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	<title>Piallaccio Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<description>Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</description>
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		<title>Bureau, cassettone con ribalta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2019 23:23:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p class="p1">Cassettone con ribalta detto comunemente bureau della seconda metà del Settecento di produzione veneta. .</p>
<p>&#160;</p>
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<p>Cassettone con ribalta detto comunemente bureau della seconda metà del Settecento. Di produzione veneta, ha tre cassetti con fronte curvilineo sormontati da una ribalta liscia Sopra la ribalta vi è un piccolo piano superiore. All’interno vi è un castelletto o scarabattolo con due coppie di cassetti separati da un vano a giorno. Sotto di esso si celano alcuni cassetti segreti accessibili facendo scivolare la parte centrale del piano interno sotto il piano del vano a giorno. I fianchi sono piatti interrotti superiormente da una piccola cornice a gola rovescia sporgente che gira intorno a tutto il mobile subito sopra il primo grande cassetto. Un cornicione mosso molto aggettante corre intorno alla base sopra le gambe anteriori a cipolla e quelle posteriori a cubetto. Tutto il mobile è ricoperto da una lastronatura formata da tessere di vari legni. Il disegno ricorrente è una cornice costituita da tessere di rigatino di noce con le vene poste perpendicolarmente rispetto allo sviluppo della cornice e una campitura centrale in radica di noce, aperta secondo una simmetria a libro. Stato di conservazione Il mobile è arrivato in laboratorio per una manutenzione ordinaria e per togliere la pesante vernice a base di gommalacca che lo ricopriva. Le tessere di cartella di legno pregiato sono incollate su uno chassis di legno dolce, in questo caso abete. La colla adoperata è una colla a caldo di origine animale detta colla forte o da falegname. Ancor oggi questa colla ha delle caratteristiche che sono superiori alle colle moderne: è tenace, !3 elastica e reversibile. Con il tempo tende a perdere parte della sua elasticità e a cristallizzare, per cui può prodursi uno stacco delle tessere. Questi stacchi oltre che dalla cristallizzazione della colla sono originati anche dai movimenti del legno delle tessere e dello chassis, che sono diversi e a volte contrastanti. E&#8217; pertanto vitale per la conservazione del mobile che le incollature vengono fatte con lo stesso tipo di colla proprio per le caratteristiche di reversibilità e di rigenerabilità. Ma inumidendola con acqua calda o con una colla identica riacquista le sue proprietà e ricomincia il suo lavoro. In questo bureau alcune tessere si erano staccate ed erano cadute, mentre molte altre erano solo parzialmente incollate al mobile. Nel precedente restauro le tessere erano state rifissate con l’ausilio di chiodi. Sempre nel precedente restauro il mobile era stato verniciato con una gommalacca molto arancione e di grande spessore. Questo tipo di vernice che si è diffuso nell’Ottocento è poco adatta a mobili incartellati con tessere di radica, perché le tessere hanno un a struttura molto nervosa che tende ai sollevamenti, mentre la verniciatura alla gomalacca richiede una superficie piana Pertanto bisogna levigare la superficie originale del mobile fino a livellare le varie tessere e la radica. In questo mobile in alcune parti la levigatura ha assottigliato talmente le tessere tanto da far trasparire lo chassis. Vedi soprattutto il piano superiore, mentre all’esterno della ribalta e all’interno del vano la levigatura ha cancellato il colore originale del mobile. Dappertutto sotto alla vernice restavano le rigature dovute all’uso di carte abrasive di grana grossolana. Per evitare di vedere questi problemi nell’intervento precedente al nostro era stata usata questa vernice spessa e poco trasparente Lo scarabattolo o castelletto interno è coevo al mobile, ma probabilmente proviene da un altro bureau. I cassettini sono stati rifatti recentemente.<br />
Lavori eseguiti<br />
 Falegnameria<br />
• Incollate tutte le tessere che si erano parzialmente staccate dallo chassis. Per fare questo abbiamo iniettato colla a caldo sotto le tessere e le abbiamo pressate con strettoi per una notte. Questa operazione ha interessato circa 130 tessere.<br />
• Sono state sostituite le tessere che si erano staccate sotto al primo cassetto perché le venature del legno di noce non concordavano con quelle delle tessere accanto • Abbiamo ricostruito la sede delle viti della ribalta procedendo anche a incollature della struttura contigua.<br />
Ferramenta<br />
• Pulito bocchette e maniglie.<br />
• Registrato incontro della serratura della ribalta.<br />
Trattamenti superficiali<br />
• Il bureau presentava una verniciatura di gommalacca, che è stata rimossa con delle pappette di cellulosa e solvente.<br />
• La superficie è stata preparata con una apprettatura a base di colla di pesce. Questa è stata ripetuta per tre volte sull&#8217;intero mobile per cancellare le tracce della levigatura grossolana precedente. E&#8217; stata fatta completamente a mano per recuperare tutto ciò che era possibile dell&#8217;aspetto originale del mobile sotto le strisciature.<br />
• Le parti in cui nel precedente restauro la levigatura era stata più intensa avevano perso completamente la patina (l&#8217;ossidazione) data dal tempo. Si è recuperata in parte questa patinatura con ripetuti interventi a base di tannini e sali metallici.<br />
• Le stuccature di piccola entità sono state fatte con stick di cera dura colorata, chiudendo i fori uno per uno e ricostruendo le parti usurate.<br />
• La finitura è stata ottenuta con una base costituita da un’oleoresina e quindi verniciata a cera a poro chiuso. La ricetta utilizzata risale al 1770 ed è citata in Roubo “L’art du Menusieur”.<br />
• L’interno dei cassetti è stato liberato dalla carte incollate con colla vinilica. Sotto abbiamo trovato intatto lo sporco accumulatosi nell&#8217;utilizzo del mobile. Abbiamo pulito a fondo e quindi trattato con una vernice a base di benzoino.<br />
• Abbiamo protetto il piano interno dei cassetti con un cartoncino ecru appena appoggiato.</p>
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		<title>Restauro del Banco della Corte della V sez. Penale Tribunale di Milano</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-del-banco-della-corte-della-v-sez-penale-tribunale-di-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2018 19:31:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p class="p1">Scheda di restauro del Banco della Corte a cinque posti a piede interno squadrato, che ha una targhetta con numero di inventario “Corte Appello Milano 1147”.</p>
<p>&#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella cornice di un ampio studio sul Palazzo di Giustizia di Milano di Marcello Piacentini la<br />
Soprintendenza di Milano ci ha affidato il lavoro di catalogazione degli arredi originali e il<br />
restauro di un’aula. Sotto la guida della dottoressa Marta Ragozzino siamo intervenuti sui<br />
manufatti lignei della cosiddetta aula Conti, dall’autore della grande tela posta alle spalle<br />
dei giudici. L’Aula è la V Sezione Penale del Tribunale di Milano.<br />
Quella che presentiamo è la scheda di restauro del Banco della Corte a cinque posti a piede interno<br />
squadrato, che ha una targhetta con numero di inventario “Corte Appello Milano 1147”. Non<br />
presenta stampigliature della ditta costruttrice.</p>
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		<title>Restauro del Modello Villa Trissino</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-del-modello-villa-trissino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 16:33:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p class="p1">Restauro di un modellino di Villa Trissino di proprietà del Centro Internazionale di studi di architettura Andrea Palladio</p>
<p>&#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 2">
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<p>Il modellino ha subito danni per un dilavamento lungo le pareti e i piani orizzontali. Nelle parti lignee asciugandosi l’acqua ha portato in superficie sali che hanno disegnato delle linee. Inoltre si sono arrugginiti alcuni chiodi interni. In basso la superficie e la ruggine ha macchiato l’impiallacciatura esterna del compensato.<br />
Vi erano inoltre dei danni dovuti a traumi, alcuni maldestramente riparati. In particolare due scale laterali avevano le balaustre rotte con alcuni pezzi mancanti e la lanterna sopra la cupola era male assemblata e male posizionata.<br />
Lungo la base del modello vi erano segni di colore dovuti a sbavature fatte durante una colorazione della base.</p>
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