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	<title>XVII secolo Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<description>Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</description>
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	<title>XVII secolo Archivi - Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</title>
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	<item>
		<title>Inginocchiatoio in noce seicentesco</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/inginocchiatoio-in-noce-seicentesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 20:58:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di un inginocchiatoio del'600 in noce</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/3vLZoDCEGpQ?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
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<div class="column">
<p><strong>Descrizione</strong><br />
Inginocchiatoio seicentesco in noce con intagli di particolare finezza.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong><br />
Il manufatto è arrivato in laboratorio in condizioni complicate .<br />
Alcuni interventi precedenti avevano levigato le parti attaccate dai tarli in modo così profondo da portare in primo piano le<br />
gallerie scavate dagli insetti. In seguito avevano usato del gesso bianco per coprire i canali e del colore molto scuro per mascherare le stuccature. L’operazione era stata ripetuta in varie parti, anche in quella più importante dell’inginocchiatoio,<br />
la portella centrale con il bassorilievo dello scudo nobiliare. Non sono stati risparmiati gli interni come per esempio il retro<br />
del piano sollevabile dove ci si inginocchia e quello della portella.<br />
Ci sono vari tasselli e sostituzioni di parti andate perse, come peraltro succede in manufatti così vecchi.</p>
<p><strong>Lavori eseguiti</strong><br />
Interventi di ricostruzione<br />
• Sono stati eseguiti gli incollaggi necessari per riposizionare i pezzi staccati . Si è utilizzata esclusivamente colla a caldo<br />
proteica , come è stato fatto al momento della costruzione.<br />
• Le fessure dovute al naturale calo dimensionale del legno sono state chiuse nella parte interna incollando della stoffa<br />
che possa seguire e limitare i movimenti del legno.<br />
• Due fori presenti nella schiena sono stati chiusi con tasselli di legno con venature simili.</p>
<p>Interventi di pulizia<br />
• I vari strati di verniciatura presenti nell’inginocchiatoio sono stati sciolti con impacchi adeguati.<br />
• La colorazione scura è stata rimossa senza levigare la superficie del legno.</p>
<p>Interventi di disinfestazione<br />
• L’inginocchiatoio è stato trattato con antitarlo a base di permetrina.</p>
<p>Interventi sulla finitura<br />
• E’ stata eseguita una finitura a base cera secondo le indicazioni di Roubo in “ L’art du Menusieur ” Parigi 1770 )).<br />
• Le stuccature sono state eseguite con stick di cera dura colorata di autoproduzione.<br />
• Le adeguazioni cromatiche sono fatte con acquarelli e fiele di bue</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Statuina in gesso</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/statuina-in-gesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 16:15:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di una statuina in gesso</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/-YDSXyi_IIs?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<div class="page" title="Page 2">
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<div class="column">
<ul>
<li>Piccola statuina in gesso con un’anima in ferro. Rotta un po’ sopra le caviglie aveva problemi di equilibrio e di solidità. Abbiamo riallineato gamba e caviglia destra e in seguito riempito la frattura con piccole sfere di plastica fino a rendere la gamba destra più solida. Poi stuccato a gesso le parti mancanti e portato le integrazioni a colore.</li>
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		<item>
		<title>Restauro di un mobile olandese intarsiato</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-un-mobile-olandese-intarsiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 11:59:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di un mobile olandese intarsiato<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/oqeBa_VYtZs?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
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<div class="column">
<p class="p1"><strong>Descrizione</strong></p>
<p class="p2">Comò a rullo olandese della fine del ‘700 in mogano riccamente intarsiato in acero sul fronte e sui lati. Alcune delle tessere in acero mostrano ancora una colorazione verde.Presenta tre cassetti nella parte inferiore e la parte superiore è composta da rullo con all&#8217;interno cassettini, vani a giorno e piano estraibile anch&#8217;essi intarsiati.</p>
<p class="p1"><strong>Stato di conservazione</strong></p>
<p class="p2">Il manufatto è arrivato in laboratorio in cattive condizioni dopo un periodo di messa in disparte. Il meccanismo di apertura della calatoia era bloccato, il piano scorrevole imbarcato, fessurato e con lo scarabattolo centrale appoggiato al piano invece che sollevato. I cassetti erano ricoperti di carta incollata, con rotture nelle sponde e gli scorrevoli consumati. La schiena aveva perso i suoi incastri ed era tenuta insieme da tela. Rotture nelle gambe. Numerosi sollevamenti della cartella e mancanze soprattutto lungo i bordi. Tracce di numerosi e sbrigativi restauri, che in alcuni casi hanno ridotto la cartella a spessori infinitesimali, soprattutto nei traversi sotto i cassetti.</p>
<p class="p3"><strong>2019 LAVORI ESEGUITI</strong></p>
<p class="p2">• ricostruzione della schiena e dei suoi incastri<br />
• ricostruzione piano estraibile suo consolidamento e raddrizzamento con listelli a coda di rondine per il verso della profondità, senza uso di colla<br />
• ricostruzione del rullo e messa a punto del suo meccanismo<br />
• consolidamento delle gambe</p>
<p class="p4"><strong>2021 LAVORI ESEGUITI</strong></p>
<p class="p4">• smontaggio completo dei cassetti<br />
• compensazione del calo del legno dei fondi<br />
• eliminazione dei chiodi in posizione sbagliata<br />
• ricostruzione degli scorrevoli, ricostruzione degli intarsi laterali in mogano del fronte dei cassetti<br />
• Incollaggio di tutti i sollevamenti degli intarsi mediante iniezioni di colla proteica a caldo e serraggio con biette riscaldate (circa 350)<br />
• integrazione delle lacune degli intarsi in mogano, circa 90<br />
• integrazione di una foglia di intarsio in acero su un fianco in basso<br />
• sistemazione delle gambe<br />
• sostituzione sul fianco sinistro della cornice piatta in quercia (incongrua) con una in mogano come da originale nell&#8217;altro fianco.</p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Scarabattolo</strong><br />
</span>• ricostruzione del fondo della nicchia centrale, integrazione delle lacune e del foro della chiave della portella centrale.<br />
• <span class="s1">sistemazione dei fermi dei cassettini.<br />
• </span><span class="s1">riposizionamento dello scarabattolo nello chassis e rifissaggio nei due fori anteriori con le viti originali, mentre nel retro è stato fissato con sei piccole viti su due blocchi nuovi, costruiti a misura, per sollevarlo e permettere una facile estrazione del piano di scrittura.<br />
• </span><span class="s1">dove possibile lo chassis è stato consolidato lungo le linee di ritiro del legno mediante incollaggio di tela speciale con colla proteica a caldo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Finiture</strong><br />
</span><span class="s1">• rimozione della vecchia vernice e delle colorazioni alterate.<br />
• </span><span class="s1">i listelli che corrono lungo il bordo posteriore dei fianchi e lungo il piccolo piano superiore, sostituiti<span class="Apple-converted-space">  </span>in precedenti restauri con legno di mogano di colore decisamente troppo scuro, sono stati decolorati per ossidoriduzione fino ad una loro integrazione.<br />
• </span><span class="s1">ove necessario il colore dei tasselli è stato armonizzato con ritocchi pittorici ad acquerello.<br />
</span><span class="s1">• </span><span class="s1">lucidatura a gommalacca chiara decerata con chiusura dei pori con pomice.</span></p>
<p><strong>Ferramenta</strong><br />
• <span class="s1">fatte tre saldature su due maniglie dei cassetti.<br />
• </span><span class="s1">le maniglie dei cassetti ed i pomelli sono stati puliti conservando le sfumature della patina del tempo.<br />
• </span><span class="s1">le tre serrature dei cassetti sono state pulite, oliate e messe in funzione ricostruendo una chiave che le apre tutte.<br />
• </span><span class="s1">Il piano di scrittura in panno verde è stato rimosso e sostituito con cuoio a concia naturale.</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Restauro di un canterano &#8220;feltrino&#8221;</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-un-canterano-feltrino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 17:01:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restauro di un canterano veneto del 1600<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/oop6rZ5r-Ck?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1"><strong><span class="s1">Descrizione e stato di conservazione</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Canterano in massello di noce degli inizi del ‘600 di produzione veneta. E’ detto feltrino per la lavorazione dei<span class="Apple-converted-space">  </span>tre cassetti a formelle intagliate.<br />
</span><span class="s1">Il piano superiore è fortemente aggettante e in origine formato da due sole assi. In seguito al naturale calo del legno un listello di tre, quattro centimetri è stato aggiunto nella parte posteriore.<br />
</span><span class="s1">I fianchi sono anch’essi ricavati da due assi di legno di noce e delimitati da cornici lungo il perimetro.<br />
</span><span class="s1">Un cornicione corre alla base dei fianchi e sul fronte.<br />
</span><span class="s1">Le maniglie e le bocchette sono originali, mancano le serrature.<br />
</span><span class="s1">Tracce di restauri precedenti, in particolare il cornicione frontale non coevo.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Intervento di restauro</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Abbiamo ricostruito gli scorrevoli interni e sotto ai cassetti con legno di frassino.<br />
</span><span class="s1">Abbiamo raddrizzato il traverso centrale sotto a primo cassetto neutralizzando un nodo e rinforzando con un listello interno.<br />
</span><span class="s1">Riparazioni<span class="Apple-converted-space">  </span>e rinforzi sulle gambe.<br />
</span><span class="s1">Raddrizzato la concavità del fronte dei cassetti, dovuta al restringimento del fondo dei cassetti, spostando<span class="Apple-converted-space">  </span>la linea di fissaggio.<br />
</span><span class="s1">Chiuso la fenditura tra le due assi dei fianchi con un listello di noce.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Finiture superficiali</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Rimosso vecchie verniciature, colorazioni e incrostazioni che nascondevano le venature del legno.<br />
</span>Armonizzato i colori dei tasselli e delle parti non coeve con mordenzatura a base di tannino e sale metallico.<br />
<span class="s1">Finitura superficiale a cera<span class="Apple-converted-space">  </span>a poro chiuso secondo ricetta del 1772, vedi Roubo Art du Menusier, Parigi.<br />
</span><span class="s1">Le piccole stuccature sono state riempite con stick di cera colorata. Quelle più estese con stucco sintetico.<br />
</span><span class="s1">L’interno dei cassetti è stato pulito con sapone e protetto con una vernice all’alcol a base di gommalacca e benzoino.</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Monetiere da tavolo in ebano, avorio e tartaruga</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/monetiere-da-tavolo-in-ebano-avorio-tartaruga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2020 20:19:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1469</guid>

					<description><![CDATA[<p>Monetiere da tavolo in ebano e palissandro con intarsi di tartaruga e avorio .<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/mdaeZz8cSiU?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>DESCRIZIONE</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Monetiere seicentesco in ebano, palissandro e intarsi di avorio e tartaruga.<br />
</span><span class="s1">Una fila di 4 cassettini a destra e una a sinistra circondano un arco spezzato sorretto da due colonne con capitelli corinzi. I capitelli e le basi delle due colonne sono in argento e realizzati con fusione a cera persa. In un lato delle basi è visibile la punzonatura dell’orafo. Le due colonne sono completamente lastronata in tartaruga.<br />
</span><span class="s1">Tra le due colonne vi è un vano il cui pavimento è costituito da una fuga prospettica di rombi bianchi e neri in avorio ed ebano. Il soffitto è in palissandro e le pareti sono costituite da specchi di vetro all’amalgama di mercurio. Il vano può essere rimosso e dare accesso a un piccolo “segreto”.<br />
</span><span class="s1">Sopra e sotto al vano vi sono due cassettini il cui fronte è costituito l’uno dall’arco spezzato e l’altro dalla base delle colonne.<br />
</span><span class="s1">I cassettini laterali hanno una campitura centrale in tartaruga compartimentata in tre aree delimitate da due listelli a semiarco in avorio, la campitura è circondata da listelli in avorio e il tutto è<span class="Apple-converted-space">  </span>circondato da<span class="Apple-converted-space">  </span>cornici ondulate in ebano. Al centro un piccolo pomello in legno tornito.<br />
</span><span class="s1">I due fianchi e il piano superiore sono incartellati con due fogli di palissandro aperto a libro.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">STATO DI CONSERVAZIONE</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il manufatto è arrivato in laboratorio dopo un lungo periodo di messa in disparte. Molti pezzi si erano staccati, ma conservati dai proprietari, purtroppo alcuni mancavano. In particolare mancavano sei piccole cornici intorno agli archi ed una delle cornici dorate del vano centrale. Queste lacune e i piccoli traumi sono da attribuire alla complessità della struttura architettonica e all’uso dei cassetti centrali e del segreto.<span class="Apple-converted-space">  </span>Il palissandro aveva due piccole lacune nei bordi posteriori e una nella lastronatura di ebano. Le cornici dei cassettini centrali sono la parte più complessa e delicata, Già in precedenza sono stati eseguiti interventi di reintegrazione.<br />
</span><span class="s1">I manufatti lignei con secoli di vita hanno ritiri dimensionali del legno: nel monetiere sono osservabili nel rilievo che hanno ora le code di rondine che tengono insieme la struttura.<br />
</span><span class="s1">La schiena ritirandosi aveva piegato i chiodi che la fissavano e in alcuni punti rotto la sede che li riceveva.</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/monetiere-da-tavolo-in-ebano-avorio-tartaruga/">Monetiere da tavolo in ebano, avorio e tartaruga</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Restauro di una porta con intagli</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-porta-del-periodo-barocco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Menegatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2018 21:20:24 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://laboratoriodirestauro.it/?post_type=product&#038;p=1207</guid>

					<description><![CDATA[<p>Porta del XVII secolo in massello di noce ad una unica anta.<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/sMmGuXPcxYU?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-porta-del-periodo-barocco/">Restauro di una porta con intagli</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Porta del XVII secolo in massello di noce ad una unica anta. La struttura di base è costituita da due montanti incastrati con tre traversi, dotati di scanalature, nelle quali sono inseriti due riquadri formati rispettivamente da tre assi incollate tra loro. Al centro di questi sulla faccia anteriore è incollata una formella intagliata, nel retro è inchiodato un pannello con gli angoli smussati.<br />
Il fronte, delimitato nel perimetro esterno da una cornice dritta, ha un primo giro interno di cornici spezzate con un profilo a gradino che mascherano il punto di passaggio tra i montanti/ traversi e i due riquadri. Questi hanno al centro la formella con un intaglio a cesto di fiori circondata a sua volta da un giro di cornici mistilinee. La porta è di buona fattura e si distingue per la qualità delle cornici tipiche dell’epoca barocca e per la precisione dell’intaglio.<br />
Esaminando le formelle vediamo che si tratta di un lavoro a bassorilievo fatto separatamente e poi incollato sul riquadro costituita da tre assi giuntate. Questa operazione è agevole solo se la superficie assolutamente piatta, idonea quindi a ricevere la corrispondente parte piatta del bassorilievo. Se vi è qualche imprecisione questa con il passare del tempo provoca lo stacco dei materiali. Inoltre l’incollaggio è stato fatto con colla a caldo d’ossa, che ha un tempo di lavorazione brevissimo e un tempo di serraggio lungo, dalle 8 alle 24 ore secondo della stagione. Perciò una tale preparazione della superficie e successivo incollaggio può essere fatto  solo prima dell&#8217;assemblaggio della porta. Porta che non ha segni di uno smontaggio precedente al nostro intervento.<br />
Il retro della porta è privo di intagli. E’ ben visibile il sistema costruttivo, costituito da due montanti e tre traversi, due perimetrali e uno centrale. La parte terminale verso il centro dei traversi e dei montanti è lavorata a formare una cornice che serve a contenere i due riquadri. Ai quattro angoli sono applicati degli elementi triangolari con un lato stondato e terminante con la prosecuzione della cornice dei montanti/traversi. Sui due riquadri sono state fissate con chiodi due grandi formelle piatte con gli angoli spezzati e arrotondati. Questi riquadri sono fissati con soli chiodi e non incollati. I pannelli non sono mai stati smontati, i chiodi tutti coevi e tutti nella posizione originale.</p>
</div>
</div>
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</div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
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<p>STATO DI CONSERVAZIONE<br />
La porta ha avuto una storia travagliata soprattutto nel secolo scorso. Come tutte le porte le serratura originali sono state più volte sostituite. Nell’ultimo intervento è stata cambiata la tipologia della serratura, passando da un sistema ad “appoggio” ad un sistema ad “incasso”. A questo scopo è stata scavata una trincea nello spessore del montante per poter alloggiare la serratura, purtroppo proprio nel punto in cui si incrocia con il traverso, distruggendo così l’incastro. Ci sono anche tracce di cambiamento dei cardini: in origine la porta si apriva a sinistra e i cardini a bandella erano incassati a destra; in tale posizione infatti ai due estremi sono visibili i tasselli che chiudono la vecchia sede . Nel retro a sinistra di vede all’altezza del traverso centrale un tassello che copre il posto in cui vi era la prima serratura che era ad appoggio. Alcune cornici del riquadro inferiore sono state rifatte durante un restauro, con altri piccoli interventi di minore entità. Il piano dei due riquadri ha avuto un fisiologico calo nel senso della larghezza generando delle rotture e lo stacco di parte delle assi che lo costituiscono. Nei precedenti interventi queste fessurazioni erano state chiuse introducendo a cuneo dei listelli. Altri danni, per esempio alcune cornici ridotte a monconi, sono dovuti ad un periodo di abbandono in soffitta, dove la porta chiudeva un buco dell’impiantito e dove è stata fortuitamente ritrovata.</p>
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<p>SCELTE DI RESTAURO</p>
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<p>La porta aveva due ordini di problemi: l’aspetto degradato e la struttura compromessa dal tempo e da alcuni interventi errati.<br />
Un problema strutturale si riscontrava in particolare nel riquadro superiore che appariva sfondato, con i bordi del pannello non più inseriti nella sede originale. Il montante in cui era stata inserita la serratura non era più coeso con il traverso centrale, perché il suo tenone era stato sacrificato per fare spazio alla serratura ad incasso e di conseguenza il montante aveva spanciato verso l’esterno.<br />
Inoltre, sul retro, la parte interna scolpita a cornice dei montanti, che ha anche funzione di contenimento, era rotta in più punti e non assolveva più il suo compito.<br />
I due pannelli inoltre non si inserivano più perfettamente nelle scanalature perché risultavano di dimensioni oggi insufficienti.<br />
Premettiamo una considerazione tecnico-costruttiva: il legno in genere è soggetto ad un ritiro o ad una crescita nel senso della larghezza e dello spessore (ma non della lunghezza) in funzione dell’umidità, per questo i pannelli non sono mai inchiodatio o incollati, ma fluttuano all’interno di scanalature ricavate nei montanti e nei traversi.<br />
Inoltre il legno è soggetto comunque nel tempo ad un calo dimensionale (con le stesse regole prima esposte) di circa 1% ogni cento anni.<br />
Il problema del calo era stato momentaneamente risolto inserendo nelle rotture o nelle giunzioni tra assi e assi dei listelli a cuneo.<br />
Per questi motivi abbiamo consigliato di smontare totalmente la porta in modo da poter agire sugli incastri e sulle assi dei pannelli.<br />
Dopo aver tolto i due giri di cornici interne sono stati smontati i montanti ed i traversi. Liberati in questo modo i due riquadri sono stati schiodati i due pannelli dal retro, la posizione dei chiodi era quella originale non essendovi traccia di altri fori di chiodi.<br />
Questo ci permette di affermare che la porta è stata smontata per la prima volta da noi, dopo tre, quasi quattrocento, anni dalla sua costruzione.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://laboratoriodirestauro.it/product/restauro-di-una-porta-del-periodo-barocco/">Restauro di una porta con intagli</a> proviene da <a href="https://laboratoriodirestauro.it">Laboratorio di Restauro - Mario Menegatti e Lucia Del Negro</a>.</p>
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		<title>Cassettiera intagliata</title>
		<link>https://laboratoriodirestauro.it/product/planetario-copia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[easycolor@easycolor.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 13:10:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccola cassettiera in massello di noce. Il mobile ha tre cassetti riquadrati da piccole cornici fatte con tarabiscot. Il fronte dei cassetti è scandito da due campiture quadrate bugnate e intagliate con foglie e fiori.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Piccola cassettiera in massello di noce. Il mobile ha tre cassetti riquadrati da piccole cornici fatte con tarabiscot. Il fronte dei cassetti è scandito da due campiture quadrate bugnate e intagliate con foglie e fiori.<br />
I due fianchi hanno funzione portante e sono ricavati da un’asse unica. La loro base è delimitata da un cornicione che gira anche intorno al fronte. Due gambe a mensola intagliate con piccole squadrette di appoggio sostengono il fronte. Sono una copia ben integrata delle gambe originali.<br />
Anche il piano superiore è costituito da una unica asse di noce massello.</p>
<p><strong>Stato di conservazione</strong><br />
Il mobile è ben conservato. Solo due tasselli nel cornicione e i pomelli cambiati e leggermente spostati rispetto alla loro sede originale. Delle gambe si è detto sopra. La serratura è originale. La tinta e la finitura con cui è arrivato in laboratorio è recente e tipica del mercato antiquariale.</p>
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