<p>Il mobile era verniciato con una gommalacca scura stesa su un turapori sintetico. Di conseguenza aveva una tonalità omogenea che da una parte copriva le imperfezioni dovute all’età e ai numerosi interventi di restauro, ma dall’altra nascondeva il gioco di contrasto delle venature e dell’intarsio. C’erano numerosi buchi di tarli. L’interno era rivestito con una carta incollata con colla vinilica per mascherare la sostituzione di alcune assi delle schiene. Il piano interno inferiore aveva numerosi problemi dovuti a tarli, a troppi chiodi e ad una sistemazione grossolana della gamba posteriore .</p>
</div>
<div class="column">
<p><strong>Interventi di ricostruzione</strong></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Ricostruita una parte del piano interno inferiore.</li>
<li>Eliminato l’eccesso di chiodi sostituiti, ove necessario, con viti.</li>
<li>Ricostruita la gamba posteriore, rinforzata con un gattello fissato sulle schiene.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><strong>Interventi di pulizia</strong></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>E’ stata sciolta la gommalacca con solvente idoneo.</li>
<li>Il turapori per quanto possibile è stato asportato con decapante neutro.</li>
<li>La carta interna è stata staccata con impacchi di acqua tiepida e la colla vinilica con raschietti e acqua tiepida.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
Interventi di disinfestazione</strong></p>
<p>• Il mobile é stato trattato con antitarlo a base di permetrina.</p>
<p><strong>Interventi sulla finitura</strong></p>
<p>• Per le parti in noce è stata eseguita una finitura a base di cera a poro chiuso secondo le indicazioni di Roubo in “L’art du Menusieur” Parigi 1770.</p>
<ul>
<li> Le stuccature sono state eseguite con stick di cera colorata.</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Restauro di un mobile olandese intarsiato</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-un-mobile-olandese-intarsiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 11:59:57 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1521</guid>

					<description><![CDATA[<p>Restauro di un mobile olandese intarsiato<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/oqeBa_VYtZs?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1"><strong>Descrizione</strong></p>
<p class="p2">Comò a rullo olandese della fine del ‘700 in mogano riccamente intarsiato in acero sul fronte e sui lati. Alcune delle tessere in acero mostrano ancora una colorazione verde.Presenta tre cassetti nella parte inferiore e la parte superiore è composta da rullo con all&#8217;interno cassettini, vani a giorno e piano estraibile anch&#8217;essi intarsiati.</p>
<p class="p1"><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<p class="p2">Il manufatto è arrivato in laboratorio in cattive condizioni dopo un periodo di messa in disparte. Il meccanismo di apertura della calatoia era bloccato, il piano scorrevole imbarcato, fessurato e con lo scarabattolo centrale appoggiato al piano invece che sollevato. I cassetti erano ricoperti di carta incollata, con rotture nelle sponde e gli scorrevoli consumati. La schiena aveva perso i suoi incastri ed era tenuta insieme da tela. Rotture nelle gambe. Numerosi sollevamenti della cartella e mancanze soprattutto lungo i bordi. Tracce di numerosi e sbrigativi restauri, che in alcuni casi hanno ridotto la cartella a spessori infinitesimali, soprattutto nei traversi sotto i cassetti.</p>
<p class="p3"><strong>2019 LAVORI ESEGUITI</strong></p>
<p class="p2">• ricostruzione della schiena e dei suoi incastri<br />
• ricostruzione piano estraibile suo consolidamento e raddrizzamento con listelli a coda di rondine per il verso della profondità, senza uso di colla<br />
• ricostruzione del rullo e messa a punto del suo meccanismo<br />
• consolidamento delle gambe</p>
<p class="p4"><strong>2021 LAVORI ESEGUITI</strong></p>
<p class="p4">• smontaggio completo dei cassetti<br />
• compensazione del calo del legno dei fondi<br />
• eliminazione dei chiodi in posizione sbagliata<br />
• ricostruzione degli scorrevoli, ricostruzione degli intarsi laterali in mogano del fronte dei cassetti<br />
• Incollaggio di tutti i sollevamenti degli intarsi mediante iniezioni di colla proteica a caldo e serraggio con biette riscaldate (circa 350)<br />
• integrazione delle lacune degli intarsi in mogano, circa 90<br />
• integrazione di una foglia di intarsio in acero su un fianco in basso<br />
• sistemazione delle gambe<br />
• sostituzione sul fianco sinistro della cornice piatta in quercia (incongrua) con una in mogano come da originale nell&#8217;altro fianco.</p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Scarabattolo</strong><br />
</span>• ricostruzione del fondo della nicchia centrale, integrazione delle lacune e del foro della chiave della portella centrale.<br />
• <span class="s1">sistemazione dei fermi dei cassettini.<br />
• </span><span class="s1">riposizionamento dello scarabattolo nello chassis e rifissaggio nei due fori anteriori con le viti originali, mentre nel retro è stato fissato con sei piccole viti su due blocchi nuovi, costruiti a misura, per sollevarlo e permettere una facile estrazione del piano di scrittura.<br />
• </span><span class="s1">dove possibile lo chassis è stato consolidato lungo le linee di ritiro del legno mediante incollaggio di tela speciale con colla proteica a caldo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Finiture</strong><br />
</span><span class="s1">• rimozione della vecchia vernice e delle colorazioni alterate.<br />
• </span><span class="s1">i listelli che corrono lungo il bordo posteriore dei fianchi e lungo il piccolo piano superiore, sostituiti<span class="Apple-converted-space">  </span>in precedenti restauri con legno di mogano di colore decisamente troppo scuro, sono stati decolorati per ossidoriduzione fino ad una loro integrazione.<br />
• </span><span class="s1">ove necessario il colore dei tasselli è stato armonizzato con ritocchi pittorici ad acquerello.<br />
</span><span class="s1">• </span><span class="s1">lucidatura a gommalacca chiara decerata con chiusura dei pori con pomice.</span></p>
<p><strong>Ferramenta</strong><br />
• <span class="s1">fatte tre saldature su due maniglie dei cassetti.<br />
• </span><span class="s1">le maniglie dei cassetti ed i pomelli sono stati puliti conservando le sfumature della patina del tempo.<br />
• </span><span class="s1">le tre serrature dei cassetti sono state pulite, oliate e messe in funzione ricostruendo una chiave che le apre tutte.<br />
• </span><span class="s1">Il piano di scrittura in panno verde è stato rimosso e sostituito con cuoio a concia naturale.</span></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lucidatura a gommalacca di una porta</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/lucidatura-a-gommalacca-di-una-porta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 10:40:23 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1503</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lucidatura di una porta in noce dell'inizio dell'Ottocento<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/HBQCxyfk810?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1"><strong><span class="s1">Descrizione e stato di conservazione</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Una di un gruppo di porte in noce della prima metà dell’Ottocento. La lucidatura alla gommalacca esistente era stata danneggiata dai graffi di un cucciolo. La porta presenta un<span class="Apple-converted-space">  </span>intarsio che corre ai margini della campitura centrale della facciata A. La decorazione è in filetto di acero e tessere di bois de rose con venature disposte perpendicolarmente allo sviluppo.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Aveva inoltre una rottura all’altezza della moderna serratura ad incasso.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">I cardini sono originali, in ferro forgiato ed eccentrici come d’uso nei palazzi storici, dove il pavimento posato su travi in legno non poteva essere in bolla</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Lungo i bordi<span class="Apple-converted-space">  </span>piccoli tasselli per compensare lacune dovute all’uso e al tempo. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Sotto alla vecchia lucidatura una leggera tinteggiatura a base di mordente alla terra di Kassel.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Le maniglie sono in ottone fuso in stampi di terra. Sono in ottimo accordo con le porte, potrebbero essere originali, alla loro base tasselli recenti.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Le bocchette della chiave sono in ottone tornito.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Intervento di restauro</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Abbiamo incollato la rottura accanto la serratura.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Abbiamo rimosso la vernice graffiata e dove necessario abbiamo dovuto anche asportare del legno, limitandoci al minimo necessario per mitigare le graffiature. L’operazione ha interessato i 2/3 della campitura centrale<span class="Apple-converted-space">  </span>e parte del montante esterno della facciata A,<span class="Apple-converted-space">  </span>e la parte fortemente segnata da due strisciature della facciata B. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Pulito la parte restante di<span class="Apple-converted-space">  </span>vecchia gommalacca rimuovendo sovrapposizioni e rinnovando la superficie con alcol<span class="Apple-converted-space">  </span>e pomice.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"> Le altre parti da noi toccate per le riparazioni sono state preparate chiudendo i pori del noce con pomice e gommalacca. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Ottenuto uno strato di colore e di consistenza simile alla gommalacca presente abbiamo proceduto a rinnovare l’intera superficie della porta.</span></p>
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		<title>Monetiere da tavolo in ebano, avorio e tartaruga</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/monetiere-da-tavolo-in-ebano-avorio-tartaruga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2020 20:19:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Monetiere da tavolo in ebano e palissandro con intarsi di tartaruga e avorio .<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/mdaeZz8cSiU?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<p><strong>DESCRIZIONE</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Monetiere seicentesco in ebano, palissandro e intarsi di avorio e tartaruga.<br />
</span><span class="s1">Una fila di 4 cassettini a destra e una a sinistra circondano un arco spezzato sorretto da due colonne con capitelli corinzi. I capitelli e le basi delle due colonne sono in argento e realizzati con fusione a cera persa. In un lato delle basi è visibile la punzonatura dell’orafo. Le due colonne sono completamente lastronata in tartaruga.<br />
</span><span class="s1">Tra le due colonne vi è un vano il cui pavimento è costituito da una fuga prospettica di rombi bianchi e neri in avorio ed ebano. Il soffitto è in palissandro e le pareti sono costituite da specchi di vetro all’amalgama di mercurio. Il vano può essere rimosso e dare accesso a un piccolo “segreto”.<br />
</span><span class="s1">Sopra e sotto al vano vi sono due cassettini il cui fronte è costituito l’uno dall’arco spezzato e l’altro dalla base delle colonne.<br />
</span><span class="s1">I cassettini laterali hanno una campitura centrale in tartaruga compartimentata in tre aree delimitate da due listelli a semiarco in avorio, la campitura è circondata da listelli in avorio e il tutto è<span class="Apple-converted-space">  </span>circondato da<span class="Apple-converted-space">  </span>cornici ondulate in ebano. Al centro un piccolo pomello in legno tornito.<br />
</span><span class="s1">I due fianchi e il piano superiore sono incartellati con due fogli di palissandro aperto a libro.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">STATO DI CONSERVAZIONE</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il manufatto è arrivato in laboratorio dopo un lungo periodo di messa in disparte. Molti pezzi si erano staccati, ma conservati dai proprietari, purtroppo alcuni mancavano. In particolare mancavano sei piccole cornici intorno agli archi ed una delle cornici dorate del vano centrale. Queste lacune e i piccoli traumi sono da attribuire alla complessità della struttura architettonica e all’uso dei cassetti centrali e del segreto.<span class="Apple-converted-space">  </span>Il palissandro aveva due piccole lacune nei bordi posteriori e una nella lastronatura di ebano. Le cornici dei cassettini centrali sono la parte più complessa e delicata, Già in precedenza sono stati eseguiti interventi di reintegrazione.<br />
</span><span class="s1">I manufatti lignei con secoli di vita hanno ritiri dimensionali del legno: nel monetiere sono osservabili nel rilievo che hanno ora le code di rondine che tengono insieme la struttura.<br />
</span><span class="s1">La schiena ritirandosi aveva piegato i chiodi che la fissavano e in alcuni punti rotto la sede che li riceveva.</span></p>
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		<title>Scrittoio a ribalta, XVIII secolo, Italia centrale</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/scrittoio-a-ribalta-xviii-secolo-italia-centrale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 21:52:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccolo scrittoio della seconda metà del Settecento, Italia centrale.<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/CyTEDc31WAs?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<p class="p1"><span class="s1">Scrittoio a ribalta, lastronato in<span class="Apple-converted-space">  </span>legno di noce, radica di noce e filetti di acero. Ornato di intarsi a motivi geometrici mistilinei, mosso nei fianchi e nella parte superiore. Italia centrale , XVIII secolo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Cm 95 x 100 x 50</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">STATO DI CONSERVAZIONE</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Buono, ad eccezione delle gambe. Una era spezzata a circa un terzo della sua altezza. Abbiamo rilevato inoltre segni di restauro alla base di tutte le gambe con tracce di colla vinilica.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Mancavano due tessere di noce rispettivamente sulla schiena e su una gamba. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nel corso del restauro abbiamo trovato che alcune tessere di piccole dimensioni erano state sostituite scegliendo del legno di noce dalla venatura compatibile<span class="Apple-converted-space">  </span>con quella contigua. Solo le tessere al centro del profilo anteriore in alto in corrispondenza della serratura della ribalta<span class="Apple-converted-space">  </span>stonavano perché non erano in radica di noce e per questo le<span class="Apple-converted-space">  </span>abbiamo sostituite.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Numerose tessere erano parzialmente scollate come si riscontra spesso nei mobili incartellati a causa della cristallizzazione della colla e dei movimenti del legno.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dal punto di vista estetico l&#8217;aspetto del mobile era completamente falsato: appariva<span class="Apple-converted-space">  </span>troppo lucido e con una colorazione scura che rendeva poco leggibili le differenze e le sfumature cromatiche dei vari legni e particolarmente i giochi di rifrazione delle radiche. Questo era dovuto alla verniciatura a gommalacca anziché a cera<span class="Apple-converted-space">  </span>e ad una mordenzatura scura a base di terra di Kassel che appiattiva l’insieme. In alcuni punti vi sono tracce di una pesante levigatura, probabilmente eseguita nel momento in cui la finitura del mobile è stata cambiata passando alla gommalacca. Il tono generale del mobile risultava quindi appiattito sul marrone scuro.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">I cassettini interni avevano i fondi fessurati a causa del naturale ritiro del legno.</span></p>
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		<title>Cassettone barocco con ribalta tirolese</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/cassettone-con-ribalta-tirolese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 23:00:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><span class="s1">Cassettone con ribalta del Settecento, di impronta tirolese, incartellato e intarsiato</span><br />
src=<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/yCjzwx7zU3M" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
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<div class="column">
<p>Cassettone con ribalta del Settecento, di impronta tirolese, incartellato e intarsiato. E&#8217; costituito da due corpi, il cassettone con ribalta e da un castelletto con tre cassetti, posto nella parte superiore, dietro la ribalta. I due corpi sono uniti mediante due viti in ferro battuto filettato a mano, strette con due galletti, anch&#8217;essi forgiati a mano.<br />
Il corpo del cassettone ha fronte e fianchi curvilinei. Il fronte è scandito da tre grandi cassetti, sopra vi è la ribalta a trapezio convessa, che poggia su una fascia curvilinea, e ai lati due spalle sullo stesso piano convergenti verso il centro. Alla base delle spalle vi sono due piccoli cassetti con il fronte concavo.<br />
Aperta la ribalta vi è un cassetto centrale convesso, dietro al quale si accede al vano dei cassettini segreti (sei in tutto più quattro vani).<br />
Sopra la ribalta vi è il piccolo corpo separabile dei tre cassettini, che hanno il fronte rettilineo e rispecchiano le proporzioni della ribalta e le sue spalle. Sono quindi più piccoli quelli ai lati ,circa 1/3 di quello grande centrale.<br />
Il mobile è completamente incartellato e intarsiato con legni di varie essenze, secondo un disegno tipo che si ripete nelle varie parti con piccole variazioni:<br />
esternamente vi è sempre una incorniciatura di legno di noce con venature regolari disposte perpendicolarmente rispetto all&#8217;andamento del disegno; segue una filettatura di vari legni (acero-ciliegio-acero), i cui angoli sono tagliati e arrotondati verso l&#8217;interno, una campitura centrale in radica di noce aperta con simmetria a &#8220;leporello&#8221;, scandita da motivi curvilinei in legno chiaro (acero).<br />
Nei cassettini sopra la ribalta, all&#8217;interno e all&#8217;esterno della ribalta, nelle spalle e nei loro cassetti, nella fascia sotto la ribalta, l&#8217;incartellatura segue lo schema precedente senza i motivi curvilinei interni alla radica.<br />
Nei cassetti grandi lo schema è ripetuto ma la scansione della filettatura forma tre rettangoli, che ripetono la ripartizione spalla destra-ribalta-spalla sinistra e danno l&#8217;illusione di tre cassetti, due piccoli ai lati e uno grande centrale. Il disegno è perfetto, perché dove vi è la giunzione con due filettature parallele, vi è anche il cambiamento di curva del profilo del cassetto. Inoltre i due falsi cassettini laterali sono decorati con un motivo a stella, quello centrale da tre coppie di motivi curvilinei a simmetria centrale, corrispondenti ai due pomelli e alla toppa centrale.<br />
Nei fianchi corrispondenti ai cassetti abbiamo una leggera variazione a livello di filettatura, gli angoli sono tagliati in maniera diritta, poi vi è una fascia di radica chiara (frassino), una filettatura chiara leggermente curvilinea, quindi una campitura in radica di noce aperta con simmetria sugli assi ortogonali.<br />
Le traverse dei cassetti, le cornici intorno al corpo dei cassetti e alla cassettiera sopra la ribalta sono in legno di frutto (ciliegio o pero) arrotondato.<br />
Il cornicione alla base è dello stesso legno.<br />
Le gambe seguono il disegno del cornicione, si integrano bene, ma non sono originali. Vi erano delle gambe tornite, probabilmente a cipolla molto schiacciata.<br />
I pomelli ed i copriserratura sono originali.<br />
Dimensioni: h 115, lunghezza 135, larghezza 63.</p>
<div class="page" title="Page 5">
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<div class="column">
<p>Stato di conservazione</p>
<p>Ottimo. Il mobile è integro, con l&#8217;eccezione delle gambe. Nel corso del restauro abbiamo trovato alcuni tasselli qua e là, quasi sempre ben realizzati, più ampi sui fianchi dove il mobile è a contatto del muro.<br />
L&#8217;aspetto era comunque troppo lucido, perché il mobile era stato verniciato alla gommalacca. In molti punti vi erano tracce di una pesante levigatura, che aveva lasciato molti strisci in senso contrario alle venature, probabilmente eseguita nel momento in cui la finitura del mobile è stata cambiata passando alla gommalacca. La verniciatura alla gommalacca rendeva poco leggibili le differenze e le sfumature cromatiche dei vari legni e particolarmente delle radiche. Il tono generale del mobile risultava quindi appiattito sul rossiccio.<br />
Due pomelli non erano originali, uno era già una copia, l&#8217;altro aveva un disegno un po&#8217; differente. Mancava una rondella di decorazione.<br />
Gli interni dei cassetti erano tutti foderati con della carta falso-antica.<br />
Gli scorrevoli dei cassetti grandi interni al mobile erano molto consumati.</p>
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<div class="column">
<p>Scelte di restauro</p>
<p>In questo caso il nostro intervento è stato essenzialmente un restauro di tipo estetico.<br />
La verniciatura alla gommalacca a tampone infatti è un tipo di verniciatura che ha preso piede soltanto agli inizi dell&#8217;800. Prima, la verniciatura dei mobili importanti, era fatta essenzialmente a cera. Fatto che si trova documentato in diverse fonti, tra le quali :J. A. Roubo &#8220;Le menuisier ebeniste&#8221;, Parigi 1772.</p>
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<p class="p1">Lavori eseguiti</p>
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<div class="column">
<p>Falegnameria<br />
&#8211;  Abbiamo eseguito pochi lavori di falegnameria, in tutto tre tasselli di tessere di rigatino di noce.<br />
&#8211;  Abbiamo sostituito gli scorrevoli interni, rifacendoli in legno di larice come in origine, ma fissandoli con viti al posto dei cavicchi di legno.<br />
&#8211;  Fissato una gamba.<br />
&#8211;  Incollato circa 45 tessere che si muovevano.</p>
<p>Finiture superficiali<br />
&#8211;  E&#8217; stata sciolta la vecchia vernice con un appropriato solvente.<br />
&#8211;  Le parti da verniciare sono state preparate con una apprettatura ripetuta 3 volte per ottenere una particolare grana e morbidezza. Nelle parti dove vi erano strisci di levigature precedenti l&#8217;operazione è stata molto più lunga per riportare il legno al suo aspetto originale.<br />
&#8211;  Il fondo è stato trattato con olio di noce per ottenere maggiore lucentezza.<br />
&#8211;  I fori dei tarli sono stati chiusi uno ad uno con cera colorata fusa.<br />
&#8211;  Il tutto è stato lucidato a cera chiudendo i pori del legno con pomice e lavorando la superficie a tampone.<br />
&#8211; Le parti grezze del retro sono state pulite con acqua e sapone. Sono state quindi trattate con olio ed essenza di trementina, come insettifugo.<br />
&#8211; I cassetti sono stati liberati dalla carta, quindi puliti e apprettati. Sono stati poi protetti con una vernice a base di benzoino.</p>
</div>
<div class="column">
<p>Ferramenta<br />
&#8211; Smontate tutte le maniglie e i copriserratura.<br />
&#8211; Fatta eseguire copia delle parti mancanti.<br />
&#8211; Rimontati tutti i pezzi sostituendo ai chiodi delle viti in ottone</p>
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		<title>Restauro di una scrivania</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-scrivania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2018 21:22:47 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1270</guid>

					<description><![CDATA[<p class="p1">Piccola scrivania a giorno della fine del ‘700 in cartella di ciliegio.</p>
<p>&#160;</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/zpM6MC0tV3g?rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<p>Piccola scrivania a giorno della fine del ‘700 in cartella di ciliegio incollata su di una struttura in abete. Ha gambe a sciabola, un cassetto centrale con tiretto soprastante e due portelle che celano nel vano interno tre cassetti per lato in massello di noce. Questi cassetti sono stati sicuramente aggiunti in un&#8217;epoca successiva per adattarsi alle necessità del proprietario. Lungo tutto il contorno del mobile di spigolo corre una decorazione a listelli alternati in legno di acero (o ciliegio) e di ebano creando un gioco di chiaro-scuro.</p>
<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<p>STATO DI CONSERVAZIONE</p>
<p>Il mobile è arrivato in laboratorio con vari problemi di natura diversa, alcuni dovuti al naturale invecchiamento dei materiali, come i numerosi stacchi della cartella di ciliegio e molti dovuti a interventi di restauro dozzinali. Per esempio vi erano tasselli mal rifiniti e sporgenti leggermente rispetto al piano circostante, fissati con piccoli chiodini. Alcuni di questi non si armonizzavano per il colore ed un tassello su una portella era fatto con un legno di ciliegio radicato, quindi con venature in opposizione alle originali.<br />
Anche molte tessere delle decorazioni di spigolo risultano cambiate, tanto che è difficile dire se in origine le tessere chiare erano in acero o in ciliegio, alcune erano fissate con chiodini e le tessere mancanti di ebano erano state rimpiazzate con legni colorati di nero.<br />
Il mobile aveva una vernice usurata e deteriorata. Sotto la vernice si intravedevano rigature dovute ad una levigatura grossolana.<br />
Vi erano inoltre numerosi stacchi della cartella dalla struttura sottostante, alcuni causati da un naturale movimento del legno, diverso tra cartella e supporto, dovuto a fattori climatici esterni, altri soprattutto in corrispondenza dei bordi dovuti all&#8217;uso altri nelle zone limitrofe ai chiodini di fissaggio dovuti ad un intervento di restauro sbagliato.<br />
Tutte e quattro le gambe hanno avuto nel corso del tempo degli interventi di fissaggio, perché non fanno parte della struttura del mobile ma sono inserite ad esso mediante un incastro: per renderle più solide nei precedenti interventi sono stati utilizzati sia dei chiodi sia dei cavicchi di legno inseriti diagonalmente. Per tre delle quattro gambe questo ancora oggi funziona, mentre la quarta, che da sola aveva due cavicchi e sei chiodi, era ballerina.</p>
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