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	<title>Tavoli Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<description>Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</description>
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	<title>Tavoli Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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		<title>Raddrizzare un tavolo in noce imbarcato</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/raddrizzare-un-tavolo-in-noce-imbarcato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2019 23:23:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p class="p1">Raddrizzare il piano di un tavolo in noce imbarcato .</p>
<p>&#160;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/D7zIPQxjsaw?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<p>Tavolo allungabile in legno di noce della metà del secolo scorso.<br />
Probabilmente subito dopo la sua costruzione il legno ha avuto una serie di movimenti che hanno imbarcato il piano. Questo è costituito da quattro assi di noce ricavate dalla stessa pianta e aperte a libro. Presentano molte irregolarità di fibre, nodi e anche il canale centrale di risalita della linfa (in verde nella foto). Questa scelta disinvolta del legno è all’origine delle torsioni delle varie assi.<br />
In un restauro precedente al nostro hanno tentato di porre riparo alle torsioni scavando dei canali sia lungo vena sia perpendicolarmente all’andamento delle fibre. Successivamente hanno incollato nelle trincee dei listelli che avrebbero dovuto ridare consistenza al piano e raddrizzarlo. E’ un sistema approssimativo e velleitario e anche l’esattezza della sua esecuzione lascia a desiderare.<br />
Noi abbiamo scelto di agire come nelle parchettature delle tavole dipinte.<br />
Abbiamo scavato sei canali trasversali alle fibre delle assi. Per una scelta estetica abbiamo sfruttato le trincee presenti, regolarizzandole e abbiamo dato loro un profilo a coda di rondine con un andamento conico nella lunghezza. Partono larghe circa 26/28 mm e terminano 18/20mm. Sono profonde 15/17mm e hanno i lati con una inclinazione di 7 gradi. In esse abbiamo inserito dei listelli in legno di quercia, ovviamente delle misure adatte e li abbiamo spinti fino a che la conicità lo ha permesso. Senza una goccia di colla. I listelli sono sempre smontabili con piccoli colpi dati nella parte più stretta, oppure rimessi in tensione con dei piccoli colpi nelle parti più larghe. Il sistema è reversibile e ricalibrabile. Con il tempo le assi della tavola avranno un calo fisiologico nel senso della larghezza. Lo hanno già avuto, lo si può notare dal fatto che le prolunghe sono diventate più larghe della tavola centrale. Così i listelli che abbiamo inserito con gli anni diventeranno leggermente sovrabbondanti, perché il legno si restringe nel senso della larghezza e dello spessore di circa l’uno per cento al secolo, ma pressoché nulla nella lunghezza.<br />
Alla fine del lavoro abbiamo constatato che il piano del tavolo si è regolarizzato e raddrizzato praticamente del tutto. Un effetto secondario ma prezioso della tecnica usata sarà quello di tenere sempre unite le assi del piano.</p>
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		<title>Tavolino neoclassico</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/tavolino-neoclassico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 13:10:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tavolo in cartella di ciliegio della fine del Settecento</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/0SbHmoejef8?rel=0" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<p>Tavolo in cartella di ciliegio della fine del Settecento. Il piano è leggermente aggettante e incartellato con legno di ciliegio con venature regolari. Anche i bordi del piano sono incartellati con tessere con venature disposte perpendicolarmente rispetto ai bordi.<br />
Lo chassis è ovviamente anch&#8217;esso incartellato con legno di ciliegio con venature disposte perpendicolarmente rispetto alle fasce. Una elegante decorazione neoclassica a bassorilievo con festoni e frecce occupa la parte alta delle fasce, mentre una cornice intagliata e dorata fa da raccordo tra il piano e lo chassis.<br />
Esili gambe rotonde in ciliegio completano il tavolo.<br />
Vi è un cassetto che è stato ricavato in un secondo tempo. All&#8217;interno del cassetto vi è una stampigliatura in inchiostro e un bollino che attestano che il mobile ha fatto parte della collezione Luisa Feltrinelli Doria.</p>
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<p><strong>Stato di conservazione</strong><br />
Il mobile è in buone condizioni di conservazione. Tuttavia presentava numerosi sollevamenti della cartella sia nei bordi delle fasce che nel piano. Solo la fascia opposta al cassetto non aveva stacchi della cartella.<br />
Il fondo del cassetto era slittato di circa un centimetro per il normale ritiro del legno.<br />
La lucidatura alla gommalacca nel piano mostrava segni di stanchezza.</p>
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<p><strong>Lavori eseguiti</strong><br />
Abbiamo fatto numerosi incollaggi di colla a caldo nelle fasce laterali, nel lato del cassetto e nel cassetto stesso. Circa quaranta, quarantacinque incollaggi.<br />
Nel piano abbiamo fatto altrettanti incollaggi, alcuni estesi, altri minimi. La cartella presentava problemi soprattutto nei bordi, nelle linee di rottura e lungo le linee di giunzione delle assi di sostegno.<br />
Abbiamo riposizionato il fondo del cassetto.<br />
Abbiamo rigenerato la lucidatura alla gommalacca del piano dopo aver rimosso le tracce di prodotti cerosi usati per la pulizia. Raccomandiamo di non usare nulla di questo genere perché nel migliore dei casi complica il normale intervento di rigenerazione della vernice, più spesso lo rende impossibile. La gommalacca è una resina naturale che ha caratteristiche di conservazione, manutenzione, rigenerazione ancora ineguagliate dalle vernici sintetiche. Usare sopra di essa dei prodotti industriali è un controsenso.</p>
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		<title>Piano intarsiato</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/piano-intarsiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 13:35:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p class="p1">Piano di una cassapanca del 1600 intarsiato con cartelle di legni vari e avorio. Le campiture sono di legno di olivo, i filetti larghi sono di noce, i filetti chiari di acero, le ghiande di bosso, i racemi in carrubo e platano.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
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<p style="text-align: left;">Piano di una cassapanca del 1600 intarsiato con cartelle di legni vari e avorio. Le campiture sono di legno di olivo, i filetti larghi sono di noce, i filetti chiari di acero, le ghiande di bosso, i racemi in carrubo e platano. I legni sono segati a mano e le tessere hanno uno spessore medio di 3 mm. La tecnica di intarsio è a traforo a doppio disegno.</p>
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<p><strong>Elenco lavori eseguiti<br />
</strong></p>
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<ul>
<li style="text-align: left;">Raddrizzato il piano e stabilizzato con quattro listelli di rovere a coda di rondine conici nella lunghezza</li>
<li style="text-align: left;">Incollate le tessere sollevate con colla a caldo</li>
<li style="text-align: left;">Incollata la cornice laterale dove il piano era più arcuato. Incollate anche le quattro cornici degli angoli smussati. Abbiamo sostituito i chiodi con dei cavicchi di legno ove la sola colla non può reggere un incollaggio come nel caso di venature di testa.</li>
<li style="text-align: left;">Abbiamo fatto un tassello lungo un listello di noce.</li>
<li style="text-align: left;">Rimossa la vecchia vernice con bisturi e solvente</li>
<li style="text-align: left;">Preparazione della superficie mediante apprettatura con colla di coniglio</li>
<li style="text-align: left;">Lucidatura a cera a poro chiuso con pomice</li>
<li style="text-align: left;">Ritocchi ad acquerello</li>
<li style="text-align: left;">Stuccatura con stick di cera colorata</li>
<li>
<p style="text-align: left;">Fissato il piano allo chassis con otto viti autofilettanti che si innestano sui listelli di rovere</p>
</li>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tavolo scrittoio</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/tavolo-scrittoio-con-gallery/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 07:58:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p class="p1">Tavolo scrittoio dei primi del Settecento, di origine veneta. Piano, bordi e fasce sono totalmente incartellati su uno chassis di legno dolce, mentre le gambe e la crocera sono in massello di noce.</p>
<p>&#160;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/G7-iktCOMFM?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Tavolo scrittoio dei primi del Settecento, di origine veneta. Piano, bordi e fasce sono totalmente incartellati su uno chassis di legno dolce, mentre le gambe e la crocera sono in massello di noce.</p>
<p>Il piano è intarsiato secondo motivi geometrici e giocando sul disegno delle venature dei vari legni; partendo dai bordi troviamo una fascia esterna piuttosto larga di radica di noce delimitata da una filettatura di legno di ciliegio, quindi una seconda fascia in cartella di noce aperta a X o divergente, dove il centro della X è il centro del tavolo, segue un filetto in legno di frutto molto compatto, probabilmente pero, poi una campitura centrale in cartella di noce con quattro riquadri a venatura convergente. Al centro vi è un cartiglio costituito da quattro fogli di radica di noce aperti e disposti secondo una simmetria a croce con perimetro curvilineo contornato da un filetto di legno di ciliegio.</p>
<p>I cassetti sono costruiti con raffinatezza con il fondo suddiviso in due campiture e l’asse centrale di separazione funziona da terzo scorrevole. Gli incastri delle sponde sono a coda di rondine e quelli anteriori sono coperti con una cartella di noce. Il profilo del piano ha gli angoli sagomati, i bordi sono incartellati con cartella di noce con le venature disposte perpendicolarmente allo sviluppo dei bordi. Le fasce ospitano su un fronte due cassetti, hanno una campitura in radica di noce delimitata da cornici sagomate. Le gambe sono a balaustro a quattro facce impostate su piedi a cipolla e raccordate con una crocera a doppia tenaglia mistilinea con elemento tornito al centro e sostegno a cipolla. La parte centrale delle quattro facce è caratterizzata da una bocciardatura su cui spiccano foglie, fiori e racemi intagliati ad alto rilievo sormontati da una conchiglia. Vi sono tracce di colorazione nera a base di acetato di ferro nella bocciardatura, nel toro superiore al capitello e in quello sopra la crocera: questa colorazione è andata perduta o è stata rimossa da tempo. Una gamba prima del restauro Sul toro è visibile la colorazione nera. La parte inferiore del piano e gli scorrevoli dei cassetti</p>
<p><strong>Stato di conservazione </strong></p>
<p>Il tavolo è arrivato in laboratorio per una normale manutenzione. Le cartelle di legno sono incollate con una colla a caldo di gelatina animale a base acqua che ha ottime caratteristiche di compatibilità assecondando le variazioni dimensionali del legno dovute a senescenza e a sbalzi termoigrometrici, ma proprio per questo con il tempo nei punti sollecitati tende a perdere in adesività cristallizandosi. D’altra parte la colla d’ossa è insostituibile per la sua reversibilità. Infatti con opportuni interventi è possibile sia rigenerare in parte la colla originale, sia integrarla con microiniezioni. Ancor oggi nessuna colla di sintesi ha la sua flessibilità e la sua continuità. Anche nel tavolo, soprattutto nel piano, vi erano numerosi sollevamenti dovuti a perdita di adesività della colla ed è stato necessario intervenire per evitare di perdere le tessere. Questo tipo di intervento è già stato fatto più volte nella vita del manufatto, ma l’unico che ha lasciato traccia negativa è stato probabilmente l’ultimo, perché oltre e in alcuni casi in alternativa alla colla sono stati usati del piccoli chiodini metallici infossati nelle tessere. Mancava una piccola parte della campitura di noce centrale grande quanto un’unghia a ridosso del cartiglio.</p>
<p>A nostro avviso solo una cornice su una fascia laterale sotto al piano non è originale, perché lavorata in maniera rozza rispetto a tutte le altre. Inoltre il tavolo scrittoio era verniciato secondo la tradizione ottocentesca con uno spesso film di gommalacca dalla dominante arancione, poco trasparente, che alterava la naturale varietà cromatica dei legni appiattendone i contrasti. I cassetti erano stati foderati con carta Divarese incollata con abbondante colla polivinilica, che aveva causato due fessurazione nel fondo.</p>
<p>Lo scorrevole centrale attaccato allo chassis era stato fissato recentemente con chiodini malamente ritorti. Vi era una rottura dovuta a usura ed attacco dei tarli nella cornice sotto un cassetto. Le serrature sono originali ed anche in buono stato di conservazione, quella del cassetto di destra aveva perso il perno guida della chiave. Nei cassetti vi sono tracce di piccoli pomelli, ma allo stato attuale è impossibile sapere se sono coeve. La crocera un tempo si era spezzata ed era stata riparata con un incastro a doppia coda di rondine intarsiato sul retro. Si può concludere che il mobile è in tutte le sue parti originale e in buono stato di conservazione. La parte di cartella di noce mancante E’ possibile che in origine anche la tornitura della crocera fosse del tutto o in parte nera, per le ombreggiature rimaste (poche) e per gli evidenti segni di pesante levigatura.</p>
<p>&nbsp;</p>
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